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Besa - Livio Muci Editore
NOVITÀ IN LIBRERIA
Le molte vite di Magdalena Valdez
di Joana Karda


Il primo romanzo meticcio in Italia firmato da quattro donne provenienti da Paesi diversi
 

PP. 244 – Prezzo 17,00 €
 

Le molte vite di Magdalena Valdez è il romanzo-mondo di un collettivo di narratrici, un collettivo sconfinato e “creolizzante”: un’opera coraggiosa e ambiziosa, e di questo coraggio, di questa ambizione, non possiamo che rallegrarci.

Wu Ming

Il lungo percorso di Magdalena Valdez comincia a Carmona, in India, alla fine degli anni Ottanta. In seguito a un evento che segnerà la sua vita, la piccola Maggie intraprende un viaggio che la farà peregrinare dapprima in Unione Sovietica, poi nella Roma della Seconda Repubblica, per rifugiarsi infine nella Trieste post-basagliana. In ogni luogo la protagonista cambia identità: in Russia è Lena, che impara a gestire la propria indipendenza; a Roma è Maddalè, che prova la gioia e la frustrazione della stabilità; a Trieste è la pazza Mad, che scopre la propria verità. Una donna che muta e si evolve a ogni tappa, fino a rischiare di perdere se stessa, per poi ritrovarsi una volta fatti i conti con il passato.

JOANA KARDA è il primo collettivo in Italia di scrittura meticcia femminile. Nasce nel 2012 a Bologna, come progetto aperto e sperimentale, alla ricerca di uno stile innovativo che possa fondere pensieri e contaminare linguaggi. Dopo l’esperienza del racconto Schischok realizzato a tre penne da Claudia Mitri, Vanessa Piccoli e Lolita Jaskin (Timofeeva), al collettivo Joana Karda si unisce Laila Wadia. Le molte vite di Magdalena Valdez è il loro primo romanzo.

Nerd
di Daniele Antonietti


La segreta fragilità di una vita votata al successo
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Romanzo segnalato dal
Premio Italo Calvino


PP. 368 – Prezzo 21,00 €
 

“Per la grande civiltà di scrittura e la garbata ironia con cui si traccia la linea di una vita in apparenza votata al successo in ogni campo,
con belle notazioni sull’ambiente aziendale”

 
 La motivazione della segnalazione del romanzo da parte del Comitato di lettura della XXXI edizione del Premio Italo Calvino

Dalle aule di un liceo nella Milano degli anni Sessanta del ’900 alla dirigenza di una grande azienda, il trascorrere del tempo non ha scalfito il fascino da conquistatore di Luca Brunoni: vincente con le donne e sul lavoro, la sua vita è quella di un seduttore, un uomo nato sotto una buona stella, capace di inanellare trionfi in ogni campo. “Devi vivere senza sentire che stai vivendo”, sarà il suo motto per più di mezzo secolo, fino a quando i successi che si è costruito intorno con superficialità ed egoismo non cominceranno a far emergere la paura del vuoto, il senso di qualcosa che in tanta pienezza manca. Ormai anziano, Luca Brunoni viene a sapere − a distanza di molti anni dal loro ultimo, fugace incontro − della scomparsa di Isabella. Il ricordo di lei, la “nerd”, la racchia della classe che il conquistatore Luca Brunoni non aveva mai degnato di attenzioni, scaverà in maniera silenziosa e profonda, devastante, nell’anima del protagonista, spingendolo a intravedere un diverso modo di vivere.

DANIELE ANTONIETTI è nato nel 1954 a Milano. Laureato in filosofia, ha sempre lavorato nel mondo dell’editoria libraria e giornalistica: durante gli anni universitari è stato in Einaudi, poi in Ipsoa, Electa e in case editrici specializzate in automobilismo, fino ad approdare in Mondadori, dove ha ricoperto il ruolo di  caporedattore in un settimanale.

Scrivere sull'acqua 
di Diana Chuli

Le rivoluzioni mancate,
le delusioni e l'amore
nelle storie di uomini e donne
sullo sfondo del regime
comunista in Albania


PP. 156 – Prezzo 15,00 €
Traduzione dall'albanese di Eugenio Scalambrino

La nave scivolava silenziosa sotto i raggi del sole solcando le acque. Era diretta verso le coste della Sicilia. In quell’isola Pablo Garcia doveva incontrarsi con Carlo, il compagno italiano, per andare insieme in Albania. Era una splendida giornata di aprile. Il sole faceva brillare la superficie del mare nel golfo di Valencia. 
Pablo si sentiva emozionato all’idea di un viaggio finora impossibile in un paese nel quale sarebbe stato difficile anche a una mosca entrare. Uscì in coperta, protese il viso verso lo spazio infinito, si difese dall’aria fresca e salina e chiuse gli occhi. Poi diede ancora uno sguardo alle coste dalle quali si allontanava.

Due amici, Pablo e Carlo, accomunati da esperienze rivoluzionarie, nel 1984, in pieno riflusso delle lotte sociali, si recano in Albania, ultima roccaforte del comunismo filocinese. Ma il viaggio infrange il loro sogno, e i due tornano a casa cambiati non poco dall’esperienza di un regime dispotico, occhiuto e poliziesco. Non tutto, però, va male per Pablo Garcia, che si innamora, ricambiato, della bella Cristina Zoto, guida suo malgrado delle “bellezze” che il regime offre. Dopo un salto di otto anni, Cristina e Pablo si ritrovano e la loro storia si intreccia con le storie di tanti altri personaggi, tutti in qualche modo legati a quella “nuova” Albania ormai dominata dai criminali trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. 

DIANA CHULI (Tirana 1951), giornalista, ha scritto i romanzi Eëri i largët (La voce lontana, 1981), Rrethi i kujtosës (Il circolo della memoria, 1984), Dreri i trotuarëve (Il cervo dei marciapiedi, 1990), Reguiem (1991). Per Besa ha già pubblicato Angeli armati (2012). 

Sinfonia 
di Zdravka Evtimova

La Bulgaria di oggi in
un romanzo corale al femminile
della vincitrice del Premio Balkanika


PP. 252 – Prezzo 16,00 €
Traduzione di Francesca Sammarco

Theo arrivava in camera di Becky il giovedì, puntuale come il notiziario in tv. Lei non si era mai preoccupata di fingere che fare sesso con lui fosse un piacere. Il suo corpo era diventato ancora più brutto, il contatto con lui più repellente; l’unico sviluppo positivo da questo punto di vista era il fatto che ogni giovedì le lasciava un rotolo di banconote sotto il cuscino. “A volte penso che ti piaccia più la tua massaggiatrice di me”, disse Theo un giorno, ed era vero, ma Becky non riteneva necessario confermare verità che per lui erano banali. “Perché non divorziamo?” aveva chiesto lei con voce inespressiva.“Sei bella”, rispose con calma suo marito. “E mio figlio ha bisogno di una madre”.

Cinque donne protagoniste di un romanzo corale al femminile che disegna un crudo affresco della società bulgara contemporanea, dominata dall’idea che il miglior amico dell’uomo – forse il solo amico – sia il denaro. Ricchissima e grassa, Moni è la figlia di un boss arricchitosi con traffici illeciti e ruberie. Nel cinismo di un mondo fatto di feste dell’alta società e di uomini interessati solo al suo denaro, l’unico che la ami davvero è il poverissimo Simo, che della ricchezza di Moni è all’oscuro. Anche Becky Aneva è prigioniera di una realtà in cui tutto ruota intorno al denaro, quello che il marito Theo le lascia in cambio del sesso, consumato puntualmente ogni giovedì, in una frustrante routine matrimoniale. Nel grigiore della quotidianità della signora Aneva, l’unica cosa vitale è la presenza di Di, la giovane massaggiatrice stretta fra i capricci dei ricchi pur di trovare scampo – per sé e per la madre Arma – alla miseria più nera. La stessa miseria con cui deve combattere Nora, vittima delle avances del marito della signora Aneva e di Gozo, il proprietario dello squallido locale dove lavora come cameriera. Cinismo e ingenuità, rabbia e rassegnazione compongono l’universo umano di questo romanzo che, lontano da ogni retorica, restituisce il quadro di una spietata lotta per la sopravvivenza. 

ZDRAVKA EVTIMOVA è nata nel 1959 a Pernik, in Bulgaria, dove vive e lavora. È autrice di romanzi e racconti, molti dei quali tradotti e pubblicati all’estero. Ha vinto diversi premi letterari (fra cui il prestigioso Premio Balkanika) e oltre che scrittrice è anche traduttrice dall’inglese, dal francese e dal tedesco. Per Besa ha pubblicato Lo stesso fiume (2017), eletto romanzo dell’anno in Bulgaria, e la raccolta di racconti La donna che mangiava poesie (2019).

Enver Hoxha e la Cina 

Storia dell'eterna amicizia sino-albanese (1961-1978)

di Lorenzo Manca

Un saggio che ricostruisce le
relazioni tra due Paesi agli
antipodi nel periodo
della Guerra Fredda


PP. 308 – Prezzo 20,00 €
 

[…] in concomitanza con la visita del leader sovietico, arrivò in Albania anche una delegazione cinese, capeggiata dal maresciallo Peng Dehuai. Questo costituì il primo segnale di quella che a breve sarebbe diventata una lunga intesa tra Pechino e Tirana, trionfalmente sbandierata dalle due parti con il nome di “eterna amicizia sino-albanese”

Questo lavoro di Lorenzo Manca verte su una tematica ancora poco studiata e molto spesso tralasciata nei resoconti sulla Guerra Fredda: le relazioni tra due paesi agli antipodi dal punto di vista geografico e culturale, due paesi che poco si conoscevano reciprocamente ma che si rivelarono uniti nella comune lotta antimperialista e antirevisionista, in un periodo in cui il comunismo mondiale era scosso da grandi tensioni all’indomani del processo di destalinizzazione avviato da Nikita Chruščëv. Le crescenti divergenze fra Tirana e Mosca da un lato, e fra Pechino e Mosca dall’altro, fornirono la base per l’avvicinamento fra Pechino e Tirana, facendo da collante per un’alleanza fraterna nella quale il piccolo Stato balcanico forniva alla grande Cina supporto politico in cambio di sostegno economico e militare. 

LORENZO MANCA è nato a Cagliari nel 1992. È laureato in Relazioni internazionali presso l’Università degli studi di Cagliari. Nel 2017 è stato assistente di lingua italiana presso la Facoltà di Lingue straniere dell’Università di Tirana. Appassionato di lingue e culture del Mediterraneo, ha tradotto poesie dall’arabo, dal francese e dall’albanese. Attualmente vive in Francia, dove collabora con l’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia.

Nel nome del figlio
di Andrej Nikolaidis

L'ossessione del rapporto con il padre al centro del romanzo di uno dei massimi autori montenegrini contemporanei

PP. 128 – Prezzo 14,00 €
Traduzione di Sergej Roić

È tutto finito, pensavo guardando le fiamme lambire il cielo notturno. Il bosco bruciava di nuovo, per la terza volta in dieci anni. Alla fine il fuoco sconfiggerà mio padre. Non avrà più la forza di ricostruire il podere dalle ceneri. Da quando è morta mia madre, la solitudine, a cui non era preparato, lo ha precipitato ulteriormente nella depressione. Ha smesso di uscire di casa, o quasi. Se ne sta seduto nel salotto al buio per tutto il santo giorno. A che cosa pensa, mi chiedevo, ma ciò a cui pensava in realtà mi era indifferente. La mia speranza era che quantomeno pensasse, che almeno i suoi pensieri riuscissero a superare le mura alte e levigate della depressione che lo aveva accerchiato.

Nella notte in cui sua moglie l’ha abbandonato e l’uliveto di famiglia sta bruciando, un giovane scrittore vaga tra le strade della città montenegrina di Dulcigno ripensando ad anni di liti familiari e al rapporto conflittuale con il padre. Dirigendosi verso il centro della città, presa d’assalto dai turisti, il protagonista si imbatterà in una schiera di personaggi bizzarri e grotteschi, ciascuno dei quali lo costringerà a fare i conti con l’origine di ogni sua ossessione, ovvero la figura del padre.

ANDREJ NIKOLAIDIS (1974) è nato e cresciuto a Sarajevo. Convinto sostenitore dell’indipendenza montenegrina, è noto per le sue posizioni politiche che lo portano a essere un attivista contro la guerra e un promotore dei diritti umani, in particolare dei diritti delle minoranze. Ha pubblicato vari romanzi e diverse antologie di racconti grazie ai quali ha ricevuto il premio dell’Unione europea per la letteratura 2011 e il premio nazionale montenegrino “Miroslavljevo Jevanđelje”. Per Besa ha pubblicato anche il romanzo L’arrivo (2019).

Da Roma a Santa Maria di Leuca 

Lungo la Via Francigena
Un mondo pellegrino


di Roberto Montella

Un diario del cammino lungo l'ultimo tratto della via Francigena, in un viaggio per scoprire luoghi e persone, guardandosi dentro

PP. 256 – Prezzo 19,00 €

Dopo settanta giorni, ho imparato che la strada è il mezzo e anche lo scopo del cammino, per la sua vena dal sapore profondo, per questo aroma che cambia con l’autunno. Se rinunciassi al cammino, abbandonerei anche questa direzione, proprio ora che il Sud è più forte, ora che la fede si fonde ancora più in profondità con la natura, qui, nel silenzio, nei doni della terra, dove sei un po’ più grato, sei un po’ più paziente, sei un po’ più pronto ad amare.

Roma non è il termine della Via Francigena. Oltre la capitale dell’Impero c’è la voce del Sud, il richiamo delle coste da cui i viandanti medievali si imbarcavano per raggiungere la Terra Santa. Roberto Montella ci conduce all’estremità della penisola italiana, al mare, nei territori che furono teatro di battaglie e commerci, colonizzati dai Messapi, assediati dagli Ottomani e amati dal leggendario re Federico.
Nell’ultimo mese di un cammino iniziato a Canterbury, veniamo trasportati in una nuova impresa, nella parte meno conosciuta e più sorprendente del pellegrinaggio. Procedendo a piedi per più di 800 chilometri, l’autore esplora i Colli Albani e il parco dei Monti Aurunci, discende nelle valli della Campania felix e risale verso Benevento, dove inizia la Via Traiana. Da qui, oltre l’Appennino giunge in Puglia, la regione più lunga, distesa nel Mediterraneo, e segue il litorale adriatico, le sue fortificazioni difensive, le antiche masserie e le abbazie dimenticate, fino a giungere alle spiagge del Salento.
È questo il capitolo conclusivo di una storia che è cominciata con un semplice passo e si è estesa per tremila chilometri, dall’Inghilterra alla basilica di Santa Maria di Leuca, dallo stretto di Calais al Mar Ionio, dalle Alpi al Tavoliere, un racconto di formazione che cambia chi lo legge così come chi lo ha scritto, e che mostra il volto decisivo della conoscenza e dell’accoglienza.

ROBERTO MONTELLA, nato nel 1985, è ingegnere e professore di matematica. Nel 2014 ha intrapreso il Cammino di Santiago e nel 2016 ha attraversato la Via Francigena, in un pellegrinaggio da Canterbury a Santa Maria di Leuca. Nel 2018 per Besa editrice ha pubblicato i primi due volumi del diario di viaggio Lungo la Via Francigena, che raccontano il percorso da Canterbury al Gran San Bernardo e dalle Alpi alla Basilica di San Pietro. È inoltre autore del romanzo Vienimi a cercare (2006) e dei racconti La vera energia Il neo, entrambi del 2011.
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