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Newsletter #8 - Gennaio 2015

Essere bambini
nel tempo della crisi



 
A 25 anni dalla convenzione Onu sui diritti dei bambini, è l’infanzia a subire di più l’impatto della recessione economica. Questo l’aspetto allarmante dell'Indagine conoscitiva sulla povertà e il disagio minorile che abbiamo elaborato nella Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.
Sono 6 milioni i bambini e gli adolescenti che in Italia vivono in condizione di povertà; di questi, 1,4 milioni addirittura in povertà assoluta, raddoppiati negli ultimi due anni. Ragazzi che non possono permettersi un pasto proteico ogni due giorni, che conoscono la fame. È il dato più grave dal Dopoguerra, come confermano le indagini di Unicef e Save the Children: il nostro paese è agli ultimi posti in Europa per benessere infantile.
Gli effetti di questo svantaggio economico si ripercuotono maggiormente al sud e nelle periferie urbane, ma si manifestano anche a Reggio Emilia, dove il calo di iscrizioni ai nidi e alle scuole dell’infanzia aumenterà le disuguaglianze sociali e culturali. La povertà diventa un fattore di esclusione che non riguarda soltanto gli aspetti materiali ed economici, ma acuisce altri fattori di emarginazione e di povertà educativa.
In alcune realtà meridionali molti bambini si scolarizzano soltanto a 6 anni (per la carenza di nidi e scuole dell'infanzia), e l'abbandono scolastico precoce è ancora troppo elevato. Tre milioni di minorenni tra i 6 e i 17 anni non hanno mai letto un libro. Povertà è anche mancanza di lettura, di vacanze, cinema, spazi per giocare, cortili e aree verdi per lo sport. La povertà relazionale e l’assenza di opportunità di aggregazione educativa espongono ai rischi della strada (lavoro clandestino, delinquenza, prostituzione minorile, droga) o della rete (cyberbullismo, pedofilia).
Anche nella nostra realtà, che ha da sempre investito sull’infanzia, la riduzione delle risorse disponibili richiede una migliore utilizzazione e risposte innovative. Risparmiare e generare sviluppo si può, attraverso un sistema integrato dei servizi all’infanzia.
Le politiche sociali ed educative, oggi frammentate in interventi settoriali, parcellizzati da divisioni di competenze, dovranno riconfigurarsi nella prospettiva di integrazione verticale (tra i diversi livelli istituzionali) e orizzontale (tra enti diversi, pubblici e privati, cooperative, terzo settore), salvaguardando la governance pubblica. Potenziando la prevenzione (dal sostegno economico alle famiglie con figli ai servizi educativi territoriali, dai percorsi nascita per i genitori all'integrazione scolastica) aiuteremo i figli della crisi a trovare ancora possibilità di futuro.
 
Il mio intervento al convegno parlamentare nella giornata dei diritti dell'infanzia

Investire sui diritti di bambini e adolescenti è una priorità per lo sviluppo dell'Italia
 
Il 20 novembre è stata celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per ricordare la data in cui, nel 1989, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, poi ratificata in Italia nel 1991.
Per ricordare quel momento storico la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, il Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del consiglio dei ministri e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno organizzato a Roma il convegno “Tra vecchie e nuove povertà: i minori in Italia a 25 anni dalla Convenzione di New York”. Ho tenuto l'intervento conclusivo con una riflessione su cosa può e deve fare la politica per combattere le vecchie e nuove povertà che incombono sull’infanzia e sull’adolescenza. Si tratta di una lotta decisiva e prioritaria per lo sviluppo del paese.
Investire in servizi all’infanzia, infatti, conviene e non è solo eticamente giusto, ma anche economicamente vantaggioso.
 
Giornata internazionale dei diritti umani 

Ho parlato della violenza assistita: i figli hanno diritto a un futuro senza violenze in famiglia
 
Il 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani, sono intervenuta a Roma ai lavori del convegno del Parlamento europeo “Diritto a un futuro senza violenza in famiglia: strumenti ed esperienze in Italia e in Europa per fermare l’effetto domino su minori e madri”.
Secondo i risultati di uno studio del progetto europeo Daphne III si stima che siano oltre 400mila i minori che in Italia hanno dovuto assistere ad atti violenti in famiglia. Il fenomeno non comprende solo la violenza subìta direttamente ma anche quella, non meno grave, alla quale alcuni sono costretti ad assistere, proprio tra quelle mura domestiche che dovrebbero garantire maggior protezione.
La violenza assistita, infatti, è da considerarsi a tutti gli effetti una forma di maltrattamento, perché obbliga il bambino o l’adolescente ad assistere ad atti di aggressività, abuso e violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale o economica contro altri membri della propria famiglia, genitori o fratelli, cioè contro persone di riferimento o comunque figure affettivamente significative.
Questo, nel lungo periodo, aumenta il rischio della riproducibilità in età adulta. Padri e mariti violenti assumono infatti la violenza come legittimo strumento relazionale.
 
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: il convegno "Donne e tumori"

Il mio intervento: il corpo non è un oggetto "neutro"
 
Il 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ho tenuto la relazione di apertura a Roma al convegno di presentazione del volume “Donne e tumori. Aspetti clinici, psicologici e terapeutico-assistenziali” organizzato da O.n.da, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna, e da Farmindustria.
Il mio intervento ha preso forma dall'idea che noi non "abbiamo" un corpo, ma "siamo" un corpo. E innanzitutto un corpo sessuato. Aspetto, questo, che risulta scarsamente rilevante nella medicina tradizionale, fortemente improntata a una visione incentrata sul corpo-oggetto e sulla sua “neutralità”. Risulta perciò evidente lo scarso interesse per la differenza di genere come fattore decisivo nella biografia femminile con i suoi vissuti, la sua storia, i suoi bisogni, la sua malattia, anche tumorale. Questo è il risultato del diffuso atteggiamento di violenza "istituzionale" verso il corpo femminile.
Minori e famiglie: a Firenze con l'obiettivo di assicurare una giustizia certa e veloce
 
Il 21 novembre ho partecipato a Firenze al convegno “Giustizia certa e veloce – Minori e famiglie: una giustizia a misura” organizzato dal gruppo parlamentare dei deputati del Partito Democratico. È un argomento al quale sono particolarmente vicina, avendo presentato da poco una proposta di legge sull'argomento: è necessario infatti che il governo promuova una politica più organica a sostegno dei minori e delle loro famiglie, operando ad esempio proprio in favore di un'adeguata riforma della giustizia minorile.
Intervista sui lavori in commissione parlamentare infanzia
Sono stata intervistata dall'agenzia televisiva nazionale Vista sull'attività degli ultimi mesi della commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza di cui faccio parte. Nel 2014 ho lavorato soprattutto sui temi delle povertà minorili intese non solo come indigenza economica, ma anche come povertà culturali ed educative, che hanno come conseguenza i fenomeni di induzione all'accattonaggio o alla prostituzione e i nuovi pericoli che derivano dagli episodi di violenza online ai danni dei minori, come la pedopornografia o il cyberbullismo.

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L'articolo su IoDonna: serve un piano nazionale per l'infanzia
Il settimanale IoDonna, supplemento femminile del Corriere della Sera, ha pubblicato una mia intervista sui risultati dell’Indagine conoscitiva sulla povertà e il disagio minorile in Italia realizzata dalla commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza. Ho sottolineato come tra il 2012 e il 2013 la povertà infantile sia aumentata in maniera davvero preoccupante. Il 2014 è stato il terzo anno consecutivo senza l’approvazione di un Piano nazionale per l’infanzia. L’approvazione del nuovo piano è senz’altro una delle priorità, ma non può essere l’unica soluzione: serve una strategia complessiva di politiche a favore dei bambini. Occorre investire in innovazione e integrazione tra i servizi all'infanzia.
A Natale in visita al carcere della Pulce di Reggio Emilia
Il giorno di Natale sono andata in visita al carcere della Pulce a Reggio per verificare di persona la drammatica situazione delle strutture detentive, una delle vere emergenze del paese: un gesto non di facciata ma di concreta vicinanza a quegli uomini e a quelle donne che, nonostante stiano scontando una pena per aver commesso un reato, rimangono persone con piena dignità umana e che, così come previsto dalla Costituzione, devono essere aiutate nel percorso di reinserimento nella società.
Il Parlamento è intervenuto a più riprese sulla situazione carceraria, in particolare per il sovraffollamento, ma molto resta ancora da fare, soprattutto di fronte alla necessità di un ripensamento profondo del sistema penale e detentivo per migliorare le condizioni di vita dei detenuti.
A Reggio la situazione carceraria presenta criticità soprattutto nella manutenzione della struttura e nell'organico sottodimensionato, tuttavia le celle aperte consentono un miglior rapporto tra i detenuti. Particolarmente interessante la "sezione F", dove le donne detenute stanno facendo un importante percorso di alfabetizzazione e recupero scolastico.
Alla radio di Ristretti Orizzonti: la genitorialità è un diritto dei carcerati
Sono stata intervistata da Ristretti Orizzonti, la radio dell'associazione Granello di Senape, una onlus di Padova che ogni giorno racconta la vita del carcere e si batte per dare sostegno alla vita carceraria e ai diritti dei detenuti. Ho parlato della mia proposta di legge per modificare alcuni articoli del codice di procedura penale e favorire sia la relazione genitoriale tra madre detenuta e figli minorenni sia l'esercizio della responsabilità genitoriale dei padri detenuti.
Ho risposto alle domande della conduttrice ma anche di un padre detenuto e di un educatore sul rapporto con i figli durante la carcerazione. Esercitare la genitorialità in condizione di reclusione esige alcune condizioni materiali che consentano innanzitutto di mantenere una frequentazione reciproca e non disperdano i legami familiari.

Ascolta l'intervista
Al Museo Cervi di Gattatico per ricordare Genoeffa Cocconi
Il 15 novembre sono stata invitata a tenere una relazione al Museo Cervi di Gattatico per l’evento “Genoeffa Cocconi 70 anni dopo” in occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario della sua scomparsa. Ho avuto l'onore di scrivere, nel 1978, il primo saggio su Genoeffa. Intervistai la figlia Diomira e le nuore Irnes, Margherita e Verina. Conservo ancora gli appunti: fu un'esperienza per me decisiva. 
Dal ricordo della madre dei sette fratelli Cervi sono emersi nuovi racconti e riflessioni sulla storia delle donne della Resistenza. Genoeffa Cocconi morì il 15 novembre del 1944, all’età di 68 anni, prostrata per la perdita dei sette figli. Ma Genoeffa non è “soltanto una mamma”: è anche la custode dell’etica credente in una casa attraversata dalla passione politica.
Con lei abbiamo ricordato anche tutte le donne che nella Resistenza sono state protagoniste della vita collettiva, sociale e politica dell’Italia, con ruoli e modalità differenti ma con lo stesso coraggio, la stessa forza e lo stesso impegno nella lotta al fascismo, alle ingiustizie e alla prevaricazioni di ogni tipo, anche di genere. La mia relazione riguardava infatti le iniziative parlamentari sulla presenza delle donne nella Resistenza.
 
Approvato l'emendamento per ripristinare i fondi ai patronati
 
Dopo la lettera sul tema inviata al presidente del consiglio Matteo Renzi che ho firmato assieme ad altri deputati, il Parlamento ha approvato un emendamento alla legge di stabilità per ridurre significativamente l’entità del taglio delle risorse destinate ai patronati per il 2015. Questo significa che il taglio da 150 milioni di euro previsto dal governo è stato ridotto a 35 milioni. I patronati, dunque, potranno contare su 405 milioni per continuare a garantire le importanti attività e funzioni di assistenza e di tutela svolte per lavoratori, pensionati e cittadini.
 
L'Italia riconosca ufficialmente lo Stato della Palestina
 
Ho sottoscritto, assieme ad altri parlamentari, una mozione per impegnare il governo italiano a riconoscere in maniera completa e definitiva lo Stato della Palestina; a compiere tutti i passi necessari affinché la questione venga posta all'ordine del giorno in tutti i paesi membri dell'Unione europea; a farsi maggiormente parte attiva nel sostenere il processo di pace tra Israele e Palestina, sulla base delle risoluzioni Onu e dell'esperienza consolidata nel corso del lungo e travagliato processo di pace.
Occorre tutelare i minori dalle pubblicità dei giochi d'azzardo
 
Assieme ai colleghi dell’intergruppo parlamentare sui temi del gioco d’azzardo ho firmato una lettera per chiedere al governo, attraverso il sottosegretario di Stato all’economia e alle finanze Pier Paolo Baretta, un confronto ufficiale sui tempi e sui contenuti del decreto attuativo per verificare lo stato di avanzamento della delega in materia di giochi. Entro il 26 marzo 2015 il governo dovrà infatti varare i decreti legislativi relativi all’art.14 della delega fiscale (legge 11 marzo 2014, n. 23) che dovrebbero prevedere interventi per tutelare i minori dalle pubblicità dei giochi d’azzardo, recuperare i giocatori d’azzardo patologici e vietare la pubblicità dei giochi d'azzardo nelle trasmissioni radiofoniche e televisive.
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Vanna Iori - Deputata del Partito Democratico

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