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Newsletter #9 - Febbraio 2015

Buon lavoro presidente!



 
Con 665 voti Sergio Mattarella è il dodicesimo presidente della Repubblica. Sono orgogliosa di aver partecipato a questa giornata storica e sono fiera di aver votato una figura di altissimo profilo che risponde al bisogno, per l'Italia e per gli italiani, di avere nelle istituzioni persone che esprimano l’affermarsi della politica nobile.
Il consenso ottenuto accresce l’autorevolezza del suo alto profilo istituzionale. Ministro in cinque governi e giudice della Corte Costituzionale, uomo della legalità e dell’antimafia, il nuovo presidente è garante del rispetto delle regole costituzionali e della democrazia. Lo spessore dei suoi studi giuridici, l’onestà e la dirittura morale, la sobrietà e il rigore, l’attenzione alle tematiche politico-sociali e ai valori della solidarietà segnano tutta la sua vita.
L’impegno per l’etica pubblica, maturato nell’ambito del cattolicesimo democratico, ha trovato espressione in più occasioni politiche. Voglio ricordare la sua lungimirante opposizione alla legge Mammì, che sanciva il duopolio Rai-Mediaset nel 1990, e le sue successive dimissioni; l’abolizione della leva obbligatoria, in qualità di Ministro della Difesa; la legge di riforma elettorale che introdusse il sistema maggioritario e i collegi uninominali.
L’elezione di Mattarella rappresenta una linea di continuità istituzionale con l’eredità di Giorgio Napolitano, un risultato di grande rilievo in una situazione non facile, merito del presidente del consiglio Matteo Renzi che ha saputo coraggiosamente svincolarsi dal Patto del Nazareno e proporre una figura unificatrice per il Partito Democratico e il centro-sinistra ma apprezzata, per la sua storia politica, l’esperienza e la competenza, anche dagli altri gruppi e da parlamentari dell’opposizione.
Solo il Movimento 5 Stelle, arroccato ancora una volta nella velleitaria e sterile posizione dell’antipolitica, non ha voluto sedersi al tavolo della mediazione per il confronto democratico.
Ma il nuovo presidente rappresenta anche un punto di svolta nella storia della legislatura perché consente di riabilitare il parlamento e il Pd dall’ombra di quei pensieri e sentimenti che ci rimandavano alla memoria le travagliate giornate del 2013, quella confusione che ci aveva portato, allora, a fallire nell’elezione del presidente.
Questa volta volevamo essere capaci di superare il peso di quella vergognosa pagina e dimostrare ai nostri elettori e al paese una nuova maturità e consapevolezza. Ci siamo riusciti egregiamente, dimostrando responsabilità e interesse prioritario per il Paese. Con questo spirito riprendiamo la strada delle riforme.


La mia proposta di legge per disciplinare le professioni di educatore e pedagogista


 
Sarà incardinata in questi giorni la mia proposta di legge n° 2656 in commissione cultura per disciplinare, in coerenza con gli indirizzi europei e internazionali, le professioni di educatore e di pedagogista al fine di garantire con omogeneità, in tutto il territorio nazionale, servizi e interventi educativi di qualità e adeguati ai fabbisogni della popolazione. La proposta di legge interviene sui temi della formazione universitaria, delle competenze, del titolo, della qualificazione, dell'accesso al lavoro e della formazione continua, rispondendo agli obiettivi fissati dall'Unione europea. Nel testo si definiscono le figure dell'educatore e del pedagogista, professionisti di livello rispettivamente intermedio e apicale; si individuano gli ambiti di intervento di ciascuna professione, nonché i servizi, le organizzazioni e gli istituti di esercizio dell'attività professionale, con l'elenco delle attività che ciascuna delle due figure professionali è chiamato a svolgere. Gli ultimi articoli della proposta di legge, infine, disciplinano i corsi post laurea finalizzati a rafforzare le specificità e i livelli professionali richiesti nei diversi ambiti e servizi educativi e pedagogici chiarendo che le professioni di educatore e di pedagogista rientrano nel repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualifiche professionali.
 
Il governo rispetti i tempi per la chiusura
degli ospedali psichiatrici giudiziari
 
Il ministro della giustizia Andrea Orlando ha affermato in Parlamento che il superamento degli Opg avverrà nei tempi stabiliti. Concordo sulla necessità di non rinviare ulteriormente la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, prevista per il prossimo 31 marzo. Il superamento degli Opg è fondamentale per vari motivi, a partire dalla necessità di considerare l'internato come una persona da riabilitare, fisicamente e psicologicamente, e non come un oggetto abbandonato a se stesso, come purtroppo avviene in molti Opg fatiscenti, caratterizzati da condizioni umane e igieniche al limite della decenza. Il decreto del Ministero della Salute disciplina in modo corretto e funzionale il passaggio dagli Opg alle Rems, residenze in cui l'internato potrà usufruire di un'assistenza psicologica degna di questo nome. Mi auguro quindi che, nel predisporre questo iter, la collaborazione tra la magistratura, le Asl e le Regioni sia massima e all'insegna dell'obiettivo principale di restituire dignità alle persone.
 
Condannare con forza gli attentati di Parigi,
ma proseguire il dialogo con Islam moderato

 
Assieme ad altre 5mila persone di ogni età, nazionalità e fede religiosa ho preso parte alla riuscita manifestazione contro il terrorismo organizzata in contemporanea alla grande marcia di Parigi. Il massacro nella redazione della rivista Charlie Hebdo e i diversi attentati terroristici che hanno insanguinato Parigi, causando numerose vittime innocenti, hanno scosso il mondo e hanno portato la democratica Reggio Emilia a scendere in piazza. La netta condanna di atti di violenza tanto barbari e indegni di una civile convivenza tra diverse sensibilità politiche o spirituali è fuori discussione, ma questo non deve alimentare alcun pregiudizio: l'Islam non è solo questo, anzi bisogna proseguire sulla strade del dialogo con l’Islam moderato arginando insieme le aberrazioni del fondamentalismo religioso. Solo la tolleranza può salvarci dalla violenza.
 
Il negazionismo è frutto dell'ignoranza ed è un male da estirpare
 
Svastiche disegnate sui muri, teste di maiale e scritte negazioniste sull'Olocausto: la Giornata della Memoria non può essere infangata da questi gesti oltraggiosi che offendono il ricordo di milioni di persone e la dignità dell'intera civiltà umana. "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario", ha scritto Primo Levi: non dimentichiamo mai la gravità di quello che è successo perché la memoria è la migliore arma contro il negazionismo, frutto dell'ignoranza e male da estirpare senza tentennamenti. Chi nega l'Olocausto è pronto a rifarlo. La giornata celebrata ogni 27 gennaio deve essere un'occasione per riflettere su una pagina dolorosissima della nostra storia, ma anche per non abbassare la guardia su un fenomeno, quello dell'antisemitismo, ancora troppo diffuso nel mondo.
In Emilia-Romagna troppi abusi in Rete
I dati che emergono dal rapporto della Polizia postale sulla pedopornografia in Emilia-Romagna sono allarmanti: è necessario agire con urgenza per arrestare il pericoloso aumento degli abusi in rete ai danni dei bambini e degli adolescenti. Nell'ultimo anno le denunce e gli arresti per pedopornografia in Emilia-Romagna sono triplicati, passando da 9 a 26: numeri che testimoniano la gravità di questi fenomeni, che vanno contrastati partendo soprattutto da un potenziamento della Polizia postale e della formazione dei genitori. Questi comportamenti, infatti, potrebbero essere evitati o per lo meno ridimensionati con una maggiore attenzione dei genitori nei confronti dei minori, che troppo spesso utilizzano i computer e i social network in totale solitudine.
No al ridimensionamento delle sezioni di Polizia postale
Ho presentato un'interrogazione alla Camera, rivolta al ministro dell'Interno Angelino Alfano, per preservare le sezioni di Polizia postale e delle comunicazioni da un loro ridimensionamento. Nel progetto di razionalizzazione dei presidi di polizia sul territorio, infatti, è stata prevista la soppressione di ben 74 sezioni provinciali di Polizia postale, l'unica che si occupa del contrasto ai reati commessi tramite Internet, in particolare di quelli ai danni dei minorenni. Nella sola Emilia-Romagna dovrebbero essere soppresse le sezioni di Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna e Reggio, quest’ultima già nei primi mesi del 2015. Ma il beneficio economico per lo Stato derivante da questa spending review sarebbe irrisorio, mentre sarebbe molto preoccupante il depotenziamento di questa specialità, che metterebbe a grave rischio l'azione di prevenzione e repressione della pedopornografia online e del cyberbullismo.
Una soluzione per le cooperative che consentono ai detenuti di lavorare
Ho chiesto al ministro della Giustizia Orlando (tramite un'interrogazione alla Camera) che, alla luce dell'esperienza più che positiva registrata in 10 carceri italiani, siano rinnovati gli appalti in carico alle cooperative sociali per la gestione del servizio di cucina all'interno degli istituti penitenziari. Occorre mettere in campo il massimo sforzo per trovare ogni soluzione possibile per tutelare questa forma di esperienza lavorativa e formativa dei detenuti, che non può andare perduta. Solo per citare alcuni dati, il pericolo di recidiva è crollato in 10 anni dal 70% al 2% nelle carceri dove è stata applicata la sperimentazione. Ma anche al di là dei numeri, questa esperienza è importante perché interpreta al meglio quello che dovrebbe essere il senso della detenzione, che non deve essere punitiva ma (ri)educativa. Il ministero, nella risposta, ha indicato difficoltà tecniche per rinnovare gli appalti in carico alle coop e proseguire la sperimentazione in corso, ma ha anche aperto ad altre forme di lavoro.
Povertà educativa: più integrazione tra i servizi
In una conferenza stampa sulla povertà minorile alla Camera dei deputati ho chiesto al governo di inserire tra le priorità una maggiore integrazione tra i servizi per contrastare il fenomeno, sempre più diffuso in Italia, della povertà educativa dei minori. La povertà minorile, infatti, non è solo un fenomeno inaccettabile dal punto di vista etico e della violazione dei diritti, ma è anche una pesante ipoteca sul destino di centinaia di migliaia di bambini e bambine, nonché sul futuro dell'intero paese. La povertà educativa va fronteggiata su più versanti: innanzitutto mettendo in campo investimenti per l'istruzione prescolastica, dato che in Italia ancora oggi meno di due bambini su dieci frequentano un asilo nido. L'obiettivo Europa 2020 ci chiede di garantire questo servizio ad almeno il 30% dei minori: l'Emilia-Romagna è al top in Italia con il 26%, ma questo ancora non basta. È urgente poi l'affiancamento genitoriale nelle separazioni di coppia: sono circa 70mila i minorenni che vivono ogni anno l'esperienza di separazione tra il padre e la madre, eppure non esistono servizi strutturati per aiutare i genitori a preservare i figli dai loro conflitti e dalla trappola delle alleanze.
Convegno a RomaTre sul tema del gender
Giovedì 29 gennaio a Roma ho tenuto la relazione di apertura al convegno "La scoperta del genere fra autobiografie e storie di vita" organizzato all'Università Roma Tre. Nel mio intervento ho sottolineato l'importanza di conoscere e trasmettere le autobiografie femminili e le storie di vita delle donne, poiché crescere come donna significa ri-conoscersi e ri-conoscere. Ri-conoscere nel senso di ritrovarsi e conoscere di nuovo sé stesse, alla luce di una nuova consapevolezza di sé che scaturisce dal rispecchiarsi e ritrovarsi nella storia di altre donne, nel comune cammino esperienziale. Ri-conoscere nel senso che questa nuova consapevolezza di sé diventa, attraverso le autobiografie femminili, una possibilità di conoscere nuovamente il mondo e i saperi, attraversandoli criticamente, secondo percorsi rinnovati di apprendimento. Le storie di vita delle donne accrescono la consapevolezza del valore della storia femminile, assente dai libri di storia, eppure così ricca da avere "fatto la storia" perché le donne "mettono al mondo il mondo".
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Vanna Iori - Deputata del Partito Democratico

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