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Newsletter #7 - Novembre 2014

La politica nel tempo della povertà



 
La crisi economica sta diventando anche sociale, relazionale, etica, educativa. Dunque lo sviluppo economico non può avvenire senza sviluppo sociale. La condizione di solitudine globalizzata e di insicurezza diffusa porta con sé molte domande: che futuro ci aspetta? Che cosa comporta crescere i figli nel tempo della crisi?
I cambiamenti continui e rapidi dei macroscenari economici e sociali, la crisi in atto e le diverse forme di povertà che stanno esplodendo nelle periferie urbane ci interpellano fortemente a una discontinuità di strategie e orientamenti per rinnovare le politiche con risposte più adeguate alle vecchie e nuove povertà, materiali e immateriali.

Indigenza è avere una scarsa o scadente alimentazione, non aver accesso alla prevenzione o alle cure sanitarie, è lavoro nero o minorile, è induzione alla prostituzione o all’accattonaggio, è affiliazione a bande delinquenziali, ma è anche privazione di vacanze, libri, cinema, viaggi, mancanza di aggregazione educativa, aree verdi, spazi per il gioco o per lo sport.
Con 3,2 milioni di disoccupati, con il 17% dei giovani che lascia prematuramente ogni percorso formativo, con tre milioni e mezzo di bambini e adolescenti sotto la soglia di rischio di povertà e di esclusione sociale, la precarietà e l’indigenza incombono su troppe famiglie. Le disuguaglianze di accesso a beni materiali e immateriali riguardano soprattutto i nuclei numerosi o monoreddito o monoparentali o migranti.
Questi dati chiamano la politica a interrogare innanzitutto sé stessa non solo su cosa deve “fare” ma, prima di tutto, su come deve “essere”. Poiché non si possono mettere in campo azioni di cambiamento vero senza un rinnovamento autentico del pensiero e dell’etica politica. Per aiutare le persone in difficoltà a coltivare la speranza, nonostante tutto, occorre una politica in grado di ascoltare le sofferenze e cercare di combattere l’indifferenza, la sfiducia, l’assuefazione.
Solo da un rinnovamento profondo e autentico nei modi di pensare e di stare nella politica sarà possibile attivare strategie concrete che sappiano rispondere all’impoverimento in un momento in cui la crisi e i tagli alla spesa pubblica rendono sempre più difficili risposte dirette da parte della pubblica amministrazione in termini di trasferimento economico.
Se in Italia solo il 10% dell’assistenza si trasforma in lavoro sociale, mentre il 90% va in benefit monetario, occorre invertire la direzione. Anche perché la monetizzazione delle prestazioni produce assistenzialismo e non empowerment. La crisi richiede servizi integrati, preventivi, di qualità, innovativi, sostenibili, flessibili, per ottimizzare tutte le risorse disponibili e favorire una maggiore interconnessione tra il mondo dei servizi pubblici e gli altri attori sociali decisivi (terzo settore, cooperative sociali, privato sociale, volontariato, parrocchie, associazioni sportive e culturali).
Attraverso una concreta politica di cambiamento ri-generativo l'aiuto diventa umano, relazionale e sociale, ricostruisce comunità, contrasta l’isolamento e l’indifferenza, crea legami solidaristici di responsabilità condivisa, promuove costruzione di fiducia. Pur dentro i vincoli del nostro tempo dobbiamo rimanere ancora creatori di diritti.
 
A Rimini al congresso di Cismai
per i diritti dei bambini "invisibili"
 
 
Il 26 ottobre a Rimini sono intervenuta al congresso annuale dei soci Cismai, il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia, dal titolo "Il bambino "separato": genitori in conflitto e figli invisibili", dedicato quest'anno alla tutela e alla cura dei bambini all'interno delle separazioni altamente conflittuali. Il mio intervento ha affrontato il tema dal punto di vista del Parlamento e dell'azione legislativa per la tutela dei diritti dei bambini contesi, lacerati, inascoltati e di cosa fare per sottrarli al ruolo di vittime incolpevoli degli odii di coppia.
 
All'università di Verona un seminario per combattere nuove e vecchie povertà
 
Il 24 ottobre sono intervenuta come relatrice al seminario di studi “Nuove e vecchie povertà: quale progettualità per una migliore qualità della vita?” organizzato all’Università di Verona. Il cambiamento dei contesti sociali in atto ci chiede di rinnovare strategie e orientamenti che riguardano le politiche e i servizi per il welfare, e in particolare per la drammatica situazione dei minorenni. Per questo le politiche per combattere le vecchie e nuove povertà materiali e immateriali dovrebbero incentrarsi non solo sugli interventi diretti a favore delle categorie più vulnerabili, ma affrontare la situazione su più fronti e offrire alle famiglie servizi integrati, lavorando sui contesti territoriali per ri-fare comunità e ricostruire il tessuto sociale.
 
Alla Leopolda per rilanciare l'attività del governo per l'infanzia e ll'adolescenza
 
Alla Leopolda di Firenze ho condotto un tavolo di lavoro con Arianna Saulini, responsabile di Save the Children Italia e coordinatrice del Gruppo CRC (un network composto da 87 tra i più importanti soggetti del terzo settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e della tutela dei diritti dell’infanzia). La discussione sulle politiche per l’infanzia e per l’adolescenza, chiamato ad elaborare uno dei tasselli del “programma” che dovrà rilanciare l’attività del governo nei prossimi mesi, ha messo in luce i molteplici bisogni delle giovani famiglie e, pur apprezzando la proposta del "bonus bebè", ha indicato anche altre priorità legate soprattutto ai servizi educativi e di accompagnamento alla genitorialità.
 
A Reggio e a Puianello due tappe della campagna di ascolto "La Buona Scuola"
 
La campagna nazionale di ascolto "La Buona Scuola", organizzata dal Pd in tutta Italia, ha fatto tappa anche nel reggiano, dove ho condotto due serate pubbliche. Il 3 novembre sono stata a Puianello con il dirigente del Ministero dell'istruzione Sergio Govi; il 10 novembre a Reggio (questo il servizio di Telereggio sulla serata) dove ho invitato la deputata del Pd Simona Malpezzi e la responsabile scuola dell'esecutivo provinciale del Pd di Reggio Paola Baraldi ha condotto la serata, ricca di numerosi interventi.
Per la prima volta, dopo anni di tagli, si torna a investire: circa 3 miliardi. Tra gli aspetti positivi della "Buona Scuola" c'è l’eliminazione del precariato e il nuovo bando di concorso per altri 40mila abilitati. Inoltre favorirà l’ampliamento delle conoscenze artistiche, musicali, informatiche, economiche e linguistiche e delle attività motorie. Tra gli aspetti migliorabili, invece, sarebbero da rafforzare le attività di inclusione e di prevenzione degli abbandoni, con particolare riferimento all’intercultura, all’inserimento dei ragazzi stranieri o con disabilità, all’educazione alla cittadinanza attiva e alla democrazia, base di un'autentica formazione umana e civile.
 
A Reggio la Fondazione Durante e Dopo di Noi
 
L'11 ottobre è nata a Reggio la Fondazione Durante e Dopo di Noi, celebrata con il convegno “Insieme per fare da soli” all’Università di Reggio. Ogni relatore doveva scegliere una parola. Io ho scelto “sguardo”. L’ho scelta perché credo che per il futuro le politiche di welfare dovranno esprimere un'etica dello sguardo. Le politiche di welfare devono esprimere questa etica dello sguardo, che coincide con l'etica della responsabilità politica e implica il “vedere”, cioè accorgersi e assumere la responsabilità dell’altro. Non voltarsi dall'altra parte. Trovare una risposta. Responsabilità deriva da respondeo: ovvero rispondere di quello che facciamo e rispondere a coloro che sono in difficoltà, contro la dilagante cultura dell'indifferenza e del disimpegno.
 
All'inaugurazione del rinnovato asilo nido Girotondo di S. Ilario
 
Il 7 novembre ho partecipato all'inaugurazione degli spazi rinnovati del nido d’infanzia “Girotondo” di Sant'Ilario d'Enza. Nel mio intervento ho sottolineato che i servizi educativi per l'infanzia sono il vero presidio dello sviluppo sociale e civile del paese. Creare spazi educativi come questi vuol dire costruire occasioni precoci e qualificate di apprendimento e di sviluppo della personalità dei bambini. Oltre a consentire la conciliazione dei tempi in famiglia, gli asili nido sono un investimento sul futuro della nostra civiltà e delle nostre comunità locali. I lavori di riprogettazione dell’edificio hanno consentito di aumentare fino a 78 (già a partire dallo scorso settembre) il numero di bimbi che possono essere ospitati.
 
Elezioni regionali, da Reggio "Sei candidati per un programma"
 
L'8 novembre al Centro Malaguzzi il Pd di Reggio ha presentato i suoi sei candidati consiglieri in vista delle elezioni regionali del 23 novembre in Emilia-Romagna: Fabrizio Benati, Ivan Malavasi, Roberta Mori, Silvia Prodi, Andrea Rossi e Ottavia Soncini. Il Pd reggiano ha messo in campo una buona squadra che ha tutte le potenzialità per portare il fondamentale contributo di Reggio in Regione a sostegno del candidato presidente Stefano Bonaccini. Ora più che mai, a maggior ragione dopo le indagini degli ultimi mesi sui rimborsi dei consiglieri regionali, infatti, occorrono persone dotate di una dirittura morale e politica ineccepibile, caratteristica che i candidati reggiani possono sicuramente vantare.
 
In Sala Tricolore con Caselli e Spataro: Reggio contro le mafie
 
Il 7 novembre in Sala del Tricolore a Reggio ho assistito all’incontro pubblico "Conoscere le mafie, costruire legalità: la voce dei magistrati in prima linea", con ospiti d’eccezione l’ex procuratore capo di Palermo Gian Carlo Caselli e l’attuale procuratore capo di Torino Armando Spataro. È importante che a qualsiasi livello non si abbassi mai la guardia sulla lotta contro tutte le mafie: non si deve sottovalutare il problema, non si può pensare - e gli episodi di cronaca e giudiziari (anche in Emilia) ce lo ricordano continuamente - che sia un “male lontano”. Bisogna fare fronte comune perché c’è bisogno davvero di tutti, a partire dai cittadini, per costruire una vera cultura della legalità a Reggio e in tutta Italia.
Una proposta di legge per educatori e pedagogisti
Ho presentato alla Camera una proposta di legge (C 2656) per disciplinare le professioni dell'educatore e del pedagogista con lo scopo di sanare una situazione che da anni attende di essere presa in considerazione dalle istituzioni parlamentari: la definizione dei profili professionali dell'educatore e del pedagogista in coerenza agli indirizzi europei ed internazionali. La proposta riguarda in specifico i laureati in Scienze dell'educazione e della formazione che ad oggi non vedono adeguatamente riconosciute le loro competenze professionali. Affermando le caratteristiche delle figure dell'educatore e del pedagogista si può garantire con omogeneità, su tutto il territorio nazionale, l'offerta di servizi e interventi educativi di qualità e adeguati alle necessità dei cittadini. La proposta è sostenuta dalla Siped, la Società italiana di pedagogia, e dall'Apei, l'Associazione dei pedagogisti e degli educatori italiani.
Orrore e sdegno per l'impiccagione di Reyhaneh Jabbari
Il 29 ottobre, assieme a una delegazione di parlamentari del Pd, sono andata davanti all'ambasciata dell'Iran a Roma per manifestare la mia indignazione per l’impiccagione della 26enne iraniana Reyhaneh Jabbari, avvenuta lo scorso 25 ottobre a Teheran. Portavamo una candela accesa per tenere simbolicamente viva la luce dei diritti contro il buio della barbarie violenta e per ribadire l'orrore e lo sdegno che ha provocato in noi la condanna a morte di questa giovane donna. Abbiamo consegnato una lettera all'ambasciatore della Repubblica islamica dell'Iran in Italia Jahanbakhsh Mozaffari per ribadire che i diritti umani fondamentali sono inalienabili sotto tutti i cieli, come il diritto alla vita e alla libertà di una donna colpevole unicamente di essersi difesa da un tentativo di stupro. Molti giornali stranieri hanno riportato la notizia.

Anche il Tg3 ha dedicato un servizio alla nostra iniziativa (dal minuto 11.35 del video).


C'è ancora molto sessismo nella lingua italiana
A Roma, al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri, ho partecipato al workshop “Il linguaggio declinato secondo il genere - Dibattito e riflessione sull’utilizzo di un linguaggio non discriminatorio rispetto al genere” intervenendo alla tavola rotonda “Il linguaggio di genere nei media, nella politica, nel diritto”. Nel mio intervento ho messo in evidenza che la lingua-madre è in realtà "padre", poiché il sessismo è ancora molto presente nel lessico, nella grammatica e nella sintassi della lingua italiana. Molti termini riferiti al lavoro o ai ruoli sociali tradizionalmente maschili non hanno nemmeno il femminile o cambiano significato al femminile (medico / medica, chimico / chimica) oppure non vengono usati se non raramente (avvocata, assessora). Partendo dal linguaggio si scopre che la storia della discriminazione di genere viene da lontano, ma è purtroppo ancora ben radicata nel presente, accompagnando i ritardi e le difficoltà della presenza femminile nei ruoli professionali e sociali.
Con la presidente della Camera Laura Boldrini per i diritti delle donne
Il 16 settembre nella Sala della Regina di Montecitorio ho partecipato, alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini, a un evento sui diritti delle donne al quale sono state invitate tutte le deputate in carica della XVII legislatura in vista della conferenza per l'entrata in vigore della Convenzione di Instanbul, la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica
Con il ministro Poletti per politiche di lungo respiro su infanzia e adolescenza
Ho incontrato due volte il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti per concordare un progetto di rilancio complessivo delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza nella legge di stabilità nella prospettiva di privilegiare i servizi educativi invece dei trasferimenti monetari. I temi sul tavolo sono diversi: un piano contro le povertà minorili, una legge sui minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia, interventi integrati sui servizi all'infanzia, con un ruolo importante per il terzo settore ma con una governance che resti pubblica.

Nel secondo lungo colloquio che ho avuto personalmente con il ministro, che mi ha ricevuto nel suo studio, abbiamo condiviso pienamente la necessità di investire sull'infanzia e sull'adolescenza con politiche di lungo respiro: non solo perché è eticamente giusto, ma anche perché è economicamente conveniente per lo sviluppo del paese. Come del resto fanno anche altri paesi europei. L’infanzia riguarda e attraversa molti settori (salute, scuola, servizi educativi, immigrazione, politiche familiari, giustizia): per questo c'è bisogno (ed è appunto questo l'impegno concordato con il ministro) di una specifica attenzione che porti a sistema i tasselli degli interventi messi in atto in modo settoriale nei vari ambiti.  
Una task force ministeriale contro la violenza sui minori
Assieme alla senatrice Donella Mattesini, capogruppo del Pd nella commissione bicamerale infanzia e adolescenza, ho proposto di istituire una task-force ministeriale che si occupi del fenomeno della violenza sui minori in tutte le sue molteplici sfaccettature, integrando e coordinando quanto già si sta facendo in Italia in termini di prevenzione. La task-force dovrebbe assumersi anche il compito di proporre e avviare politiche efficaci e di forte contrasto al fenomeno a livello nazionale e locale. Serve una rete operativa integrata che impegni vari ministeri - da quello della Salute a quello della Pubblica Istruzione, da quello dell'Interno a quello dello Sviluppo Economico, fino a quello della Cultura - e che abbia una ricaduta positiva su tutti i possibili ambiti di intervento.
News dalla Camera dei Deputati
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Vanna Iori - Deputata del Partito Democratico

II Commissione Giustizia della Camera

Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza

Referente nazionale del Pd per infanzia e adolescenza
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