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Newsletter #5 - Luglio 2014

Verso l'Europa
con uno sguardo all'accoglienza



 
La grande volontà riformatrice che il Governo sta manifestando risponde alle aspettative di cambiamento intercettate. Ma il processo di innovazione e di efficienza deve fare i conti con molteplici difficoltà per portare a compimento le riforme attese. Ostacoli nella macchina amministrativa e nelle incrostazioni che tengono da decenni inceppato il sistema. E difficoltà nel partito che dovrà consolidare l'unità interna e il dialogo tra la pluralità delle idee.
Queste tematiche non sono separabili da ciò che accade in Europa nel semestre di presidenza italiana. Nuove politiche democratiche possono aprire un cambiamento nelle priorità delle politiche europee: occupazione e crescita per far ripartire gli investimenti senza dimenticare gli ultimi.
La responsabilità per costruire un cambiamento reale non può trascurare il tema prioritario dell’immigrazione: occorre riconfigurare il sistema dell’accoglienza e coinvolgere l'Europa a farsi carico in modo concreto ed efficace dei migranti, soprattutto dei minorenni non accompagnati, così come delle altre diverse forme di povertà minorile. Per una reale crescita sociale e civile si devono mettere in campo strategie condivise sia a livello locale che globale, coinvolgendo tutti i governi.
Per questo credo che si debba proseguire con determinazione il cammino delle riforme iniziato nel paese, coniugando la capacità innovativa con l'umiltà di chi sa ascoltare. È necessario l'impegno di tutti per coinvolgere le energie e le esperienze che vogliono mettersi al lavoro per rafforzare il Pd come progetto politico e forza democratica trainante in Italia e in Europa.
Occorre dunque pensare a un cambiamento che sappia imparare dall'esperienza, non disperdere la preziosa eredità politico-democratica da cui veniamo, ma anche cogliere e interpretare le discontinuità in atto, modificare le consuetudini mentali, rinnovare i meccanismi di selezione nel partito con particolare attenzione alla tenuta morale.
Nel contempo si dovrà irrobustire il legame tra eletti ed elettori, rafforzando coerenza e disponibilità "in entrata" (per cogliere i bisogni, le difficoltà, la rabbia, le speranze) e responsabilità "in uscita" per cercare di fornire risposte concrete e veloci, interistituzionali, coordinate e complementari.
 
Dalla commissione affari sociali e sanità sono passata alla commissione giustizia per seguire meglio i temi dei diritti, in particolare delle donne e dei minori
 
"Fare la differenza", il mio libro sui percorsi aziendali in Cariparma 
 
Il 3 giugno è stato presentato a Roma, a Palazzo Montecitorio, il libro bianco “Fare la differenza – Analisi e proposte di gender management” che ho curato per conto del gruppo Cariparma Crédit Agricole, alla presenza dell'a.d. del gruppo Giampiero Maioli e di Claudia Parzani, presidente dell’associazione Valore D - Donne al vertice.
Questo libro è il risultato di un lavoro durato oltre 3 anni con le dipendenti che hanno ruoli di responsabilità in azienda e rappresenta il tentativo di adottare un metodo strutturato di approccio alle politiche di gender per valorizzare il talento femminile all’interno del contesto aziendale. Ne sono scaturite proposte che diano concretezza al rispetto delle diversità fino a farne uno strumento capace di generare innovazione e di produrre politiche family friendly.
I dati e le ricerche contenuti nel testo sintetizzano quanto emerso dal Progetto Artemisia, così chiamato in omaggio ad Artemisia Gentileschi, simbolo femminile della volontà di affermazione di sé, sviluppato dal gruppo Cariparma attraverso un percorso formativo nato per valorizzare pienamente le opportunità insite nel concetto di gender.
Lunedì 16 giugno, questa volta a Parma, si è svolta la prima riunione del Tavolo di coordinamento gender a cui è seguita la presentazione e la consegna del libro alle 150 donne che, dal 2010 ad oggi, hanno partecipato al Progetto Artemisia.
 
La cittadinanza onoraria ai bambini stranieri di Cavriago
 
Sabato 2 giugno, festa della Repubblica, ho partecipato a “L’Italia è la mia casa”, la consegna dell’attestato di cittadini onorari e di una copia della Costituzione italiana a 19 figli minorenni (12 maschi e 7 femmine) di stranieri di 9 diverse nazionalità, nati o cresciuti sul suolo italiano e residenti nel territorio del Comune di Cavriago.
A questi nuovi italiani ho detto: “Mi auguro che possiate essere orgogliosi delle vostre origini e responsabili verso i doveri della terra in cui vivete. Leggete la Costituzione e sentitevi a casa in Italia che per voi, nati qui, non deve essere terra straniera, ma vostra. Voi le appartenete e questo paese è il vostro. Sentite l’orgoglio di far parte di questa nostra comunità”.
 
A Biasola in Festa tra dipendenze, legalità e gioco d'azzardo
 
Venerdì 13 giugno ho partecipato all'iniziativa cittadina del Pd "Biasola in Festa" per parlare di dipendenze e di contrasto al gioco d’azzardo patologico nell'incontro "Non mettiamo in gioco la legalità" assieme a Luisa Carbognani e Matteo Iori.
Il testo unificato della proposta di legge sul gioco d'azzardo comprende alcune delle mie indicazioni per garantire la tutela dei familiari dei giocatori d'azzardo patologici; altre le ripresenterò sotto forma di emendamenti.
La proposta sta terminando il suo lungo iter nella XII commissione Affari sociali e sanità della Camera dei deputati, ma ancora non si sa quando arriverà in aula.
 
Riflessioni sull'omelia di papa Francesco ai parlamentari
 
Il libro raccoglie commenti e suggestioni sull’omelia pronunciata dal Santo Padre in occasione della messa celebrata lo scorso 27 marzo nella basilica di San Pietro a Roma (on.fb.me/1lpWvyO), alla presenza di una nutrita delegazione di deputati e senatori italiani. Anche io sono tra i 42 coautori - laici e cattolici - del libro “Eletti per servire. Papa Francesco e i parlamentari italiani” (edizioni Cantagalli), l’ultima opera curata da monsignor Lorenzo Leuzzi, cappellano alla Camera e al Senato.
 
Con Ilenia Malavasi per far ripartire Correggio
   


 
A sostegno del Mi-Re, l'ospedale della donna e del bambino
 
Approvata la mozione sui minori stranieri non accompagnati
La mozione a firma Zampa-Iori sul tema dei minori stranieri non accompagnati è stata approvata dalla Camera con 359 voti favorevoli e solo 10 contrari. Impegna il governo a sbloccare i circa 40 milioni di euro già a disposizione per il 2014 nel Fondo nazionale per l'accoglienza dei minori affinché i costi non gravino sui singoli Comuni, che da soli non possono più farvi fronte. 
A me è stata affidata la dichiarazione di voto finale durante la quale ho sottolineato che nel semestre di presidenza italiana dell'Unione europea l’Italia dovrà riconfigurare il sistema dell'accoglienza e convincere l'Europa a non voltarsi dall'altra parte.
I minorenni stranieri non accompagnati censiti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al 30 maggio 2014, erano oltre 9mila, raddoppiati negli ultimi due anni. Si tratta in gran parte di adolescenti vicini alla maggiore età provenienti dall'Africa, dal Bangladesh, dall'Afghanistan e dall'Albania.
Dall'inizio del 2014 inoltre, secondo Save the Children, sono sbarcati sulle sole coste della Sicilia oltre 1.300 minorenni, di cui circa 700 non accompagnati.

 
La banca dati per le adozioni dei minori
L'interrogazione che ho presentato in commissione giustizia della Camera (qui il testo integrale) chiede al Ministero della Giustizia di far chiarezza sulla situazione dei tanti minorenni italiani adottabili ma non ancora adottati.
Una legge del 2001, infatti, prevedeva di istituire una banca dati (accessibile da tutti i tribunali per i minorenni e da aggiornare con una frequenza trimestrale) relativa ai minori dichiarati adottabili e alle coppie disponibili all’adozione, ma il ministero l'ha attivata solo una volta nel 2013: ne è emerso che sono 1.491 i minori adottabili, una cifra inaccettabile se si pensa che alla stessa data risultavano ben 11.927 coppie disponibili all’adozione.
Proprio su questo tema ho partecipato anche alla trasmissione "Di Mattina" su RaiNews24 indicando 4 punti a mio avviso fondamentali: primo, il passaggio dalla logica della "selezione", che sottopone le coppie al giudizio del tribunale, non sempre comprensibile e talvolta frustrante, alla logica dell'accompagnamento sia prima che durante e dopo l'adozione.
In secondo luogo occorre una razionalizzazione e una semplificazione di procedure e percorsi adottivi, senza dimenticare lo snellimento dei tempi e la riduzione dei costi (magari prevedendo sgravi fiscali). Terzo, la necessità di aggiornare la banca dati prevista dalla legge. Quarto, occorre definire i criteri degli enti accreditati e mettere a punto un monitoraggio costante della loro qualità.

 
Divorzio breve: tutelare il benessere dei figli minorenni
A fine maggio la Camera ha approvato la proposta di legge sul cosiddetto “divorzio breve”, un provvedimento che riduce i tempi necessari per poter chiedere lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio a 12 mesi in caso di separazione giudiziale con contenzioso e a 6 mesi in caso di separazione consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli nella coppia.
Poiché ritengo che questa sia una variabile molto rilevante, ho presentato un ordine del giorno sulla mediazione familiare (qui il testo), che è stato accolto come raccomandazione dal governo, per tutelare gli interessi dei minori in una coppia in via di separazione, garantendo il mantenimento di relazioni regolari con entrambi i genitori (per quanto riguarda cure, educazione e istruzione).
Il documento impegna il governo a rendere effettivo e favorire, con modi e tempi adeguati, l’ascolto dei figli nel processo di separazione dei genitori, affinché il provvedimento del giudice tenga adeguatamente conto delle loro necessità materiali e affettive, preservandoli da rancori e vendette di coppia e creando le condizioni per sostenere l'eventuale passaggio verso una nuova famiglia ricostituita.
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