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Newsletter #21 - Aprile 2016

Il Parlamento ha approvato la revisione della seconda parte della Costituzione



 
Il Parlamento ha approvato la riforma della Costituzione il 12 aprile, pochi giorni prima delle celebrazioni del 71° anniversario della Resistenza, in quel filo che lega il passato al presente e al futuro.
Ed era sempre aprile, il 22, quando il presidente Napolitano si presentò in aula, dopo le elezioni del 2013, per accettare l’appello alla rielezione. Il paese rischiava in quel momento una pericolosa crisi istituzionale, poiché una delle due camere non aveva la maggioranza, non si riusciva a formare il governo e molte sedute per l’elezione del Capo dello Stato erano andate a vuoto. Ascoltammo il suo discorso duro e severo sulle priorità a cui porre mano, interrotto più volte dagli applausi, in cui chiaramente Napolitano dichiarava: “Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario".
Non dimentichiamo quelle parole. Perché le sfide che una democrazia moderna deve affrontare hanno bisogno di tempi certi nelle risposte. E vorrei sottolineare fortemente, soprattutto a fronte di una disinformazione diffusa e spesso strumentale, che questa riforma riguarda solo la seconda parte della Costituzione e pertanto rimangono intatti i principi fondamentali contenuti nella prima parte. Ed è giusto che sia così perché la nostra Costituzione resta davvero “la più bella”.
Ma non si deve ignorare che perplessità sulla seconda parte della Costituzione vennero espresse già in fase di approvazione dai costituenti stessi, ad esempio sulla composizione delle due Camere e sul sistema elettorale. Nel 1951 Giuseppe Dossetti già parlava di crisi del sistema costituzionale italiano, strutturalmente “predisposto a un funzionamento complesso, lento e raro, come quello di uno Stato che non avesse da compiere che pochi e infrequenti atti sia normativi che esecutivi”. Mentre sono diventati invece sempre più complessi e numerosi gli atti normativi che il Parlamento deve affrontare.
Per questo è importante una svolta che consenta uno snellimento nei tempi per l'approvazione delle leggi (con l’eliminazione di quella anomalia italiana del bicameralismo paritario), la riduzione del numero dei parlamentari, la trasformazione del Senato in una Camera delle autonomie locali dove consiglieri regionali e sindaci potranno portare la voce che rappresenta i territori, come era già stato proposto più volte in passato.
La riforma ha avuto un iter lungo e travagliato: chi avrebbe voluto spingersi più avanti nell’innovazione, prefigurando l’abolizione del Senato; chi avrebbe preferito un modello analogo al Bundesrat; chi una diversa riconfigurazione delle Regioni; chi avrebbe preferito non apportare alcuna modifica. Il dibattito è stato accompagnato da polemiche aspre, anche all’interno del nostro Partito Democratico, però nei mesi di discussione si è giunti a un voto unanime. Le convinzioni personali hanno fatto prevalere il senso di responsabilità per il progetto riformatore che è importante rilanciare, anche per non accrescere la distanza tra cittadini e istituzioni.
Ora chiederemo il giudizio ai cittadini attraverso il referendum di ottobre: la parola passa a loro, proprio come afferma la nostra Costituzione, poiché la sovranità appartiene al popolo.
 
A "Buongiorno Reggio" su TeleReggio per la mia legge su educatori e pedagogisti
 
Il 4 aprile sono stata ospite in diretta della trasmissione "Buongiorno Reggio", in onda su TeleReggio, per presentare i contenuti principali della mia proposta di legge sulla disciplina delle professioni di educatore e pedagogista e per mettere in evidenza i miglioramenti più importanti che questa nuova normativa introdurrà dopo oltre 20 anni di attesa.

[Video] Guarda il mio intervento integrale in trasmissione
 
A Scandiano per la serata di approfondimento “Cyber-bullismo, basta un click!”
 
L'8 aprile al Centro Giovani di Scandiano ho partecipato alla serata di approfondimento su cyberbullismo e pericoli della Rete dal titolo “Cyber-Bullismo, basta un click!”. L'iniziativa, durante la quale ho presentato la legge che è ora in corso di discussione, è stata l'occasione per interagire con i giovani presenti e le loro famiglie sui rischi della Rete, sul corretto utilizzo del web e su come prevenire gli episodi di cyberbullismo. L'incontro è stato pensato in particolar modo per i genitori a integrazione del percorso già effettuato nei mesi scorsi con gli studenti della scuola secondaria di secondo grado "Boiardo" di Scandiano, che hanno anche realizzato il docu-cortometraggio "Luce e Francesco, una storia di cyber-bullismo" proiettato poi durante la serata.
 
A Reggio con la senatrice Monica Cirinnà per fare il punto sui diritti e sulle unioni civili
 
Il 4 marzo al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio con la senatrice del Pd Monica Cirinnà per l'incontro “Sul cammino delle riforme... più diritti con la legge sulle unioni civili e le convivenze di fatto: a che punto siamo?”. Abbiamo fatto il punto della situazione sull’iter parlamentare della legge per spiegare cosa è cambiato dopo il voto del Senato rispetto all'impianto originale della proposta e quali siano i grandi temi rimasti ancora aperti in attesa del voto alla Camera.
 
A Montecavolo per "Droghe ne abbiamo?" con il cineforum sul film "Non essere cattivo"
 
Il 3 aprile intenso incontro tematico a Montecavolo di Quattro Castella, primo appuntamento di “Droghe ne abbiamo?”, titolo dell’edizione 2016 del cineforum organizzato dalla parrocchia di Montecavolo, dal gruppo "Lergh ai Szoven" e dal Comune di Quattro Castella. Nella sala parrocchiale è stato proiettato “Non essere cattivo”, seguito da un dibattito durante il quale mi sono confrontata con i presenti alla serata sui temi principali della tossicodipendenza e della vita emotiva emersi dalla visione del film.
 
A Bibbiano per il convegno del centro diurno “Passo dopo passo – 30 anni in una storia”
 
Il 2 aprile, in occasione del trentennale del centro diurno comunale di Bibbiano, al convegno “Passo dopo passo – 30 anni in una storia”. Un bel dibattito con il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, il presidente di Coopselios Guido Saccardi, la direttrice del distretto Asl Sonia Gualtieri e la vicepresidente dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Ottavia Soncini, poi concludendo i lavori della giornata con una relazione sul sistema del welfare e dei servizi agli anziani. Alla fine la consegna di un attestato di riconoscenza alle operatrici che si dedicano al centro diurno con professionalità e passione.
 
A Barco di Bibbiano per presentare i contenuti della proposta di legge sul "Dopo di noi”
 
Il 15 aprile a Barco di Bibbiano un vivace dibattito su “La legge sul dopo di noi” per illustrare i contenuti dell'omonima proposta di legge (di cui sono anche firmataria) e le disposizioni che saranno introdotte dalla nuova normativa - attualmente in discussione al Senato - in materia di assistenza a favore delle persone con disabilità grave. Assieme a me Anna Ganapini dell’associazione DarVoce, l’assessore alle politiche sociali dell’Unione dei Comuni Val d’Enza e sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e Federica Anghinolfi, responsabile del Servizio sociale integrato.
 
A Novellara per il Vaisakhi: il dialogo interreligioso è una risorsa da valorizzare
 
Il 23 aprile sono stata a Novellara per celebrare il Vaisakhi, la grande festa della comunità sikh per l’inizio della primavera e l’arrivo della stagione del raccolto, oltre che per ricordare la fondazione del Khalsa, la confraternita religiosa che riunisce i sikh praticanti. Ho partecipato con entusiasmo al coloratissimo corteo perché ritengo che il dialogo interreligioso sia una risorsa da valorizzare nell’ottica di un processo di integrazione: i valori del sikhismo sposano perfettamente questa visione. Purtroppo spesso si guarda alle altre religioni con pregiudizio e ciò rende difficile il dialogo: al contrario bisognerebbe condividere le diverse esperienze, perché la diversità è un valore.
 
A Campegine, Montecavolo, Reggio e Gattatico per il 71° anniversario della Liberazione
 
Il 25 aprile, in occasione del 71° anniversario della Liberazione, sono stata presente in varie piazze reggiane per partecipare alle celebrazioni di festa e di memoria organizzate dai rispettivi Comuni. La mattinata è iniziata a Campegine, dove ho avuto l'onore di aprire la giornata e inaugurare la mostra "Le donne a 70 anni dal primo voto" con il sindaco Paolo Cervi. Più tardi, invece, sono stata a Montecavolo per commemorare (insieme al sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini) tutti i caduti della libertà e della democrazia ma in particolare le donne: nel mio discorso ho sottolineato che non possiamo non ricordare le 35mila donne combattenti, le 70mila staffette, le oltre 4mila donne uccise, torturate o spedite nei campi di lavoro. A fine mattinata sono tornata a Reggio per partecipare - con il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e l'ospite d'onore, il presidente del Senato Pietro Grasso - alle iniziative previste dal mio Comune. Nel pomeriggio, infine, sono andata a Casa Cervi a Gattatico, storico simbolo dell'antifascismo. È stata una giornata intensa: tanta gente, tanti luoghi per dire e sentir dire, come una sola voce, la necessità di onorare le vittime e, insieme, di riaffermare i valori fondamentali della democrazia e della solidarietà contro ogni indifferenza, xenofobia, populismo rinascente, in Italia e in Europa. In molti abbiamo riferito, seppur con parole diverse, la preoccupazione di muri e fili spinati che possano distruggere quel progetto di Europa nato proprio dalla Resistenza.
 
A Praticello per ricordare “l'eroismo silenzioso” di 120 cittadini di Gattatico
 
Il 16 aprile sono stata onorata e commossa a Praticello per rinnovare - in occasione delle celebrazioni per il 71° anniversario della Liberazione - la memoria dei 120 cittadini di Gattatico che, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono fatti prigionieri dai tedeschi su vari fronti per poi essere deportati in Germania, smistati in vari lager nazisti e destinati a diversi lavori coatti. Militari e civili protagonisti di un vero e proprio “eroismo silenzioso” (come titola la ricerca di Elisabetta Montanari) riconosciuto purtroppo tardivamente, poiché solo negli anni Novanta la storiografia ha cominciato davvero a parlare di loro e solo nel 2006 si è avuto un riconoscimento ufficiale della prigionia come vicenda che deve essere ricordata in tutta la sua importanza, in quanto momento della Resistenza e degna della medaglia d’onore. Assieme a me hanno partecipato alla mattinata il sindaco di Gattatico Gianni Maiola, lo storico Romeo Guarnieri e la consigliera regionale Roberta Mori.
 
Ad Albinea per la 71a commemorazione dei fatti d'armi di Villa Rossi e Villa Calvi
 
Il 19 marzo ad Albinea sono stata presente alla 71a commemorazione del fatto d’armi di Villa Rossi e Villa Calvi, avvenuti rispettivamente il 26 e il 27 marzo del 1945, assieme al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, al sindaco di Albinea Nico Giberti, alla deputata Antonella Incerti e alla vicepresidente della Regione Ottavia Soncini. Se dimentichiamo la storia non possiamo costruire il futuro: questa cerimonia ha aiutato tutti i partecipanti a fare memoria e speriamo che aiuti soprattutto i tanti ragazzi presenti a decidere da che parte stare.
 
A Barco di Bibbiano per fare formazione agli operatori dei servizi sociali della Val d'Enza
 
Il 21 marzo a Barco di Bibbiano ho tenuto un incontro di formazione agli operatori dei servizi sociali della Val d’Enza sui temi della vita emotiva nel lavoro sociale: ho parlato della vita emotiva come strumento professionale nel lavoro sociale, e in particolare dell'investimento emotivo a fronte dei cambiamenti familiari e sociali che gli operatori devono affrontare, avendo a che fare con famiglie e problematiche sempre più complesse e differenziate. Ho poi sottolineato l'importanza di apprendere dall'esperienza per migliorare la qualità dei servizi, imparando a guardare con uno sguardo capace di intercettare i nuovi bisogni e produrre nuove risposte di cura delle relazioni.
 
Sulla Gazzetta di Reggio una mia intervista su integrazione, ius soli e diritti di cittadinanza
 
Il 25 marzo la Gazzetta di Reggio ha dedicato una pagina a una mia intervista sull'integrazione scolastica degli alunni stranieri e sulle prossime sfide rappresentate dallo ius soli "temperato" e dalla nuova legge sul diritto di cittadinanza presentata in Parlamento.

Leggi la trascrizione integrale dell'intervista sul mio sito
 
La mia intervista sulla Gazzetta: “Professione educatore, ora servirà una laurea”
 
Il 4 aprile sono stata intervistata dalla Gazzetta di Reggio, che ha poi pubblicato l'articolo dal titolo “Professione educatore, ora servirà una laurea”. Nella conversazione con la giornalista ho avuto modo di delineare le potenzialità della mia proposta di legge: da un lato il riconoscimento della professionalità di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, dall’altra il miglioramento dei servizi educativi a tutto vantaggio di bambini, anziani, disabili, carcerati e tante altre categorie di persone che meritano il massimo dell’impegno e della competenza da parte di chi è chiamato a relazionarsi quotidianamente con loro.

Leggi la trascrizione integrale dell'intervista sul mio sito
 
Sul Resto del Carlino: "Sì alle telecamere, ma serve formazione permanente agli operatori
 
Il 24 marzo il Resto del Carlino di Reggio ha pubblicato un mio intervento dal titolo "Nelle case di riposo non bastano le telecamere" a commento dei terribili episodi di abusi e maltrattamenti scoperti dalle forze dell'ordine in una casa di riposo di Neviano degli Arduini, in provincia di Parma. Nel frattempo ho presentato alla Camera una proposta di legge per l'installazione di telecamere nei luoghi educativi e di cura per monitorare eventuali comportamenti aberranti, ma per risolvere il problema alla radice occorre accompagnare alle strumentazioni tecnologiche soprattutto una formazione professionale permanente dedicata agli operatori.
 
La mia intervista a Prima Pagina Reggio
sui ruoli femminili in politica

 
Il 21 marzo il quotidiano Prima Pagina Reggio ha pubblicato una mia intervista sui ruoli femminili in politica dal titolo “Madri in politica, un valore aggiunto”. È ora di dire basta agli uomini che decidono dove le donne debbano stare quando fanno figli: la maternità non è un ostacolo, ma anzi una grande opportunità sia per le madri che per i padri, una grande forza, come confermano anche diverse teorie scientifiche e sociologiche e le esperienze dell'associazione ValoreD su "maternity as a master".

Leggi la trascrizione integrale dell'intervista sul mio sito
 
Prosegue la collaborazione con la sezione dei blog dell'Huffington Post Italia
 
Da quest'estate sono tra le firme della sezione blog dell'Huffington Post, il quotidiano online del gruppo L’Espresso: nello spazio che mi è stato messo a disposizione ho pubblicato oltre venti interventi di approfondimento sui temi del welfare, della famiglia, dei minori, dell’immigrazione e dell’attualità politica. Tutti gli articoli in archivio sono consultabili in qualsiasi momento da questa pagina.
 
Sull'Huffington Post l'articolo "La vendetta dei figli per la fallita integrazione dei padri"
 
Il 24 marzo ho pubblicato sul mio blog sull'Huffington Post l'articolo "La vendetta dei figli per la fallita integrazione dei padri" sull'attacco terroristico all'aeroporto Zaventem di Bruxelles. L’altra faccia della "generazione Bataclan", come è stata chiamata quella che ha conosciuto la ferocia del terrorismo a Parigi, è fatta da ragazzi e ragazze che hanno scelto la strada della morte e del suicidio, dell’annientamento della vita proprio durante quella giovinezza che dovrebbe costituire invece il momento più gioioso e denso di futuro: i loro volti segnano questa generazione e, allo stesso tempo, decretano l’insuccesso di quel processo d’integrazione concepito dai loro padri e dalle loro madri.

Leggi l'articolo integrale sul sito dell'Huffington Post
 
Un nuovo spazio per le mie riflessioni
sul sito dell'agenzia di stampa Dire

 
Da qualche settimana ho iniziato una collaborazione con l'agenzia di stampa Dire, che mi ha messo a disposizione uno spazio sul proprio sito nel quale poter pubblicare articoli, riflessioni e considerazioni sui temi del welfare, del lavoro, dell'educazione e altri ancora.

Questi sono tutti gli articoli già pubblicati fino a questo momento:
Educatori, pronta la legge per valorizzarli
Welfare, il sapere dell’esperienza dà senso al lavoro di cura
Welfare, è necessario innovare: ecco perché serve un modello generativo
Welfare, troppo vicino o troppo lontani: i rischi del lavoro sociale
Genitorialità tra asimmetria e regole: un equilibrio indispensabile nella cura educativa
 
Sull'agenzia Dire l'articolo "Welfare, il sapere dell’esperienza dà senso al lavoro di cura"
 
Il 7 aprile ho pubblicato sul mio nuovo spazio sull'agenzia di stampa Dire l'articolo "Welfare, il sapere dell’esperienza dà senso al lavoro di cura". Sentire di appartenere alla costruzione della grande cattedrale del welfare o vivere il lavoro di cura come una faticosa necessità circoscritta all’immediatezza esecutiva non esprime solo il significato attribuito al proprio lavoro, ma riguarda anche il clima dell’organizzazione e la qualità dei servizi. I vissuti esperienziali sono decisivi per trovare il senso nel lavoro di cura, ed è proprio la percezione del senso che genera benessere per il singolo lavoratore e per l’organizzazione, determinando la qualità delle risposte che questa è in grado di fornire.

Leggi l'articolo integrale sul sito dell'agenzia Dire
Via libera della commissione Cultura della Camera alla mia legge sugli educatori
Il 31 marzo la commissione cultura della Camera dei deputati ha dato il via libera alla proposta di legge 2656 (a mia prima firma) per la disciplina delle professioni di educatore e pedagogista: si tratta di un risultato atteso da troppo tempo e che darà valore e dignità professionale a circa 150mila persone in Italia. Finalmente le persone che lavorano in ambito educativo potranno vedere riconosciuta la loro professionalità.
Positivo il sostegno delle associazioni professionali alla mia legge 2656
Ho accolto con entusiasmo e apprezzato il valore positivo dell'appello delle associazioni professionali degli educatori e dei pedagogisti italiani (Aniped, Apei, App, Pedias e Uniped), che hanno chiesto un'approvazione celere della proposta di legge 2656 - a mia prima firma - per la disciplina delle professioni a cui fanno riferimento. L'impegno su questo fronte è massimo: dopo il via libera da parte della commissione Cultura della Camera, sono arrivati i pareri favorevoli delle altre commissioni. Mi auguro che l'iter possa essere rapido e arrivare il prima possibile a conclusione.
A Brescia al convegno “L’educatore: un professionista riflessivo"
Il 18 marzo nella sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, al convegno dal titolo “L’educatore: un professionista riflessivo per lo sviluppo delle persone e della società”, per approfondire (assieme alla relatrice Milena Santerini) le implicazioni della mia proposta di legge 2656. È stata l’occasione per fare il punto su professioni che hanno un ruolo sempre più rilevante nella società. Per questo è necessario riconoscere la funzione e il ruolo degli educatori e dei pedagogisti in coerenza agli indirizzi europei e internazionali, garantendo su tutto il territorio italiano servizi e interventi educativi di qualità e adeguati ai bisogni dei cittadini a fronte di un contesto sociale che penalizza in modo particolare le fasce di popolazione più deboli che ad essi sono affidate.

[Video] Guarda la mia intervista post-convegno


Intervista su Avvenire: "La legge sugli educatori mette ordine tra due ruoli negli stessi ambiti"
Il 23 aprile Avvenire ha dedicato un'intera pagina alla mia proposta di legge per la disciplina delle professioni di educatore e pedagogista, pubblicando un articolo sul suo iter parlamentare (con il parere della relatrice Milena Santerini) e un'intervista a me e alla collega Paola Binetti. Nello spazio che mi è stato concesso ho cercato di dissolvere i timori di chi in queste ultime settimane aveva sollevato obiezioni su alcuni aspetti della legge, rassicurando sull'obiettivo comune: risolvere un'anomalia tutta italiana (che finora ha consentito a una facoltà di medicina di formare degli educatori) e rendere il titolo riconosciuto anche nel resto d’Europa.

Leggi la trascrizione integrale della mia intervista
A San Giovanni Lupatoto per "I bambini imparano quello che vivono"
Il 16 aprile, nella sala civica del centro culturale di San Giovanni Lupatoto (Verona), ho partecipato all’incontro “I bambini imparano quello che vivono”, organizzato per affrontare le questioni legate ai minori e al senso di fare politica uscendo dalla cronaca delle devianze per entrare negli ambiti della sintonia e dell'osservazione. A discutere con me sono stati la deputata del Pd e componente della Commissione lavoro della Camera Alessia Rotta, la pedagogista e formatrice Antonella Elena Rossi, l'ex assessore comunale Sabrina Valletta e il candidato sindaco del Pd Federico Vantini.
All'Università Cattolica di Piacenza per il convegno "A cominciare dal titolo"
Il 18 aprile all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza per illustrare i contenuti della mia proposta di legge in occasione del convegno “A cominciare dal titolo – Le professioni di educatore e pedagogista nella proposta di legge n. 2656”. Queste due professioni, penalizzate finora da una fragilità normativa e occupazionale, attendono di essere definite con criteri chiari. Occorre infatti potenziare il lavoro rivolto all’educazione in tutti gli ambiti in cui esso si espleta, anche per rendere i titoli italiani equiparabili e coerenti con quelli degli altri paesi europei sulla base dell’European Quality Framework. La proposta di legge punta proprio al riconoscimento di questi profili professionali, garantendo un’uniformità di formazione, competenze e ambiti occupazionali.

[Video] Guarda il mio intervento
Alla Caritas Ambrosiana di Milano "Nutrire le relazioni… fin dove possibile”
L'11 aprile sono stata invitata dalla Caritas Ambrosiana di Milano al convegno “Nutrire le relazioni... fin dove possibile – Il dialogo e la stima, i conflitti e la violenza in famiglia in un contesto multiculturale”. Aprendo la sessione mattutina dei lavori con un intervento dal titolo “Legami familiari ed etica della cura”, ho sottolineato la fondamentale importanza della cura dei legami familiari per nutrire le relazioni di coppia e genitoriali, anche nella prospettiva della prevenzione della violenza e del maltrattamento in famiglia. La stima e il dialogo sono dimensioni fondanti di una buona convivenza "dentro" la famiglia, ma anche "fuori", nel contesto sociale, da coltivare a livello personale e familiare per costruire una trama di rapporti di reciproco rispetto costitutivi di una società di diritti.
Al focus dell’agenzia Dire sulla proposta di legge su educatori e pedagogisti
Il 7 aprile l'agenzia di stampa Dire ha organizzato un incontro (trasmesso online in diretta streaming sul mio sito e sul sito di Dire) per approfondire i contenuti della mia proposta di legge di disciplina delle professioni di educatore e pedagogista durante il quale ho avuto l'opportunità di confrontarmi con il direttore sanitario della cooperativa Osa Francesco Giuffrida e con Agostino Basile, presidente dell’associazione Pedias - Pedagogisti ed educatori associati italiani su cosa cambierà nel riconoscimento di queste importanti professionalità. 

[Video] Guarda il mio intervento
La mia intervista a Radio Radicale: "Valorizzare la professionalità degli educatori"
Il 6 aprile ho rilasciato un'intervista anche ai microfoni di Radio Radicale sugli aspetti principali della mia proposta di legge per la disciplina delle professioni dell'educatore e del pedagogista, due figure la cui professionalità purtroppo in tutti questi anni è rimasta a lungo nell'ombra. Per questo è arrivato il momento di cambiare e valorizzare il loro lavoro insostituibile a contatto con le persone più fragili e indifese della società.

[Audio] Ascolta la mia intervista integrale
Su Virgin Radio: "Potenziare la formazione degli educatori"
Il 4 aprile sono intervenuta durante la trasmissione "Buongiorno Dr. FeelGood" su Virgin Radio per precisare la mia posizione sulla possibilità di installare telecamere a scopo preventivo e deterrente nei luoghi educativi, assistenziali e di cura: la tecnologia è senza dubbio uno dei possibili strumenti di controllo che possono risultare utili per individuare i casi di maltrattamento negli asili, nelle strutture per disabili o in quelle per anziani e per rassicurare i genitori dei bambini e i parenti degli ospiti; credo però che sia importante soprattutto potenziare la formazione professionale degli educatori, perché ritengo assolutamente centrale la formazione educativa e relazionale. Insomma: educatori non ci si improvvisa.

[Audio] Ascolta il mio intervento integrale
A "Zapping" su Rai Radio1 per parlare di educatori e pedagogisti
Il primo aprile sono intervenuta in diretta durante la trasmissione "Zapping" su Rai Radio1 per parlare ancora della mia proposta di legge sulla disciplina delle professioni di educatore e pedagogista. Durante la puntata ho spiegato che ci troviamo di fronte a una vera e propria giungla normativa, una confusione legislativa che dura da oltre 20 anni: ci sono circa 150mila operatori che aspettano di veder valorizzata la propria professione, che agli occhi di molti è ancora troppo vaga e indefinita e che ha bisogno di uscire dall'ombra in cui è stata ingiustamente relegata.

[Audio] Ascolta il mio intervento integrale
In collegamento via Skype con Lecce per il convegno "Il ddl Iori: un'opportunità"
Il primo aprile sono intervenuta in collegamento via Skype al convegno “Il disegno di legge Iori: un’opportunità” - organizzato a Lecce dall’associazione Apei Puglia Educatori e Pedagogisti in collaborazione con l’Università del Salento - per illustrare ai presenti le novità principali introdotte dalla mia proposta di legge per disciplinare le professioni di educatore e pedagogista.
Su Radio Cusano Campus per parlare della mia proposta di legge 2656
Il 21 marzo sono intervenuta in diretta durante la trasmissione ‪#GenitoriSiDiventa‬ su Radio Cusano Campus per parlare della mia proposta di legge 2656 sulla disciplina delle professioni di educatore e pedagogista. Nel colloquio con la conduttrice ho evidenziato gli aspetti più innovativi della normativa, a partire dalla necessità di prevedere il possesso della laurea triennale per tutti coloro che svolgono tali professioni: un modo per qualificare il lavoro educativo e per accrescere la qualità dei servizi.

[Audio] Ascolta il mio intervento integrale
La mia intervista a Public Policy: “Lo stralcio della stepchild adoption è un’occasione”
Il 21 aprile sono stata intervistata dall'agenzia di stampa Public Policy sulla questione dello stralcio della cosiddetta "stepchild adoption" dalla nuova legge sulle unioni civili approvata dal Senato, tema da riprendere entro una revisione complessiva del sistema delle adozioni: può essere l'occasione per recuperare le complesse criticità delle adozioni e affrontare l'accompagnamento pre- e post-adottivo, la veste giuridica degli enti e la velocizzazione delle pratiche.

Leggi la trascrizione integrale dell'intervista
Per il Corriere “La laurea per educatori e maestre è un buon compromesso"
Il 2 aprile l’edizione nazionale del Corriere della Sera ha pubblicato un articolo nella sezione “Analisi e commenti” dal titolo “La laurea per educatori e maestre è un buon compromesso” per commentare positivamente e approfondire le implicazioni della mia proposta di legge sulla disciplina delle professioni di educatore e pedagogista.

Leggi la versione integrale dell'articolo
Su Avvenire l'articolo "Una legge per 120mila educatori"
Il primo aprile su Avvenire è stato pubblicato un articolo dal titolo “Laurea e formazione obbligatoria. Una legge per 120mila educatori” dedicato alla mia proposta di legge 2565 che, come ha giustamente sottolineato il quotidiano, "si propone di regolamentare, per la prima volta, la figura dell’educatore facendola uscire dall’equivoco di un doppio percorso di laurea (quello pedagogico e quello sanitario) che fin qui ha portato a un indistinto sbocco professionale".

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Vanna Iori - Deputata del Partito Democratico

II Commissione Giustizia della Camera (segretario)

Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza

Referente nazionale del Pd per infanzia e adolescenza
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