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Newsletter #3 - Aprile 2014

L’urgente stagione delle riforme



 
Nel recente voto francese c’è un elemento che interessa anche l'Italia e gli altri paesi dell'Ue: la crisi prolungata e angosciosa, che ha impoverito i ceti medi e prostrato i cittadini più deboli, ha dato origine a un diffuso sentimento antieuropeista e alla protesta populista. La crisi economica sta diventando crisi democratica. Il Pd è oggi l'unica barriera all’antipolitica e deve svolgere il suo ruolo con coraggio e unione. Occorre un contributo diffuso alla necessità di cambiamento, dopo anni di immobilismo, per arrivare al 25 maggio dimostrando che l’inversione di rotta è iniziata.
Le riforme costituzionali e istituzionali possono dare al paese governabilità, efficienza, semplificazione, equità. Le misure di alleggerimento fiscale (tagliare l’Irpef per circa 10 milioni di italiani che appartengono al ceto medio-basso e ridurre l’Irap per le imprese) possono favorire i consumi e il dinamismo economico. Orientare la spending review ad una riduzione dei capitoli di spesa in capo al Ministero della Difesa e agli stipendi degli alti dirigenti statali è un altro tassello decisivo.
In questa fase è molto importante riportare l’attenzione sull'organizzazione del partito, poiché la scommessa urgente delle riforme deve essere sostenuta anche rafforzando e ripensando la squadra e i ruoli.

La radicalità evangelica e i politici


Il 27 marzo siamo arrivati a San Pietro alle 6.15 sotto una pioggia fredda. Tanti, credenti e non, avevano accolto con entusiasmo quell’invito di Papa Francesco per la stima verso l’autorità morale di questo pontefice che "viene da lontano" ma ha saputo arrivare vicino al cuore di tante persone. Alle mie spalle c’era il baldacchino barocco del Bernini che contrastava con l’assenza di sfarzo in quella messa mattutina semplice.
Le gerarchie parlamentari in prima fila, politici abituati ad essere interlocutori diretti delle gerarchie ecclesiastiche, non erano certo preparati a quella freddezza, alla brusca omelia, a quel richiamo forte al Vangelo, alle parole dure che Papa Bergoglio non ha risparmiato contro il potere corrotto di quei politici che “chiusi nel loro gruppo o partito si sono allontanati dalla gente”.
La sua voce è quasi sofferente e non esprime affatto la bella empatia che conosciamo; o almeno è chiaro che non vuole instaurarla con noi perché “lontana dal popolo la classe dirigente si corrompe”. Poi rincara la dose: per il peccatore c'è speranza, ma il corrotto ha il cuore troppo duro per ascoltare. "Ipocriti". I politici sono i nuovi farisei, i sepolcri imbiancati. La teologia del dovere, la “dialettica della necessità”, diventa “comportamentistica” e privilegia il “dovere delle regole esterne al cuore”. Invece la “dialettica della libertà” è amore e coerenza.
Non condivido le critiche di populismo e antipolitica che gli sono state rivolte. Il severo richiamo del Papa alla “radicalità evangelica” ci scuote e ci sprona a portare nei luoghi della politica il cambiamento radicale e la rinnovata speranza nel futuro che lui è riuscito a portare nella Chiesa. "Apritevi all'amore" è l'esortazione che dovrebbe guidare i cristiani che operano per il bene pubblico: ascoltare i bisogni e i diritti dei più deboli, dei bambini, degli emarginati, dei carcerati, degli immigrati e di tutti coloro che stanno in questo momento pagando il prezzo più alto della crisi economica e sociale.

Legge elettorale e parità di genere

 
Abbiamo votato la legge elettorale, convinte che il paese avesse bisogno di riforme e non potesse permettersi di mancare quell’appuntamento. C'è stata però delusione per l'occasione persa dovuta alla mancata approvazione degli emendamenti richiesti "trasversalmente" dalle parlamentari dei diversi schieramenti sulla parità di genere e la norma antidiscriminatoria, che puntavano a dare attuazione all'art. 51 della Costituzione.
Va detto che il Pd, a differenza di altri partiti, ha già dimostrato il rispetto della parità di genere nella formazione del nuovo esecutivo e si è impegnato a realizzare l'alternanza uomo/donna nella formazione delle liste elettorali. Ma l'attuazione della democrazia paritaria era ed è una questione fondamentale.
Al Senato si è raggiunto un accordo con una norma “transitoria” per le prossime elezioni di maggio: l’annullamento della terza preferenza se non si rispetta l’alternanza. Dal 2019, invece, ci saranno la presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con la seconda e la terza preferenza che verranno annullate se il principio non sarà rispettato.
Vorrei però segnalare un equivoco che ha accompagnato la discussione sulla rappresentanza di genere nella legge elettorale: la democrazia paritaria e le quote (espressione che ha prevalso nel linguaggio pubblico) sono due concetti diversi, se non opposti, sotto il profilo giuridico e politico.
Promuovere norme volte a impedire che nessuno dei due generi prevalga sull’altro in posizione di eleggibilità non coincide in alcun modo con la domanda di quote, tutele, corsie preferenziali. Vuol dire invece lavorare per rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione piena delle donne in tutti i settori della vita pubblica: dal lavoro al welfare, dalla comunicazione alla legislazione. Su questo nei prossimi mesi ci attiveremo ancora di più in Parlamento.

Difendere infanzia e adolescenza

 
Nel mio nuovo ruolo di referente nazionale del Pd per l’infanzia e l’adolescenza voglio segnalare che il partito e il governo stanno investendo molto per rilanciare l’educazione e le politiche per l'infanzia e l’adolescenza, ritenendole indispensabili per lo sviluppo e per avvicinarci agli standard europei: una priorità, dunque, per creare futuro per il paese.
L'Italia destina all'infanzia l'1,1% del Pil, meno della metà della media europea. Il "furto di futuro” per centinaia di migliaia di bambini e bambine è un danno sociale ed economico incalcolabile. Creare opportunità educative è un investimento sociale ma anche economico, che fa crescere l’Italia, perché l’educazione non è una questione privata: è sempre pubblica e politica.
Ridare centralità all’infanzia richiede un piano strutturale e azioni concrete come segnale politico forte su più versanti: dalle istituzioni educative alla genitorialità, dagli spazi urbani per il gioco all’aggregazione, dall’animazione allo sport, dalla prevenzione delle vecchie e nuove povertà infantili alla complessa questione dei rapporti tra minori e giustizia (sia quando questi sono vittime di violenze e abusi sia quando sono autori di reati).
Per costruire un’Agenda Infanzia ascoltando le conoscenze, le esperienze e le best practices più significative del nostro paese ho svolto un primo incontro il 7 marzo a Roma a cui hanno partecipato le più importanti associazioni e gli enti che si occupano di infanzia in Italia (Unicef, Save the Children, Telefono Azzurro, Arci Ragazzi, Cismai, Reggio Children, oratori).
Il 28 marzo, inoltre, ho partecipato a Rivoli (in provincia di Torino) alla conferenza nazionale del Pd sull’edilizia scolastica con la presenza del sottosegretario all'istruzione Roberto Reggi. Un appuntamento molto partecipato da tutti gli attori che la scuola la fanno, la vivono, la amano, la progettano. Scuole nuove, moderne e sicure presuppongono nuove pedagogie e didattiche, e dunque insegnanti preparati e motivati. Ci sono tre miliardi e mezzo di euro per realizzare quanto preannunciato dal Presidente del consiglio Renzi e dal suo governo.
Combattere la pedofilia con ogni mezzo a disposizione
Il 25 marzo ho presentato alla Camera una mozione per contrastare il dramma della pedofilia, l'aumento degli adescamenti via Internet e la diffusione di foto e video "intimi" in rete.
Ho chiesto al governo di monitorare il fenomeno, realizzare campagne di informazione, punire i colpevoli, interdire i condannati per reati sessuali sui minori dallo svolgere attività con giovani e giovanissimi. Oltre alla repressione è necessario inoltre formare tutti i soggetti che entrano a contatto con bambini e ragazzi (nei settori dell'istruzione, dello sport, della sanità, della protezione sociale, della giustizia, della sicurezza e della cultura) e istituire servizi di cura per persone che riconoscano di avere un interesse sessuale verso bambini e adolescenti.
 
CERTIFICATO PENALE
Sullo stesso argomento, in questi ultimi giorni, si è scatenato il caos tra tutti gli operatori del terzo settore e del mondo del volontariato che hanno a che fare con i minori per le modalità di applicazione del DL n.39/2014 che prevede l’obbligo di richiesta del certificato penale. A tal proposito segnalo il chiarimento diffuso dal ministro della Giustizia Andrea Orlando:
a) i volontari sono esclusi dall’obbligo di certificazione;
b) i lavoratori subordinati o para-subordinati devono presentare autocertificazione in attesa di poter avere il certificato del casellario;
c) per il personale retribuito con voucher, fattura e redditi diversi, invece, è ancora poco chiaro cosa si debba fare, ma in attesa di ulteriori chiarimenti si consiglia comunque di procedere con l'autocertificazione.
Per i minori assistere alla violenza è tanto grave quanto subirla
Il complesso fenomeno della violenza sui minori comprende non solo la violenza subìta direttamente da bambini e adolescenti ma anche quella (non meno grave) che obbliga il bambino o l’adolescente ad assistere ad atti di aggressività, abuso e violenza (fisica, verbale, psicologica, sessuale o economica) contro altri membri della famiglia, contro adulti di riferimento o figure affettivamente significative.
Il 12 marzo ho presentato una mozione per impegnare il governo a predisporre una campagna informativa che sensibilizzi sul tema l'opinione pubblica, ma anche per favorire le buone pratiche già messe in campo da servizi, enti e associazioni antiviolenza per migliorare consapevolezza e responsabilità educativa.
Aiutare i minori stranieri non accompagnati
La situazione ad Augusta (in provincia di Siracusa) e nel suo territorio si è fatta insostenibile dopo che a marzo sono sbarcati in Sicilia 260 minori stranieri non accompagnati, che si aggiungono ai circa 200 già approdati in Italia dall’inizio dell’anno e ospitati in diverse strutture della zona.
Per questo ho presentato un’interpellanza urgente (assieme alla deputata del Pd Sandra Zampa) al ministro dell'Interno Alfano per sollecitare l’adozione di una soluzione che affronti in maniera organica, anche sul piano normativo, la presenza di minori stranieri non accompagnati sul territorio nazionale a tutela della crescita psico-fisica dei giovani ospiti delle strutture emergenziali di accoglienza.
Lo Stato regolamenti la vendita di Gratta & Vinci alle Poste
Nell'ambito del mio impegno contro il gioco d'azzardo ho presentato (con il deputato del Pd Edoardo Patriarca) un'interrogazione ai ministri dell’Economia e della Salute per chiedere al governo di trovare un rimedio alla mancata regolamentazione della vendita di biglietti Gratta & Vinci all'interno degli uffici di Poste Italiane.
Gli uffici postali, infatti, sono frequentati ogni giorno da migliaia di pensionati e giovanissimi che sono da considerarsi soggetti da tutelare in modo specifico nei confronti delle offerte all'acquisto di lotterie, che rappresentano degli esempi di gioco d'azzardo che determinano una delle forme più frequenti di dipendenza da Gap (gioco d'azzardo patologico).
Ancora rinviata la chiusura degli Opg
Il primo aprile tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari italiani avrebbero dovuto chiudere, invece questo traguardo di civiltà appare ancora lontano. La dismissione è stata rinviata con un decreto di proroga che il presidente della Repubblica Napolitano ha firmato non nascondendo la sofferenza per il protrarsi di una situazione di detenzione che riguarda quasi mille persone internate nei 6 Opg sul territorio nazionale (a fronte di una capienza massima molto inferiore).
Il nuovo decreto presenta qualche segnale positivo in quanto prevede il commissariamento delle Regioni che nell'arco di 6 mesi saranno ancora inadempienti per quanto riguarda la realizzazione delle Rems (strutture non detentive ma destinate alla rieducazione e al reinserimento) e l'attivazione dei servizi di salute mentale per costruire programmi di accoglienza, cura e riabilitazione.
News dalla Camera dei Deputati
Approvata la riforma delle Province
 
 
 

Disabilità: le pensioni non saranno toccate
Non ci saranno tagli alle pensioni di invalidità né agli assegni di accompagnamento. Lo ha assicurato il governo rispondendo alla nostra interrogazione con la quale chiedevamo chiarezza su questo tema. La tutela dei più deboli è una nostra priorità.
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Vanna Iori - Deputata del Partito Democratico

XII Commissione Affari sociali e sanità della Camera

Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza

Referente nazionale del Pd per infanzia e adolescenza


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