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Besa Muci Editore
NOVITÀ IN LIBRERIA
Lettera a Léontine

di Raffaello Mastrolonardo

 


La storia di un amore proibito,
in un romanzo che è già un caso editoriale
 
PP. 272 – Prezzo 17,00 €
ISBN 9788836290574

«Un romanzo d’amore che deve molto alla poesia e che diventa attuale quando manifesta la crisi morente di una generazione..."

Enrica Simonetti, La Gazzetta del Mezzogiorno

Cosa sei stata per me, Léontine?
Un reagente. Tu hai smosso un equilibrio che pigramente
m’ero costruito e la vita artificiosa, appagante, la tana del mio letargo emotivo,
l’ho improvvisamente vista nella sua luce e dimensione vera.

Un amore clandestino e proibito, che si consuma come un dono inaspettato e rischia di travolgere la consolidata routine di due amanti non più adolescenti. 
Piergiorgio è un medico affermato, sposato e padre di una figlia quindicenne; Léontine, per tutti Lea, è invece single, una donna non bellissima, ma sensuale, intrigante, con una leggerezza che cattura. Si incontrano a una festa, nel giardino silenzioso di una vecchia masseria, mentre all’interno gli invitati ballano, chiacchierano e ingannano le proprie solitudini nell’alcol. Si scoprono amanti davanti ai quadri di De Nittis, parlano attraverso la musica e le poesie, giocano con un destino che li fa perdere e ritrovare. Fino a un epilogo inaspettato, sorprendente come solo la vita sa essere. 

RAFFAELLO MASTROLONARDO è nato a Bari. Ha pubblicato la raccolta di poesie Emozioni e i romanzi Gente del Sud La scommessaLettera a Léontine è diventato un caso editoriale, conquistando l’interesse dei lettori in Italia e all’estero. 

Bolero nella villa dei vecchi
di Fatos Kongoli

Uno dei migliori romanzi in lingua albanese di questi ultimi anni, un’opera che invita a un dibattito sull’emancipazione

GAZETA SHQIPTARE

 
PP. 208 – Prezzo 16,00 €
Traduzione di Marcello Palestina e Luigi Ruggeri
ISBN 9788836290499

Amico mio, ti chiedo perdono per non aver risposto alle lettere che mi invii regolarmente da molti mesi. Speravo che tu avresti capito da solo la ragione del mio silenzio. Infatti, tu la conosci, la conosciamo entrambi, non mi dilungherei su questo.
Se ci tieni, sono pronta a ricominciare. 

Parashqevi lavora come infermiera in un ospedale di Tirana. La sua è l’esistenza triste e solitaria di una donna che si considera inclusa nella categoria delle bruttine. Dalla sua vita grigia e segnata da un passato pieno di eventi tragici (sullo sfondo dei moti del 1997 in Albania), non si aspetta ormai grandi cose. 
Per questo motivo, quando un giorno il suo capo le presenta un uomo ricco e influente alla ricerca di una persona di fiducia che si occupi degli anziani genitori, lei accetta. Da quel momento, e per quattro lunghi anni, vivrà nella villa dei vecchi, in una sorta di universo chiuso che rappresenta una dimensione altra rispetto al mondo esterno. Qui, nella casa del signor Irfan e della signora Firdus, a scandire il tempo ci sono i battibecchi fra i due anziani coniugi, le loro stranezze e le lettere che si scambiano per comunicare da un piano all’altro, lettere che scompaiono senza lasciare traccia. Misteriose come la musica del Bolero di Ravel, un altro tassello del linguaggio segreto e spesso indecifrabile che caratterizza il legame fra i due vecchi. 

FATOS KONGOLI è tra i maggiori esponenti della letteratura albanese contemporanea, definito dalla stampa francese “una miscela di Samuel Beckett e Fëdor Dostoevskij”. Ha lavorato a lungo come redattore presso la casa editrice Naim Frasheri di Tirana. Dal 1998 si dedica esclusivamente alla scrittura. 
Per tre volte vincitore del Premio Nazionale del Ministero della Cultura d’Albania come miglior prosatore (1995, 2000, 2002) e del Premio Nazionale “Velia” (2000), nel 2002 ha vinto il Premio Internazionale “Balkanika” con il romanzo Ëndrra e Damokleut, tradotto in Italia con il titolo Il sogno di Damocle e uscito per Besa. I suoi romanzi sono stati tradotti in dieci lingue. In Italia, oltre a Il sogno di Damocle, sempre per Besa sono usciti anche Il drago d’avorio L’ombra dell’altro

Lo scrittoio e il proscenio
di Piero Gobetti


Scritti letterari e teatrali a firma di uno dei massimi intellettuali antifascisti

 
PP. 260 – Prezzo 20,00 €
A cura di Guido Davico Bonino
Con uno scritto di Carlo Dionisotti
ISBN 9788836290307

C’è un dato, quando si pensa a Piero Gobetti, che non cessa di stupirci e di accenderci, ogni volta, di ammirazione: la sua opera, prodigiosa per varietà di interessi e vastità di orizzonti, si esprime tutta, come una fiammata, nel giro di sette anni: dal novembre 1918, a pochi mesi dall’uscita dal liceo Gioberti di Torino, quando fonda la sua prima rivista, «Energie Nove», a quando, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio ’26, muore a Parigi in una clinica della Avenue Victor Hugo.

Dall’Introduzione di Guido Davico Bonino

Lo scrittoio e il proscenio. Scritti letterari e teatrali raccoglie un’argomentata e ampia antologia di interventi a firma di Piero Gobetti, grande intellettuale e pensatore politico, prematuramente scomparso per mano del regime fascista. 
Attraverso le tre riviste dirette e fondate nell’arco di sette anni – dal novembre 1918 al febbraio 1926 –, Gobetti interviene sui nodi cruciali dell’attività letteraria e editoriale italiana: il vocianesimo, il futurismo, la “scoperta” dei narratori russi e degli scandinavi. Succeduto come critico teatrale ad Antonio Gramsci sul torinese «Ordine Nuovo», riflette poi sulla tirannia dei primattori come il positivista Ermete Zacconi, su Pirandello e i grotteschi, offrendo inoltre una precoce valutazione del teatro francese di ricerca, da Paul Fort a Lugné-Poe e Antoine.
Il volume, a cura e con un’ampia introduzione di Guido Davico Bonino, già docente di Storia del Teatro all’Ateneo torinese, si chiude con uno scritto di Carlo Dionisotti. 

PIERO GOBETTI (1901-1926) è stato un intellettuale antifascista. Giornalista, filosofo, editore e traduttore, ha fondato e diretto le riviste «Energie Nove», «La Rivoluzione liberale» e «Il Baretti». 

Consigli ai giovani scrittori

di Charles Baudelaire


L’ironia e il genio di Baudelaire
in un insolito manuale di scrittura 

 
PP. 72 – Prezzo 14,00 €
Traduzione e cura di Giuseppe Di Costanzo
ISBN 9788836291151

“L’ispirazione è indubbiamente la sorella del lavoro giornaliero.
Questi due contrari non si escludono
più di tutti i contrari che costituiscono la natura”.

In un momento in cui si moltiplicano le cosiddette scuole di scrittura creativa, e di conseguenza anche i libri pieni di “consigli” rivolti a chi vuol cominciare a scrivere, può essere utile rileggere questo agilissimo saggio, tuttora estremamente godibile, disseminato di osservazioni folgoranti e arricchito dalla ben nota, crudele ironia baudelairiana.

CHARLES BAUDELAIRE (Parigi, 1821-1867) è considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo. Esponente chiave del Simbolismo, grande innovatore del genere lirico e anticipatore del Decadentismo, buona parte del suo pensiero e della sua poesia affonda le radici nella modernità e si caratterizza per l’alternarsi di passioni contrastanti. Oltre che poeta, Baudelaire è stato critico, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore dal francese.

Le fiabe felici

di Oscar Wilde


Fiabe per bambini e adulti,
che educano e divertono
senza cedere alla retorica

 
PP. 160 – Prezzo 15,00 €
Traduzione di Viviana Carpifave
ISBN 9788836290437

“Che ne pensi del Topo?” chiese l’Anatra al Fanello, rientrando dalla sua nuotata. “Ha molte buone qualità, ma io sono madre e non posso vedere uno scapolo incallito
senza farmi venire le lacrime agli occhi”.
“Credo di averlo irritato”, rispose il Fanello, “e questo perché
gli ho raccontato una storia che contiene una morale”.
“Oh, per carità!” esclamò l’Anatra. “Fare della morale è sempre molto pericoloso”.
Per quanto mi riguarda la penso esattamente come lei.

Questo volume raccoglie due gruppi di fiabe (datati rispettivamente 1888 e 1891) che Wilde scrisse per i suoi figli, con l’obiettivo non solo di divertirli, ma soprattutto di educarli a valori universali quali l’amore, l’amicizia, la giustizia, il rispetto della diversità, la devozione e la compassione.
In questi nove piccoli capolavori estremamente attuali, Wilde unisce la morale cristiana (cui si avvicinò nell’ultima parte della vita) al suo genio incline al paradosso e all’umorismo, polemico nei confronti della società del tempo, ironico e talvolta malinconico.
Re, regine, incantesimi e profezie, piante e animali con caratteristiche umane, sirene, nani, pastori e mendicanti che scoprono di avere nobili origini, maghi e perfide streghe che influenzano il destino degli uomini ma nulla possono contro la forza del vero amore, sono elementi che Wilde riprende dal repertorio classico e reinterpreta in maniera originale, sotto la lente di uno sguardo disincantato sul mondo. Il risultato sono racconti che divertono e fanno riflettere, rivolgendosi sia ai bambini che agli adulti, sempre lontano dalla retorica. Perché, come dice Wilde, “le fiabe non sono solo per i fanciulli, ma per persone dall’animo fanciullesco d’età compresa fra gli otto e gli ottant’anni”.

OSCAR FINGAL O’FLAHERTY WILLS WILDE (Dublino 1854-Parigi 1900), commediografo, saggista, poeta, novellista e romanziere nell’Inghilterra vittoriana, si distinse per la costante quanto aspra critica della buona società inglese e della sua morale bigotta, diventando punto di riferimento della vita artistico-mondana londinese. Fra le opere dell’autore, nel 2016 per Besa è uscita una raccolta di Aforismi.

Un vasto paesaggio deserto
di Kjell Askildsen


Uomini alle prese con la solitudine,
in una raccolta di storie
dallo stile raffinato e iperrealista

 
PP. 104 – Prezzo 14,00 €
Traduzione di Danielle Braun Savio 
ISBN 9788836290406

Dopo qualche tempo, in casa tutto tacque. Gli occhi mi si chiusero da sé e io vidi il grande paesaggio deserto, quello la cui vista è come una fitta di dolore, perché è troppo deserto e troppo grande, come se fosse sia dentro che fuori di me. 

Sette racconti che mettono al centro altrettanti personaggi maschili alle prese con la propria solitudine, fisica quanto esistenziale. Una solitudine vissuta come imposizione, ma anche gelosamente custodita quale irrinunciabile presupposto di libertà e nascosta dietro la maschera che cela i pensieri più intimi. 
Un vasto paesaggio deserto si caratterizza per uno scenario iperrealista, che porta in luce i più piccoli particolari dell’ambientazione in cui si muovono i protagonisti. Il ritmo del narrato, inizialmente quasi languido, si sviluppa man mano in un crescendo erotico, per poi ricadere in un’impalpabile melanconia.

KJELL ASKILDSEN è nato nel 1929 a Mandal, in Norvegia. Vincitore di numerosi premi letterari, fra cui il Piccolo Nobel, è considerato uno dei massimi autori nordici di racconti. La critica norvegese lo ha definito “minimalista, artista in filigrana, musicista da camera letterario”. Un vasto paesaggio deserto è la sua prima opera tradotta in italiano.

Fiabe albanesi
di Virgjil Muçi
 


Una finestra su miti e leggende
di un popolo orgoglioso

 

PP. 168 – Prezzo 15,00 €
Traduzione di Dritan Çela
ISBN 9788836290482

C’era una volta un ragazzo orfano che si chiamava Marash. Oltre alla vecchia mamma, a casa, Marash in questo mondo non aveva nessuno ed era povero in canna. Un giorno decise di emigrare e di cercare il Destino. Comunicò questa notizia alla madre, ma la povera vecchia non gli dava retta e non voleva assolutamente lasciare il figlio a prendere le vie infinite del mondo. Marash però aveva già deciso e non diede ascolto alle sue suppliche e ai suoi scongiuri.

Le Fiabe albanesi di Virgjil Muçi aprono una finestra su miti e leggende di un popolo orgoglioso, che nei secoli ha dovuto combattere contro potenti eserciti stranieri, contro la povertà e l’oscurantismo. 
Di fronte al lettore prende forma un mondo abitato da esseri soprannaturali: draghi, fate, streghe, gnomi e altri personaggi fiabeschi, ma anche monarchi, principi, semplici contadini, briganti e pescatori che danno vita a storie di miracoli, gesta eroiche e avventurose peregrinazioni.
Un repertorio di racconti piacevolissimi, con la realtà che si mescola al potere della fantasia creando un universo fiabesco e ingenuo, in cui convivono umano e soprannaturale. La scrittura, semplice ed efficace, è arricchita da simbolismi e allegorie. 

VIRGJIL MUÇI è nato a Tirana nel 1956. Narratore, poeta, giornalista, critico letterario e cinematografico, ha dato un contributo significativo anche nel campo della traduzione, traducendo autori come Sontag, Lindgren, Bukowski, Albahari, Rothschild, Dickens e Christie. Per Besa ha già pubblicato Streghe (2015) e La piramide degli spiriti (2019).

Favole e leggende dell'Istria

di Giacomo Scotti



Un viaggio nel folclore istriano,
fra donne un po’ fate e un po’ streghe

 
PP. 256 – Prezzo 18,00 €
ISBN 9788836290284

C’era una volta una ragazza che non era nata da madre e padre, ma era stata creata dalle fate con la neve raccolta in una grotta senza fondo. Una volta portata all’aperto, la neve era stata illuminata dal Sole, animata dal Vento, ed era nata la bambina.

Le leggende dell’Istria sono interessanti per molteplici motivi e principalmente per la loro capacità di scavare nell’immaginario autoctono istriano fornendo al lettore una panoramica dello spirito del luogo e della sua memoria antica e sempre nuova. Come in tutte le culture popolari, le figure mitiche che accompagnano il “viaggio” attraverso le leggende sono da considerarsi una sorta di specchio e al tempo stesso di buco nella serratura attraverso cui sbirciare nella psicologia che ha determinato origini ed evoluzioni del folclore locale. Questa raccolta a firma di Giacomo Scotti è anche un richiamo alla società matriarcale in Istria, un luogo dove la donna è una figura predominante, un po’ fata e un po’ strega.

GIACOMO SCOTTI, originario di Napoli e spostatosi in Istria nel 1947, ha pubblicato numerose opere legate al mondo dell’infanzia e della favolistica, soprattutto di area balcanica. Per Besa sono usciti i due volumi di Favole e leggende dai Balcani (2017), Favole e leggende dall’Est Adriatico (2018), Gli animali parlanti. Favole di autori serbi in versi e in prosa (2018, con una favola dello scrittore Premio Nobel Ivo Andrić), Favole e racconti popolari ungheresi (2019). Sempre per Besa l’autore ha firmato le opere di saggistica Un frate con li turchi. Un religioso italiano del ‘600 in viaggio nei Balcani (2019), Si chiamava Jugoslavia. Viaggi nei Balcani occidentali dall’Istria alla Macedonia (2020) e La città contesa. Fiume 1918-1924. Un lustro e più di lotte e rivolte (2020). 

100° Anniversario della nascita
di FEDERICO FELLINI (1920 - 1993)

La strada

di Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi



Tratto dalla sceneggiatura
dell’omonimo film di Federico Fellini

 
PP. 120 – Prezzo 14,00 €
ISBN 
9788836290017

Una strada animata dal vociare di giocolieri, prostitute, clown. Un'umanità potente e anarchica, colta nel passaggio dal secondo dopoguerra agli anni del miracolo economico, come sospesa in un tempo onirico, straniante, eppure a noi familiare. Donne e uomini violenti, crudi, talora dolcissimi, che già annunciano - e ingenuamente denunciano - l'arrivo ormai imminente dell'omologazione.
Tratto dalla sceneggiatura dell'omonimo film di Federico Fellini, cui collaborò anche Ennio Flaiano, La strada si colloca al crepuscolo del Neorealismo e ritrae personaggi-metafora di raro e commovente nitore introspettivo. 

TULLIO PINELLI (1908-2009) è stato autore teatrale (Lo stilitaLa pulceI Padri EtruschiGorgonioIl ciarlatano meravigliosoLa sacra rappresentazione di Santa Marina), soggettista e sceneggiatore cinematografico. Ha lavorato con i maggiori registi italiani, da Rossellini a Lattuada, da Germi a Monicelli e Fellini, in film tra i più significativi del cinema mondiale, come La stradaLe notti di CabiriaLa dolce vitaOtto e 1/2. Ha esordito come narratore nel 1998 pubblicando La casa di Robespierre. Fra le opere dell’autore, per Besa sono usciti anche Le notti di Cabiria e Innamorarsi.

BERNARDINO ZAPPONI (1927-2000) nel dopoguerra ha collaborato da giornalista al “Marc’Aurelio”, apprendendovi la tecnica umoristica. Fondatore della rivista “Il Delatore” e autore di diversi libri (GobalTrasformazioniIl mio Fellini), ha lavorato come sceneggiatore con alcuni tra i più interessanti registi italiani, quali Risi, Monicelli, Scola, Argento, Soldati, Del Monte, Caprioli e Brass. Inoltre, ha collaborato con Fellini nelle pellicole Tre passi nel delirioSatyriconBlock notes d’un registaI clownsRomaCasanovaLa città delle donne.

100° Anniversario della nascita
di FEDERICO FELLINI (1920 - 1993)

Innamorarsi

di Tullio Pinelli



Tre piccole perle narrative dalla penna del celebre sceneggiatore di Fellini 

 
PP. 72 – Prezzo 14,00 €
Prefazione di Guido Davico Bonino
ISBN 
9788836290062

Dalla finestra aperta, attraverso le persiane, giungevano nella calda penombra della stanza i musicali rumori del pomeriggio estivo, il lento sciacquio delle onde sulla battigia, una voce di donna, il pianto lontano di un bambino e in quella dorata penombra Guido conobbe la profondità dell’amplesso, non mai disordinato o violento, ma di totale e voluta dedizione. 

Una raccolta di tre splendidi racconti firmati dallo sceneggiatore di Federico Fellini. In La foresta si narra di un bambino, Giannetto, che vive in un castello dove trascorre la fanciullezza cercando di colorare la realtà con un po’ di magia. In Chi sei?, invece, Pinelli si sofferma sulla figura di Gesù Cristo e su un grande interrogativo della teologia: perché proprio lui, un falegname, fu scelto da Dio come profeta e specchio stesso della sua essenza?
Innamorarsi, il racconto che dà il titolo al volume, è incentrato sull’amore di Guido per Irene, una donna bruna e seducente, di cui il protagonista si invaghisce perdutamente, tanto da lasciare la sua storica fidanzata e con lei le abitudini di una vita monotona e grigia.
Un libro dolce e intenso, con lo stile proprio di uno scrittore che sa dipingere il complesso mondo dei sentimenti umani.

TULLIO PINELLI (1908-2009) è stato autore teatrale (Lo stilitaLa pulceI Padri EtruschiGorgonioIl ciarlatano meravigliosoLa sacra rappresentazione di Santa Marina), soggettista e sceneggiatore cinematografico. 
Ha lavorato con i maggiori registi italiani, da Rossellini a Lattuada, da Germi a Monicelli e Fellini, in film tra i più significativi del cinema mondiale, come La stradaLe notti di CabiriaLa dolce vita8 e 1/2. Ha esordito come narratore nel 1998 pubblicando La casa di Robespierre

Riti misterici ed esoterismo
nella musica meridionale

di Gennaro Avano


L’analisi di un complesso panorama culturale che attribuisce alla
musica proprietà taumaturgiche 

 
PP. 176 – Prezzo 16,00 €
ISBN 
9788836290086

[…] per l’uomo primitivo il mondo è fondamentalmente avverso e la musica è il rituale di armonizzazione cosmica. Il suono evocativo è peculiare di questa prima età della società umana, dei primi consorzi civili, che è detta età degli dei. Essa perciò trova origine in una fase in cui regna incontrastato il dominio dei sensi e della fantasia. 

Un excursus nel mondo della musica e della cultura meridionale sulla scorta di un leitmotiv, un filo rosso che attinge a una concezione trascendente secondo cui il suono sarebbe dotato di qualità taumaturgiche tali da lenire molti mali di natura psichica o spirituale.
Dalla lirica al ludo, dalle “architetture sonore” all’esoterismo barocco del madrigale, passando per l’opera buffa settecentesca, simbolica ed evocativa, fino alla musica popolare, questo modo di intendere il suono attraversa nella cultura meridionale epoche e generi differenti, attribuendo alla musica un carattere esoterico e simbolico.
Gennaro Avano indaga un complesso panorama culturale che vede la musica assurgere a rituale di “armonizzazione cosmica” attraverso cui “addomesticare” un mondo dominato da forze avverse, o addirittura fa coincidere l’origine del cosmo con un “evento sonoro”.

GENNARO AVANO, nato nel 1971 e originario di Napoli, insegna al Liceo Artistico di Fermo. Artista visivo e musicista, formato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, al Conservatorio di Avellino e all’Università di Bergamo, è impegnato da anni in una ricerca sulla cultura del Meridione d’Italia. Ha pubblicato Tracce per una storia delle arti duosiciliane (2006) e La minestra è maritata. Ritratto storico della gastronomia meridionale (2016). Per Besa nel 2018 è uscito Letteratura gastronomica del Meridione d’Italia

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