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Besa Muci Editore
NOVITÀ PRIMO TRIMESTRE 2020
Il resto
di Kostas Tachtsìs

L’adolescenza, l’età adulta e la scoperta dell’omosessualità nella Grecia del primo Novecento

 
PP. 160 – Prezzo 15,00 €
A cura di Francesca Zaccone
Postfazione di Dimitris Papanikolaou


ISBN 9788862802956

“O diventi un uomo e impari a non piangere”, ti diceva rabbiosa mentre colpiva dove capitava “o ti ammazzo adesso una volta per tutte, così ti piango e ti dimentico. La società non ha bisogno di altri smidollati come quel parassita di tuo padre – dimmi, diventerai un uomo? Dillo: ‘diventerò un uomo!’ Dillo o non uscirai vivo dalle mie mani e questo sarà l’ultimo dei tuoi giorni!” E dicevi: “Sì mamma, lo diventerò. E non perderò più tempo per strada. Non perderò più tempo! E i delinquenti non si approfitteranno più di me e non mi ruberanno il resto! No mamma, no…” “Dai, levati di torno adesso prima che cambi idea, vai a pulirti la faccia, e non fiatare! Quanto sarei stata meglio se non ti avessi mai partorito…!”
In giorni del genere il grammofono non suonava per niente, oppure suonava in continuazione la stessa canzone...

Pubblicato per la prima volta nel 1972, a metà strada fra la raccolta di racconti e il romanzo, Il resto esplora tutti i temi cari a Tachtsìs: dal genere come costruzione influenzata dall’ambiente sociale all’omosessualità, dal confine tra autobiografia e finzione narrativa alle dinamiche psicologiche e affettive della famiglia piccolo-borghese greca. A un primo sguardo, questo libro può essere visto come un romanzo, e le vicende attraverso cui si muove il protagonista - nel suo percorso di formazione, iniziazione all’omosessualità e accettazione di sé - paiono esserne i capitoli. Una lettura più attenta, però, rivela differenze stilistiche e sfaccettature che rompono l’unità del romanzo e dello stesso protagonista, che si scompone in personaggi diversi, la cui identità cambia con il cambiare delle variabili sociali.
I rapporti familiari e in particolare quello con la madre - come nel racconto che dà il titolo al volume - sono al centro delle vicende di tutta la prima parte dell’opera, che vede il protagonista passare attraverso l’adolescenza e raggiungere l’età adulta, affrontando la scoperta della sessualità e dei rapporti di potere che si intrecciano attorno a lui.
Nella seconda parte del libro, allo sfondo di una Grecia sempre più appesantita dalla guerra e dai suoi lasciti subentra un panorama internazionale, nel quale il protagonista si muove con l’agio di un uomo maturo la cui sessualità è ormai compiuta e accettata.

KOSTAS TACHTSÌS, nato a Salonicco nel 1927, è uno dei massimi autori della narrativa greca del Novecento. Omosessuale dichiarato, dedito al travestitismo e alla prostituzione, fu una figura molto controversa nella Grecia del periodo, e in qualche caso la sua immagine pubblica frenò il successo delle sue opere. Morì nel proprio appartamento, nel 1988, vittima di un omicidio di cui non si riuscì mai a individuare l’autore né il movente.

Edgar Poe
La sua vita, le sue opere

di 
Charles Baudelaire

Vita e poetica di uno dei massimi scrittori americani, ripercorse in due saggi a firma dell’autore
dei Fiori del male 

 
PP. 112 – Prezzo 14,00 €
Traduzione e cura di Viviana Carpifave

ISBN 9788862802611

La vita di Poe, le sue abitudini, i suoi modi, il suo aspetto fisico, tutto ciò che costituisce l’insieme del personaggio ci appaiono come qualcosa di tenebroso e fulgido al tempo stesso. La sua persona era singolare, seducente e, come le sue opere, segnata da un’indefinibile traccia di malinconia. Ciò non toglie che fosse dotato di una rara attitudine per tutte le attività fisiche e benché fosse minuto, con mani e piedi da donna – d’altro canto tutta la sua fisionomia evocava tratti di delicatezza femminea – era più che robusto e capace di sorprendenti prodezze. Sembrerebbe che la Natura conceda un temperamento energico agli uomini da cui intende trarre grandi cose, così come dona potente vitalità agli alberi destinati a simboleggiare il lutto e il dolore. 

Questo volume raccoglie due saggi che Baudelaire scrisse come prefazione alle raccolte di racconti di Poe da lui tradotte in lingua francese. Nel primo saggio, intitolato Edgar Poe. La sua vita, le sue opere (1856), Baudelaire racconta la vita dello scrittore americano tracciandone un profilo intellettuale e psicologico, ed evidenziando le difficoltà attraverso cui l’autore s’inserì nel panorama letterario statunitense. Il secondo saggio, Nuove note su Edgar Poe (1857), è incentrato sulla poetica e lo stile dello scrittore, le cui convinzioni estetiche e filosofiche Baudelaire condivide così profondamente da dare l’impressione, in alcuni punti, che l’analisi dell’opera di Poe sia un pretesto per parlare di se stesso e della propria poesia.

CHARLES BAUDELAIRE (Parigi, 1821-1867) è considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo. Esponente chiave del Simbolismo, grande innovatore del genere lirico e anticipatore del Decadentismo, buona parte del suo pensiero e della sua poesia affonda le radici nella modernità e si caratterizza per l’alternarsi di passioni contrastanti. Oltre che poeta, Baudelaire è stato critico, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore dal francese.

Antologia dei poeti maledetti
versioni metriche

di 
Vittorio Pagano

Da Baudelaire a Rimbaud, un’opera per riscoprire sette fra i più rappresentativi maudits

 
PP. 312 – Prezzo 24,00 €
A cura di Simone Giorgino
Con una prefazione di Antonio Prete


ISBN 9788862803052

Per Pagano il tradurre è, insieme, un forte gesto d’amore rivolto alla grande poesia e un assiduo e strenuo esercizio che, svolgendosi nello stesso laboratorio della propria poesia, si fa scommessa e ragione di vita, azzardo e passione.

 (dalla Prefazione di Antonio Prete)

C’è un elemento di fondo comune a tutti i maudits, un tratto che caratterizzò la loro vita e le loro opere per come oggi le conosciamo. E un filo ancora più sottile unisce i sette poeti, fra i più rappresentativi dei maudits, che Vittorio Pagano ha scelto di raccogliere e tradurre in quest’antologia: si tratta di Gérard de Nerval, Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Tristan Corbière, Stéphane Mallarmé e Maurice Rollinat. Ed è lo stesso Pagano a chiarire i motivi della scelta sulla cui base costruisce la sua Antologia dei poeti maledetti: una scelta “intesa a stabilire come forse questi poeti, di là dalle suggestioni e dalle affinità biografiche, psicologiche e fisiologiche, raggruppare si possano a un titolo più sostanzialmente, più stilisticamente rappresentativo: quello dell’esigenza metrica che li possedé”. Si comprende quindi perché la traduzione dei poeti qui riproposti è metrica: il tentativo è quello di rendere soprattutto la maniera in cui le ragioni maudites si fanno valere come ragioni di poesia.

VITTORIO PAGANO (Lecce, 1919-1979), oltre che apprezzato poeta e animatore di riviste come «L’Albero», «Libera Voce» e «Il Critone», è stato un notevole traduttore di letteratura francese. Fra le versioni metriche apparse in volume ricordiamo, oltre l’Antologia dei poeti maledettiQuattro poesie di Mallarmé (1947), Il poeta contumace di Tristan Corbière (1958), Francese antico (1958), Il miracolo di Teofilo di Rutebeuf (1962) e l’Assassinio nella cattedrale di Canterbury di Guernes de Pont-Sainte-Maxence (1965). 

Fiabe e leggende irlandesi

A cura di Massimo Conese

Tra fate e folletti, un viaggio fra i racconti tradizionali
dell’antica Irlanda

 
PP. 176 – Prezzo 16,00 €
Traduzione e cura di Massimo Conese


ISBN 9788862802994

Quando il primo piccino rise per la prima volta, il suo riso si spezzò in milioni di pezzetti, che si sparsero intorno saltellando. Così cominciarono le fate. 

Fate, atmosfere oniriche, storie intrecciate allo scorrere delle stagioni e ai destini umani: il patrimonio di racconti tradizionali dell’antica Irlanda è straordinario sia per dimensione, sia per varietà di temi e personaggi. Tramandati oralmente per molti secoli e poi messi per iscritto dai monaci medievali, questi testi ci parlano con il linguaggio della fantasia e del mito. Gli “autori” sono coloro che, a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento, hanno dato vita alla “Celtic Renaissance”, ovvero alla rinascita della cultura e delle tradizioni celtico-irlandesi, in opposizione alla dominazione inglese.
Le Fiabe e leggende irlandesi raccolte in questo volume sono tratte dai principali cicli di racconti e comprendono sia fiabe nel senso classico del termine, sia racconti magici in cui l’elemento storico si mescola a motivi fiabeschi: il risultato è la mappa magica di un mondo popolato da giganti, folletti e streghe, giovani principi e principesse crudeli, animali parlanti, boschi incantati e acque miracolose, mantelli che catturano palle di fuoco e uova magiche. Arricchiscono il volume un saggio sulle fate a firma dell’antichista inglese Joseph Ritson, un repertorio delle raccolte di fiabe irlandesi fino a oggi pubblicate in Italia e una postfazione del curatore sull’ipotesi di un’origine genetica delle fate.

MASSIMO CONESE, nato a Bari nel 1961, è autore di numerose pubblicazioni di carattere scientifico e di tre raccolte di versi. Per Besa ha tradotto e curato il volume Fiabe e leggende norvegesi (2012).

Le Leggi razziali e l'ottobre del 1943 
di Mario Calivà


Il racconto di un’epoca nelle voci di chi l’ha vissuta in prima persona

 
PP. 168 – Prezzo 16,00 €

ISBN 9788862803014

Calivà non è e non vuole essere uno storico, il suo punto di vista è quello di un affabulatore che cerca forme di contrasto all’oblio, che ritiene la memoria l’occasione di un confronto con il presente, non retorico né rituale, ma appassionato e doloroso, in una dialettica che si potrebbe dire drammatica, cioè teatrale. 

Giovanni Greco
Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio d’Amico”

Come cambiò il quotidiano in seguito all’avvento delle Leggi razziali e in che modo le famiglie cercarono di sottrarsi alla deportazione: sono questi i temi e le domande cui cerca di dare una risposta il presente volume, nato da un lavoro di ricerca sul campo. 
Calivà, infatti, raccoglie qui una serie di interviste a gente comune che fu, suo malgrado, protagonista di quegli eventi. L’obiettivo è intrecciare la grande Storia e le piccole storie dei singoli, le vicende personali e private, anche familiari, che consentono di capire meglio quell’epoca riducendo la distanza emotiva e temporale che ci separa da essa. 
Il libro è strutturato in due parti: nella prima c’è la ricostruzione storica del periodo delle Leggi razziali e delle deportazioni naziste durante l’occupazione di Roma; nella seconda, trovano spazio le interviste agli ebrei della Capitale.

MARIO CALIVÀ, drammaturgo, poeta e scrittore arbëresh, attualmente vive a Piana degli Albanesi. Ha pubblicato le sillogi poetiche PercezioniLa luce dei punti lontaniReading Poetico Oltre l’oblio della voce. Nel 2017 è uscito il suo libro Portella della ginestra. Sedici sopravvissuti raccontano la strage. In Kosovo e Albania nel 2018 esce Rrëmbyesi dhe Ara, un dramma e un monologo in lingua albanese. Dal 2012 porta in scena le sue opere teatrali in lingua arbëreshe. Ha lavorato presso la redazione romana di Rai Cultura.

Certamen 1246 
di Giovanni Casella Piazza


Una storia di sacrificio e lealtà
alla corte di Federico II

 
PP. 574 – Prezzo 28,00 €

ISBN 9788849712049

"Una titanica escursione d’epoca, così densa da risultare avvolgente"

"Riti di formazione, retroscena geopolitici e inventiva compongono un’opera di uno spessore che riscatta tanta fatuità letteraria del momento"


ENZO VERRENGIA - La Gazzetta del Mezzogiorno

Qualcosa marciva dentro di lui. Un morbo stava avvelenando il suo spirito. Ne era certo. Avrebbe dovuto rifiutare di ricevere il notaio. Non aveva più la tempra di un tempo, che gli permetteva di reagire in ogni frangente, trovando sempre il modo di risollevarsi. L’ottimismo se n’era andato. Ora, se fosse caduto, niente e nessuno l’avrebbe più rimesso in piedi.

Como, A.D. 1268. Il notaio Aielli fa visita all’abate Ariberto, portando con sé un plico misterioso e uno studente di legge, Zirìolo, protetto del patriarca di Aquileia. Il giovane, su ordine di questi, sarà ospite del monastero e potrà conoscere i fatti avvenuti lì molti anni prima, durante l’aspra contesa tra il soglio pontificio romano e Federico II di Svevia, fatti sui quali era stato imposto il vincolo del silenzio
La sparizione di due giovani monaci prima, e di Zirìolo poi, aprirà le ricerche del notaio Aielli: grazie al ritrovamento dei diari di viaggio del giovane studente, il notaio scoprirà nell’abate un personaggio complesso e fuori dal comune, costretto presto a fare i conti con un passato insospettabile e tormentato.
L’affascinante personaggio del monaco Ariberto torna protagonista anche nel thriller Oltre la nebbia – Il mistero di Rainer Merz (2018) di Giuseppe Varlotta, di cui Giovanni Casella Piazza è coproduttore e cosceneggiatore.

GIOVANNI CASELLA PIAZZA è nato a Lugano nel 1949. Economista di formazione, dopo un primo periodo come consulente aziendale, ha spostato i suoi interessi verso il campo dei media e del giornalismo, divenendo negli anni direttore di un quotidiano della Svizzera italiana, editore televisivo, produttore cinematografico, operatore culturale. È appassionato di storia e Medioevo.

Il mio grido 
poesie
di Mimoza Ahmeti

Candore e sensualità nei versi di una poetessa albanese che è già un “classico moderno”

 
PP. 80 – Prezzo 14,00 €
Traduzione di Kadri Vokopola


ISBN 9788862802673

[…] Mi sto spegnendo pian piano
sotto il peso del mio corpo che si raffredda
del mio sangue che si raggela nelle vene,
mentre il grido grida, vola, si fa eco.
Solo a questo penso mentre muoio.
Sentite?

Candore e sensualità costruiscono la mappa emozionale di queste poesie di Mimoza Ahmeti, scandite da quel linguaggio fluido e cristallino che ha già fatto dell’autrice un “classico moderno”. 
Altro aspetto intrigante dei versi di questa poetessa albanese è l’ambiguità sessuale che pervade molti componimenti: un’ambivalenza, un’offuscazione poetica del maschio e della femmina che rende la scrittura ancor più seducente e carica di significati nascosti tra le righe.

MIMOZA AHMETI è nata nel 1963. Terminati gli studi a Kruja, ha frequentato la Facoltà di Lettere all’Università di Tirana, cominciando poi a pubblicare versi nel 1980. La sua prima raccolta poetica, Bëhu i bukur, esce nel 1986, seguita due anni dopo da Sidomos nesër. Ha pubblicato anche racconti in diverse riviste letterarie albanesi, e in traduzione italiana è uscito Il segreto della mia giovinezza.

Abrid 
Diario algerino
di Alessandro Pellegatta

Passato e futuro, storia e cultura
di un paese alle prese con il vento
del cambiamento

 
PP. 120 – Prezzo 15,00 €

ISBN 9788862802871

L’Algeria continua a oscillare tra passato e futuro, nel vento del cambiamento che soffia incessante sul Grande Medio Oriente. Dalle splendide vestigia romane di Tigmad alla Pentapoli mozabita, con il fascino e le suggestioni di Ghardaia, ho deciso di percorrere un itinerario storico-culturale alla riscoperta delle radici di questo paese antico, illustrando le sue diversità sospese tra cultura mediterranea, berbera e ibadita.

Abrid nel linguaggio della valle dello Mzab significa “dammi il passaggio”. Partendo da Costantina, l’autore si è spinto nel cuore dell’Algeria fino a Ghardaia e nella Pentapoli mozabita, cercando di raccogliere tutte le suggestioni di questo superbo territorio e la sua complessità socio-culturale. 
Le difficoltà di comprensione, conoscitive e linguistiche per conoscere l’Algeria sono molte, e Alessandro Pellegatta ha cercato di trovare una chiave interpretativa per affrontare il suo viaggio e penetrare la complessità della questione algerina. 
Muovendosi in un territorio storico-letterario volutamente ambiguo e tortuoso, ha tentato di dare una testimonianza dell’Algeria che possa andare al di là delle contingenze, dei pregiudizi e delle considerazioni legate all’attualità, riscoprendo un Paese che riveste un ruolo chiave nella geopolitica del Mediterraneo.

ALESSANDRO PELLEGATTA è nato nel 1961 a Milano, dove vive e lavora. Si dedica da anni alla letteratura di viaggio. Per Besa ha già pubblicato i reportage Agim. Alla scoperta dell’Albania (2012), Oman. Profumo del tempo antico (2014), La terra di Punt. Viaggio nell’Etiopia storica (2015), Karastan. Armenia, terra delle pietre (2016), Eritrea. Fine e rinascita di un sogno africano (2017), Vietnam del Nord. Minoranze etniche e doposviluppo (2018) e Manfredo Camperio. Storia di un visionario in Africa (2019).

Il tesoro della Grancia 
e altre storie lucane
di Donato Altomare


Una mappa di storie che attraversano la Basilicata, fra magia e tradizioni

 
PP. 144 – Prezzo 15,00 €

ISBN 9788849711264

Mi trovai all’improvviso di fronte uno strano individuo. Era in costume d’epoca, aveva una folta barba che gli rendeva il viso enorme e occhi profondi. Un curioso cappello gli copriva soltanto in parte il capo.
“Salve” dissi distrattamente.
Lui mi fissò torvo.
“Anche tu sei qui per il tesoro?” disse a bruciapelo.
“Prego?” esclamai perplesso.
“Non fare il finto tonto, con me non funziona.”

Una raccolta di favole e leggende legate a doppio filo alla tenace gente della Basilicata, ma in grado di conquistare l’immaginario di qualsiasi lettore. Leggende popolari frutto di pura invenzione o intrecciate alla storia vera, a cominciare dalle apparizioni dei briganti, compongono l’universo narrativo in cui Donato Altomare – da grande curioso di genti, paesi e racconti – conduce il lettore con l’entusiasmo e la viva passione di un ragazzino. 
Da Matera a Potenza, passando per Maratea, una mappa di storie che attraversa undici paesi della Basilicata e apre a un mondo di magia e tradizioni, coinvolgendo il lettore tanto da spingerlo – accompagnato dai protagonisti di queste pagine – a tentare anche lui l’abracadabra con il bastone dal pomo d’oro o addirittura fare conversazione con i fantasmi dei briganti Crocco e Ninco Nanco.

DONATO ALTOMARE è nato a Molfetta nel 1951. Ha pubblicato numerosi racconti, tradotti in diversi paesi. Ha collaborato con emittenti televisive e radiofoniche, scritto testi teatrali, sceneggiature, saggi e poesie.
Fra le sue opere si annoverano: Cuore di Ghiaccio (1989), Dolcissima Roberta (1991), La Risata di Dio (1993), L’Esercito Impalpabile (2000), Mater Maxima (2001), Prodigia (2001), Uno Spettro, probabilmente (2003), E la padella disse… (2004), Vladimir Mei, libero agente (2004), Il Fuoco e il Silenzio (2005), L’Albero delle Conchiglie (2008), Il gran sole radioso (2013) e La montagna di luce (2016).

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