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Besa - Livio Muci Editore
NOVITÀ IN LIBRERIA
Tutti i miei Natali
di 
Maruša Krese



Storie non convenzionali
sotto l'albero

 

PP. 124 – Prezzo 14,00 €
Traduzione di Lucia Gaja Scuteri

 

Cammino lungo una strada di Berlino. Le vetrine sfavillano come se i negozi fossero aperti per l’ultima volta, come se domani dovesse davvero sopraggiungere la fine del mondo, come se finora la gente non si fosse mai potuta comprare nulla nella vita. Lacrime mi rigano il viso. Tutti i miei Natali, tutta la mia vita, tutti i miei figli, tutte le notti trascorse a infornare dolci e a cucire a mano regali. Tutto quel gioire dei regali e tutti quei piccoli dolori una volta scartati, tutte quelle attese accanto all’albero di Natale illuminato con le candele e tutto quel chiedersi con lo sguardo perso nel vuoto: “E ora che si fa?”

Trenta racconti di Natale decisamente non convenzionali. Vigilie negate, con genitori latitanti perché impegnati nelle riunioni di partito. Vigilie impossibili, vissute fra traslochi, decorazioni e alberi smarriti, in viaggio intorno al mondo, nelle corsie di un ospedale, o in guerra, nella Sarajevo occupata. Tutti i miei Natali offre al lettore trenta sapide miniature che raccontano piccole storie tragicomiche, tutte legate ai festeggiamenti sotto l’albero. Nello stile essenziale e lirico dell’autrice, uno spaccato sulle difficoltà relazionali che attraversano il quotidiano.

MARUŠA KRESE è nata a Lubiana nel 1947 ed è scomparsa nel 2013. Poetessa, scrittrice, giornalista e psicoterapeuta, ha vissuto e lavorato per molti anni in Germania. Nel 1997 ha ricevuto la decorazione dell’Ordine al merito di Germania per il suo impegno umanitario durante la guerra in Bosnia-Erzegovina. 
Laureata in Letteratura e Storia dell’arte presso l’Università di Lubiana e in Psicoterapia e Terapia della Gestalt negli Stati Uniti, ha pubblicato raccolte di poesie in lingua slovena e tedesca, due raccolte di racconti e un romanzo autobiografico. Con Tutti i miei Natali ha vinto nel 2008 il Premio Fabula per la miglior raccolta di racconti.

Favole e racconti popolari ungheresi
di Giacomo Scotti



Racconti incantati, per scoprire un'Ungheria più vicina
e ancor più magica


PP. 252 – Prezzo 17,00 €

C’era una volta un re che aveva tre figlie. Le tre principesse, non si sapeva perché e per come, ogni giorno consumavano un paio di scarpette. Ogni giorno, perciò, avevano bisogno di un nuovo paio di scarpe. Una volta il re si chiese: “Ma dove vanno queste mie figlie per distruggere in un solo giorno i loro stivaletti?”. Per scoprirlo, fece diffondere un bando in cui si annunciava che chiunque avesse risolto il mistero delle scarpe delle sue figlie avrebbe ottenuto la metà del regno e la mano di una delle tre. Alla reggia arrivarono in tanti (conti, marchesi, duchi, ricconi, persino poverelli), ma nessuno riuscì a far luce sul mistero. 

Grande narratore del folclore popolare e di racconti tramandati di generazione in generazione, con questo volume Giacomo Scotti porta il lettore in Ungheria. Lo fa a modo suo, lasciando scoprire un paese magico, popolato da creature fantastiche e teste coronate. Sì, perché re e regine, principi e principesse, e in generale personaggi di sangue blu, sono fra i principali protagonisti della favolistica ungherese. Molti di questi racconti cominciano con la formula “Al di là di sette montagne e di sette mari...”, e non è un caso: gli ungheresi, infatti, sono uno dei pochissimi popoli europei il cui paese è privo di montagne, adagiato nell’immensa pianura pannonica, e non confina con alcun mare, così che il mare può solo essere sognato. Qui come altrove il folclore popolare è elemento distintivo e universale allo stesso tempo, ed ecco allora che questi racconti affascinano per il loro essere “stranieri” e per il raccontare un mondo lontano, ma al contempo assorbono e reinterpretano echi della favolistica di altri paesi. L’Ungheria, così, è un po’ più vicina e ancora più magica.

GIACOMO SCOTTI, originario di Napoli e spostatosi in Istria nel 1947, vagabondo dal 1980 fra il paese natale e i Balcani, ha pubblicato in Italia e nell’ex Jugoslavia una ventina di opere che riguardano il mondo dell’infanzia e della favolistica, tra cui: La Grotta del Vento (2007, con prefazione di Erri De Luca), I furbi e gli sciocchi (2007), Dalla terra al cielo, favole e leggende (2011).
Favole scelte da varie opere di Scotti sono state raccolte in cinque volumi antologici destinati alle scuole in diversi paesi balcanici. Per Besa l’autore ha già pubblicato Tornano fate e streghe. Nuove favole e leggende dell’Istria (2015), i due volumi di Favole e leggende dai Balcani (2017), Favole e leggende dall’est Adriatico Gli animali parlanti. Favole di autori serbi in versi e in prosa (entrambi del 2018).

Storia del Montenegro
di Živko Andrijašević


Le vicende storiche e sociali del Paese dalla sua nascita a oggi

PP. 228 – Prezzo 18,00 €
Traduzione di Sergej Roić

Il Montenegro è uno dei più vecchi Stati degli Slavi del sud. La sua statualità iniziò a delinearsi nel IX secolo, ossia più di mille anni fa. Al tempo in cui nacque come Stato, il suo nome era un altro, mentre quello attuale, Montenegro, risale alla seconda metà del XV secolo. Il primo nome dello Stato che nel IX secolo fu creato dai montenegrini era Doclea.

Nella storia del Montenegro, centrale è la spinta del paese verso l’indipendenza e l’autogoverno, una spinta già presente nel Medioevo e rafforzatasi durante il periodo in cui il territorio fu governato dalla dinastia Petrović, che annoverò tra le sue file il celebre “Dante dei Balcani”, Petar II Petrović-Njegoš. Stato ecclesiastico ortodosso, dominato da un vescovo-principe, sia prima che dopo Njegoš il Montenegro seppe preservare una notevole autonomia nei confronti dell’Impero ottomano, che aveva sottomesso la maggior parte dei territori attigui. È in quest’ottica che va letta anche la storia contemporanea del paese, con l'occupazione del solo litorale adriatico da parte dell'Impero Austro-Ungarico durante la Prima Guerra Mondiale e in seguito con l'invasione delle forze militari fasciste durante il secondo conflitto. In questo libro Živko Andrijašević ripercorre le vicende storiche e sociali che hanno interessato il Montenegro dalla sua nascita fino alla recente adesione alla NATO.

ŽIVKO ANDRIJAŠEVIĆ, nato nel 1967 ad Antivari, è uno storico montenegrino. Ha svolto il suo dottorato sul tema “L’ideologia dello Stato montenegrino 1878-1918” presso la facoltà di Filosofia di Belgrado, nel 2003. Insegna presso la facoltà di Filosofia di Nikšić.

L'odore del vuoto
di Antonella Maddalena


Una famiglia al femminile alla ricerca di nuovi equilibri quando la vita scompagina i piani

PP. 228 – Prezzo 17,00 €

La famiglia Bellosanto è in lutto da un’eternità. Il lutto è nei loro occhi, non più negli abiti. Nei loro ricordi, per chi li ha. Nelle poche foto sgualcite in bianco e nero, il volto di Guglielmo bisbiglia parole lontane, quiete, nostalgiche. E come le antiche, esigue famiglie di campagna del sud si riuniscono, d’inverno, intorno al braciere, loro si riuniscono intorno alle foto del padre mai padre, a bagnarsi gli occhi di pianto e sentire quel calore che parte dalle gambe e pian piano si dirada. Come se quelle foto bruciassero di poesia. Ogni domenica. Il lunedì la vita ricomincia frenetica, quella vita che cancella i ricordi o almeno ne sbiadisce i contorni. 

Una famiglia come tante, ma quel fremito sotterraneo e lievissimo che l’imprevisto dona è dietro l’angolo. Mamma Rosa e le figlie Ada, Federica e Guglielmina vivono una vita fatta di piccole certezze, di piccoli riti quotidiani. Dopo la prematura scomparsa del marito, morto ormai da trent’anni, Rosa si è vista costretta ad assumere suo malgrado il doppio ruolo di madre/padre e ha pian piano ricostruito con le figlie l’equilibrio di un’esistenza in cui tutto scorre con una regolarità disarmante. Dopo la grande perdita, questa famiglia al femminile cerca nella rassicurante routine un riparo dalla vertigine del vuoto, ma la vita ha le sue strade, spesso magiche, scombina i piani, apre squarci e illumina nuove direzioni. Così la partenza improvvisa di Ada, in apparenza la più prevedibile, vulnerabile e tranquilla delle figlie, stravolgerà le vite di tutte, aprendo a un viaggio fatto di vuoti e addii, di intrecci amorosi, di sogni, incontri casuali e discese negli abissi del proprio essere, fino ad avere la sensazione di tenere in mano il cuore dei personaggi e sentirne i palpiti

ANTONELLA MADDALENA è attrice e autrice di testi per teatro e cinema. Ha all’attivo collaborazioni con maestri internazionali e il suo ultimo lavoro da attrice la vede protagonista nel film L’Aurora che non vedrò, vincitore nel 2018 dell’Award of Merit al Best Short Competition, in California; e in teatro nel monologo Malizia. È regista del cortometraggio Lontani dalla luna e del documentario Le donne della torre pelosa, presentati in prestigiosi contesti internazionali tra cui la New York City University. Per Besa ha già pubblicato la raccolta di racconti e rapsodie Punto di rugiada (2010).
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