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Newsletter #14 - Luglio 2015

Ripensare il welfare



 
L'Italia deve fare del welfare una sfida avvincente, positiva, non di ripiego. Una risorsa, non un costo. Occorrono strategie mirate, risposte più adeguate, un nuovo corso, in un paese in cui il 90% della spesa per l’assistenza sociale va in benefit economici e solo il 10% è destinata a servizi reali. Innanzitutto perché i trasferimenti monetari sono una forma di beneficenza istituzionalizzata che crea assistenzialismo e non empowerment, non produce coesione sociale, non genera solidarietà, e spesso non è equamente distribuita.
In un momento in cui la crisi e i tagli alla spesa pubblica rendono sempre più problematica e insufficiente una risposta diretta da parte della pubblica amministrazione, il welfare tradizionale non riesce a rispondere ai nuovi bisogni (vecchie e nuove povertà, minore coesione sociale). Inoltre l’impianto di raccolta e ridistribuzione su base fiscale andava bene negli anni '60-'80, in un contesto di lavoro stabile dipendente diffuso.
Oggi occorre “ri-generare” il sistema dei servizi che è superato, immobile, e dalla legge n.328 del 2000 non è stato più riformato. O raccogliamo questa sfida o rischiamo di delegare i servizi al mercato e a soluzioni individuali (possibili solo per pochi). Le buone pratiche già esistenti in altri paesi europei, così come le esperienze positive di alcune realtà regionali e comunali nel nostro paese, tracciano alcuni percorsi utili per costruire un welfare di comunità, quel mix di risorse economiche e relazionali che si fonda su nuove forme di solidarietà.
Tre i punti che ritengo fondamentali. Il primo: offrire servizi anziché denaro. Il welfare non è solo un costo, perché produce vantaggi relazionali e anche economici. Il che significa cambiare mentalità, comprendere che anche gli asili nido “producono” lavoro, così come l'anziano assistito, perché i servizi creano occupazione e portano entrate tributarie per lo Stato.
Il secondo: non limitarsi a richiedere risorse aggiuntive per le politiche sociali, ma ottimizzarne l’uso, migliorarne efficacia, equità, efficienza. Oggi abbiamo risorse scarse ma spesso anche utilizzate male. Abbiamo creato interventi parcellizzati in segmentazioni che non rispondono alla vita quotidiana delle persone.
Il terzo: costruire un sistema di servizi integrati, favorendo una maggiore interconnessione orizzontale tra i servizi pubblici e una pluralità di attori sociali, e verticale tra pubbliche amministrazioni: Comuni, Regioni, governo centrale, Europa (troppi sono ancora i fondi europei che rimangono inutilizzati).
Un sistema di welfare diventa davvero un investimento se è in grado di attivare strategie innovative, fare uno sforzo di invenzione, essere creatore di diritti, costruire responsabilità sociale condivisa, essere capace di guardare al futuro.
 
Al Pd di Casalgrande: come cambia il settore dell'educazione con La Buona Scuola
 
Al Pd di Casalgrande, insieme alla deputata del Pd Simona Malpezzi, componente della commissione scuola e istruzione della Camera, un incontro-dibattito su “La Buona Scuola - Progettiamo il futuro”. Dibattito intenso: è stata l'occasione per fare il punto sulla riforma della scuola e sulle novità introdotte dal disegno di legge recentemente approvato dal Parlamento.
 
Alla festa dell'Unità di S.Ilario: le novità della riforma La Buona Scuola appena approvata
 
Il 10 luglio alla festa dell'Unità di Sant'Ilario d'Enza per approfondire i temi più rilevanti della "Buona Scuola”, legge appena approvata in via definitiva alla Camera. Accanto a me la vicepresidente della Provincia di Reggio con delega all'istruzione Ilenia Malavasi, la dirigente scolastica dell'istituto superiore Galvani-Iodi di Reggio Maria Dall'Asta, l'insegnante dell'istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Sant'Ilario d'Enza Paolo Franchi. Conduceva l'incontro la vicesindaco Rossella Cantoni. Una bella serata su questo importante provvedimento di riforma del sistema dell'educazione in Italia, con persone interessate a entrare nel merito delle questioni anziché fermarsi ai semplici slogan pro o contro.
 
A Brescia per il convegno "Povertà minorili
- I figli della crisi e il diritto al futuro"

 
Il 29 giugno, presso l'istituto "Artigianelli" di Brescia, ho tenuto l'intervento conclusivo dell'incontro "Povertà minorile - I figli della crisi e il diritto al futuro", organizzato dal deputato Alfredo Bazoli del Partito Democratico, presente anche Tiziano Vecchiato (fondazione Zancan). Ho presentato i dati delle diverse forme di povertà minorili in Italia, materiali e immateriali, sottolineando come occorra costruire un sistema di servizi integrati tra i quali concertare gli interventi: pubbliche amministrazioni (alle quali spetta comunque la governance), terzo settore, cooperative sociali, privato sociale (e non), associazioni di volontariato, parrocchie, associazioni sportive e culturali.
 
Le eccedenze dei supermercati per contrastare la povertà alimentare dei minori
 
Ogni giorno tonnellate di cibo vengono buttate a fronte di circa 1,7 milioni di bambini che vivono in una condizione di povertà: si può e si deve intervenire sia sul breve periodo, per i cibi freschi e deteriorabili, sia sul lungo termine, per i prodotti a lunga conservazione: occorre destinare questi alimenti, che altrimenti andrebbero perduti, a chi ne ha più bisogno. L'indagine della commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza ha delineato uno scenario preoccupante sul fronte della povertà alimentare minorile in Italia. Una delle soluzioni che può essere messa in campo per fronteggiare questo fenomeno è dare vita a reti solidaristiche territoriali che mirino a costruire una sinergia tra la grande catena della distribuzione alimentare e le associazioni che si occupano di famiglie e minori indigenti. 
 
Contro la povertà minorile promuovere la possibilità del sostegno a distanza in Italia
 
Una possibilità per aiutare i minori in condizione di povertà all'interno della famiglia è la promozione, anche in Italia, del sostegno a distanza dei minori che vivono nel nostro paese in contesti familiari e sociali di marginalità. Si tratta di uno strumento che può aiutare a fronteggiare fenomeni che purtroppo stanno registrando un aumento vertiginoso. Lo strumento del sostegno a distanza in Italia si è rivelato importante all'estero - e in alcuni contesti fondamentale - non solo come supporto di natura economica ma anche come occasione di sviluppo di relazioni sociali, incontri e solidarietà. In un contesto come quello italiano, dove oltre un milione di minori, immigrati e italiani, vive in una condizione di povertà assoluta, il sostegno a distanza può rappresentare una possibilità di dare un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno.
 
Immigrazione: rafforzare la vigilanza per tutelare i minori stranieri non accompagnati
 
Nei primi quattro mesi del 2015, come ha reso noto il ministro della giustizia Andrea Orlando, il 6,4% delle persone che sono sbarcate in Italia è stato costituito da minori non accompagnati: una percentuale significativa che impone la necessità di mettere in campo tutte le misure possibili per tutelare questi bambini e questi adolescenti. Prioritario in tal senso è il rafforzamento delle misure di vigilanza che impediscano ai minori non accompagnati di finire vittime del lavoro nero, della prostituzione minorile, della microcriminalità e del traffico illegale di organi. 
 
8° rapporto del Gruppo Crc: in Italia i diritti dei minori sono ancora inascoltati
 
L'ottavo rapporto di monitoraggio del gruppo Crc sull'attuazione della Convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia (relativo all'anno 2014-2015) ha messo in evidenza un dato drammatico: i diritti dei minori, nel nostro paese, sono ancora negati e inascoltati. Un bambino su 7 in Italia nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta, uno su 20 vive in aree fortemente inquinate e a rischio di mortalità, altrettanti assistono a forme di violenza domestica: dati inaccettabili per un paese che vuole definirsi civile. A determinare questo scenario concorrono diversi elementi, come la povertà e la carenza dei servizi e la mancanza di un coordinamento efficace: più di 8 bambini su 10 non possono usufruire di servizi socio-educativi nei primi tre anni di vita e uno su 10 non può farlo nell'età compresa tra i 3 e i 5 anni. Per questo sulle politiche per l'infanzia serve una vera e propria svolta.
Punire i responsabili degli abusi, ma non strumentalizzare le comunità per minori
Alla Camera, nella mia dichiarazione di voto in merito agli abusi sessuali avvenuti nella comunità d'accoglienza "Il Forteto", ho ribadito l'aperta condanna degli autori di questi reati, senza coprire o insabbiare le indagini e i controlli. Ma le responsabilità morali e penali dei comportamenti sono legate a episodi che riguardano singole persone e devono rimanere personali, non coinvolgere l'intera cooperativa. Ci sono state due commissioni d'inchiesta e l'attivazione di un'indagine conoscitiva della Bicamerale. Rammarica quindi la polemica pretestuosa e volta solo a strumentalizzare la vicenda per soli fini politici. Soprattutto perché la generalizzazione getta ombre inquietanti sull'operato di tutte quelle comunità di accoglienza e sulle case-famiglia, che sono invece decisive per il recupero socio-educativo e dove migliaia di educatori lavorano con competenza, professionalità e generosa passione, offrendo ambienti sereni e prendendosi cura dei ragazzi laddove le famiglie d’origine, per diverse ragioni, non erano state in grado di farlo.

Il video del mio intervento
Interrogazione sull'iter di chiusura degli Opg
Ho presentato un'interrogazione in commissione per chiedere al ministro della Salute di riferire sulla situazione del processo di chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari e di garantire in tempi rapidi la realizzazione e la messa in funzione di tutte le Rems (le Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) non ancora attive. Allo stesso tempo ho ribadito che è indispensabile rafforzare le strutture deputate alla salute mentale sul territorio, sostenere i percorsi individualizzati di cura e di inclusione sociale e intervenire immediatamente per evitare altri episodi di violenza e autolesionismo come quelli già accaduti negli Opg di Toscana e Campania.
La presentazione del libro su Ermanno Dossetti e la sua "politicità pedagogica"
Nella sala Aldo Moro della Camera dei deputati, assieme a due reggiani come il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio e l'ex parlamentare Pierluigi Castagnetti, sono intervenuta alla presentazione del volume "Ermanno Dossetti: impegno civile, fede e libertà" (Il Margine, Trento 2015). Ho sottolineato l’aspetto pedagogico della figura di Dossetti che, dopo aver lasciato il Parlamento, di cui fu deputato dal 1963 al 1968, non si fece rieleggere e tornò a fare il professore, la sua vera vocazione di vita. Sua l'intuizione pedagogica che ha dato vita alla struttura per minori in condizione di abbandono "Il Villaggio" (oggi Asp O.S.E.A.), da lui fondata e diretta per molti anni. L'abbandono degli incarichi politici non fu per Dossetti una rinuncia deresponsabilizzante, una fuga, un ritiro alla vita privata. Al contrario, si trattò di scegliere un modo di impegnarsi a pieno con onestà e purezza in una dimensione di "politicità pedagogica". Quelle scelte furono la ricerca di altre “postazioni esistenziali” da cui espletare l’impegno politico e sociale, e l'assunzione di responsabilità cristiana. L’educazione non è infatti astrazione teorica, ma è chiamata sempre a fornire risposte nel luogo relazionale per eccellenza che è la relazione educativa.
Alla stazione Tiburtina di Roma per verificare le condizioni dei minori profughi
Assieme ai componenti della commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza del Parlamento sono andata alla tendopoli allestita nei pressi della stazione Tiburtina per verificare le condizioni dei migranti minori ospitati in quella struttura che gestisce la prima fase di accoglienza. Il campo era pulitissimo e molto ordinato grazie al lavoro dei tanti volontari coordinati dalla Croce Rossa. Ogni volto una storia: arrivare in Libia e da lì partire per poter raggiungere l'Italia per il nord, la Germania, dove li aspettano i parenti. Non voglio immaginare che il nostro paese possa essere governato da chi propone la politica delle ruspe. Al campo ho visto arrivare pacchi di cibo e generi di prima necessità: l'emergenza aveva un volto umano e poteva aprire alla speranza. Non ho fotografato le persone per rispetto: solo questo particolare significativo, un triciclo davanti alla tenda dove una bimbetta con le treccine ha ritrovato un giocattolo dopo la traversata del mare e la fuga dalla guerra.
In videoconferenza al convegno Apei di Cagliari: la figura dell'educatore e del pedagogista
Il 26 giugno intervista in videoconferenza in occasione del convegno dell'associazione Apei Sardegna per illustrare la figura professionale dell'educatore e del pedagogista nella mia proposta di legge 2656 che proprio in questi giorni ha iniziato il suo iter in Parlamento. Il 9 luglio la proposta di legge è stata incardinata in VII commissione: come relatrice è stata nominata la deputata del Pd Milena Santerini. Ora si è costituito il comitato ristretto e avrà inizio la discussione, dopo le audizioni che si terranno a settembre.

Video integrale dell'intervista
A Expo 2015 l'incontro di Onda su alimentazione e salute di mamma e bambino
Il 22 giugno ho partecipato, al Conference Center dell'Expo 2015 di Milano, all'incontro sulla salute riproduttiva e sui fattori critici della salute della donna "Alimentazione e riflessi sulla salute della mamma e del bambino", promosso da Onda (l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna) in collaborazione con il Dipartimento di salute riproduttiva e ricerca (Rht) e l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L'iniziativa ha permesso di affrontare il tema dell’alimentazione in una fase delicata della vita della donna e del bambino per individuare le migliori strategie, a livello sanitario e sociale, di promozione e sostegno di un’alimentazione ottimale per entrambi.
Al convegno "Riprendersi il futuro" l'indagine sull'infanzia in italia
Il 30 giugno ho partecipato presso la biblioteca del Senato al convegno "Riprendersi il futuro - Povertà e disagio minorili nell'Italia che cambia", organizzato dalla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza (di cui faccio parte) per presentare gli atti dell'indagine conoscitiva sulla condizione dell'infanzia in Italia. Oggi nel nostro paese ci sono 150mila bambini in carico ai servizi, 100mila dei quali per abuso sessuale; 400mila minori sono vittime di violenza assistita; la dispersione scolastica è quasi a quota 20%. Ma la povertà non è solo economica: è anche non aver accesso alle cure sanitarie, non avere spazi per il gioco e per lo sport, non avere libri, non poter andare al cinema o in vacanza.
News dalla Camera dei Deputati
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Vanna Iori - Deputata del Partito Democratico

II Commissione Giustizia della Camera

Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza

Referente nazionale del Pd per infanzia e adolescenza
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