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Besa Muci Editore
NEWS 2/2021
NOVITÀ IN LIBRERIA

Il nastro rosso

di Janja Vidmar

Da una delle più importanti scrittrici
slovene per ragazzi, la storia di una bambina testarda e coraggiosa, alla ricerca della sua identità e della verità sulla sua famiglia

PP. 160 – Prezzo 14,00 €
Traduzione di Lucia Gaja Scuteri
Illustrazioni di Maria Castellana
ISBN 9788836291397

NUOVA COLLANA RENDEZ-VOUS
Dedicata ai giovani lettori, porta in Italia le opere
più interessanti degli scrittori dei Balcani e del mondo

ROMANZO VINCITORE DEL RICONOSCIMENTO ZLATA HRUSKA,
PROMOSSO DAL CENTRO PER LA LETTERATURA PER L’INFANZIA DELLA BIBLIOTECA CIVICA DI LUBIANA, E DEL PREMIO DESETNICA DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI SCRITTORI SLOVENI

«Lo sai vero che in realtà io non lo penso davvero
che non sei una di noi...» disse poi, con voce titubante.
«In realtà io non lo so di chi sono, se una di noi o una di loro».
«Tu sei la principessa rom che sconfigge la paura!» esclamò in tono deciso Pužo.
Raccolse una pietra. La scagliò contro un albero.
«Ma la sconfiggo solo nella vištorja» lo corresse. «In realtà io ho paura lo stesso»

Il nastro rosso è la storia di Kebarì, Kedi per la sua famiglia, una bambina che ama la lettura, va volentieri a scuola, ma ha difficoltà a scrivere e questo la porta a scontrarsi spesso con la maestra. Il suo nomignolo, Kedi, nella sua lingua, la lingua rom, significa leggere e il suo papà ogni sera le racconta una storia diversa. Un giorno però lui scompare e nessuno le vuole dire che fine abbia fatto. La vita prosegue come al solito, tra le incomprensioni con la mamma e la maestra, ma Kedi vuole a tutti i costi ritrovare il suo amato papà. Quando scopre che egli in realtà si trova in prigione, vuole a tutti i costi liberarlo, ma il progetto si rivela meno facile del previsto: nessuno sembra infatti poterla aiutare... 

JANJA VIDMAR (Ptuj, 1962) è una delle più note e prolifiche autrici slovene di letteratura per l'infanzia e per ragazzi. Dal 1995 a oggi ha pubblicato più di cinquanta tra romanzi e racconti. La maggior parte delle sue opere ruota attorno a temi difficili e argomenti tabù della società contemporanea slovena che riguardano la vita dei ragazzi, come il dramma della discriminazione sessuale, sociale e religiosa, la xenofobia, la violenza domestica, i disturbi del comportamento alimentare e l’incomprensione con gli adulti e i coetanei. Per l’importanza dei temi trattati e lo stile scorrevole, appassionante e coinvolgente dei suoi testi, ha vinto vari premi letterari sloveni e internazionali. La mia Nina (Moja Nina), uscito in Italia nel 2007, nel 2010 è stato selezionato dall’IBBY Documentation Centre for Young People with Disabilities, nell’ambito del progetto Important Books for Young People with Special Needs.

LA DISPUTA SUL RAKI
e altre storie di vendetta

di Fabio M. Rocchi


Nell’Albania dei primi anni Venti del nuovo millennio, storie di personaggi divisi fra rabbia, istinto e calcolo 


PP. 192 – Prezzo 15,00 €
ISBN 9788836291403

Ci sono storie su cui si può passare sopra. Altre invece restano aperte,
come quelle ferite che non sanno guarire fin quando la carne non muore. 

«La voce di Fabio Rocchi sa perdersi e ritrovarsi in un territorio indefinito
dove i personaggi lottano ancora tra passato e futuro, confermando quella
dicotomia tra i cicli del tempo che sorpassa le esperienze umane.
Invisibile s’immerge nel loro quotidiano, a volte delicato altre spietato, e ci racconta il mutamento di un popolo, in un nuovo scenario dove essere è avere e in cui la nuova identità si sgretola tra tradizione e modernità, cercando ancora la sua strada. 
Rocchi non ha paura di ferire, perché in qualche modo
legittimato dall’intrinseca appartenenza a un luogo».

Anilda Ibrahimi

Nell’Albania dei primi vent’anni del nuovo millennio, i personaggi di questi dieci racconti si contendono la scena divisi fra istinto e calcolo. La rabbia li porta a voltarsi indietro, mentre la ragione e la comprensione del nuovo li spinge in avanti.
In quanti modi può essere declinato un sentimento tanto antico e potente come quello della vendetta?

FABIO M. ROCCHI è nato a Firenze ma vive e lavora a Tirana. Dopo un dottorato in Tecniche di analisi del testo letterario a Siena ha fatto impresa per tredici anni in un campo del tutto diverso da quello della sua formazione: il web marketing.
Ha pubblicato articoli in riviste specialistiche, occupandosi di critica tematica e delle figure genitoriali nel romanzo italiano tra Otto e Novecento. Altre sue analisi sono state dedicate alle opere di Robert Walser, Paolo Volponi, Federigo Tozzi, Ezio Sinigaglia, Anilda Ibrahimi e Ornela Vorpsi. 
Nel maggio del 2019 ha deciso di tornare a studiare e a scrivere. Oggi è docente a contratto di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Tirana.

Favole e leggende
dall'Est Adriatico

di Giacomo Scotti


Un viaggio nel folclore balcanico, scrigno di leggende e magia che conquista grandi e piccini


PP. 216 – Prezzo 16,00 €
ISBN 9788836291298

L’indomani il principe riprese il viaggio, raggiunse una terza città e lì s’imbatté casualmente nella sua terza sorella, l’ultima della famiglia imperiale, sposatasi con uno sconosciuto. Suo marito era il re del mare, rivelò. Fino a mezzanotte era un uomo, dopo quell’ora si trasformava in un enorme pesce volante, insomma un mostro che nuotava nel mare e volava oltre le nuvole. Il re del mare consegnò al cognato un pezzettino della sua pinna dorsale, e gli disse:
“Ti servirà in caso di pericolo. Bagnala con l’acqua, ed io sarò subito
al tuo fianco con il mio esercito”.

L’ampio orizzonte geografico dei paesi affacciati sull’Adriatico dell’Est è uno scrigno leggendario pieno di tesori nascosti fatti di tradizioni, fantasia e magia, come nel repertorio dei migliori cantastorie. In queste terre che anche dopo la dissoluzione della Jugoslavia vedono convivere gli slavi con minoranze ungheresi, romi, albanesi, slovene, italiane e di altre comunità linguistiche ed etniche, Giacomo Scotti raccoglie favole e leggende, le traduce e le riscrive a suo modo, pur conservandone la trama originale. 
Divisi in cicli tematici, i racconti di questo libro narrano della creazione del mondo, della nascita di laghi e città, di erbe e frutti magici, di incantesimi e trasformazioni, di luoghi di mare, isole e litorali adriatici, facendoci incontrare fate, orchi, briganti e giganti, uomini buoni e cattivi, insieme a draghi, principi e principesse, imperatori e matrigne. 
Un viaggio nel mondo balcanico all’insegna dell’immaginazione, per bambini e adulti, nipoti e nonni che amano la bellezza antica delle favole dal linguaggio semplice e profondo.

GIACOMO SCOTTI, originario di Napoli e spostatosi in Istria nel 1947, ha pubblicato numerose opere legate al mondo dell’infanzia e della favolistica, soprattutto di area balcanica. Per Besa sono usciti Favole e racconti popolari ungheresi (2019), Favole e leggende dell’Istria (2020), Favole e leggende dai Balcani (2020), Fiabe degli zingari dei Balcani (2020), Gli animali parlanti. Favole di autori serbi in versi e in prosa (2021). Sempre per Besa l’autore ha firmato le opere di saggistica Un frate con li turchi. Un religioso italiano del ‘600 in viaggio nei Balcani (2019), Si chiamava Jugoslavia. Viaggi nei Balcani occidentali dall’Istria alla Macedonia (2020) e La città contesa. Fiume 1918-1924 (2020).

Binario morto
di Edoardo Angelino


Opera vincitrice del
Premio Franco Fedeli 

miglior romanzo poliziesco italiano


PP. 160 – Prezzo 14,00 €
ISBN 9788836291649

Il cadavere giaceva prono sul sentierino, tra la ghiaia della massicciata
e il muro di sostegno di un cavalcavia.

– L’ha trovato alle otto e dieci il manovratore Torchio – spiegò il sottufficiale
della PolFer. – Era in ritardo e ha tagliato di qui per arrivare allo scalo merci.
Non lo ha toccato nessuno.

Pautasso si inginocchiò accanto al morto.
– Chi è? – chiese.
– Rossi Cesare – rispose il brigadiere. – Capotreno, di anni trentacinque.
Celibe. Lo conoscevano tutti, qui in stazione.

Piemonte, 1948. Nello scalo merci della stazione ferroviaria viene trovato il cadavere di un capotreno fascista. L’indagine è affidata al commissario Pietro Contini e porta in carcere un gruppo di ferrovieri comunisti. Il loro arresto fa salire la tensione in città e provoca duri scontri tra polizia e manifestanti di sinistra. 
Mentre le autorità vorrebbero strumentalizzare il caso in vista delle imminenti elezioni e cogliere l’occasione per vietare un comizio di Togliatti, Contini è poco convinto della colpevolezza degli indiziati e segue altre piste. Sempre più osteggiato dai superiori, il commissario porta avanti con testardaggine la sua inchiesta, fino a far riaffiorare un passato che molti vorrebbero dimenticare. 
Costruito secondo i canoni del giallo tradizionale, Binario morto corre verso la scoperta del vero colpevole, in un finale che ha il sapore di una sottile vendetta. 

EDOARDO ANGELINO è nato ad Alessandria nel 1950 e vive ad Asti. Ha esordito nel 1995 con L’inverno dei mongoli, edito da Einaudi, romanzo vincitore del Premio Berto come miglior esordiente e finalista al Premio Alassi. 

Poezi arbëreshe
di Mario Calivà

La voce dei luoghi e quella dei sentimenti
in una raccolta che narra sogni, dolori,
fatiche fra valli e montagne


PP. 80 – Prezzo 14,00 €
Edizione bilingue arbëreshe/italiano
Postfazione di Valbona Jakova
ISBN 9788849712247

La raccolta di poesie arbëreshe di Mario Calivà è, secondo diverse declinazioni, un paesaggio che s’incarna. Una sequela di luoghi e di momenti che prendono corpo e sostanza, cioè raccontano attraverso le modulazioni della notte e del giorno, della luce e del buio di un paesaggio invisibile, di un paesaggio interiore e privato che viene specchiato o deformato da quello esteriore ed estraneo e d’altra parte familiare. Le molteplici epifanie di valli e di monti, di lune e di sere che la parola mette in scena appaiono come la maniera più immediata di dare vita icastica ai moti del dolore e della sorpresa, ai confini sempre labili del sogno e dell’amore che si mostrano sotto le spoglie di fenomeni e di accadimenti visibili.
 
Dalla Prefazione di Giovanni Greco
Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico” di Roma

Leggere questi versi è come guardare un documentario o come leggere una guida che parla di questi paesaggi, delle montagne, delle nuvole, del vento, dei fiori e della forza che essi hanno di riflettere i sentimenti. Sogni, dolori, fatiche, amori sparsi qua e là sono gli orizzonti che il poeta scorge, ascolta, percepisce. Percezioni sublimate dalla lingua del cuore, degli affetti, della quotidianità: l’arbëresh. La lingua materna che Mario Calivà eleva a lingua letteraria con grande efficacia mantenendone allo stesso tempo la genuinità e la spontaneità: operazione non del tutto scontata e che il poeta riesce a compiere senza essere didascalico. Eppure i suoi versi servono l’identità arbëreshe forse più di qualsiasi iniziativa con finalità didattiche. Ogni conterraneo di Mario Calivà e che oggi vive lontano come me e come tanti, non può che ringraziarlo per avergli fatto risentire attraverso i suoi versi i profumi, rivedere i luoghi, rivivere sensazioni della terra in cui è nato.

Dall’Introduzione di Gaetano Gerbino

MARIO CALIVÀ, drammaturgo, poeta e scrittore arbëresh, attualmente vive a Piana degli Albanesi. Ha pubblicato le sillogi poetiche PercezioniLa luce dei punti lontaniReading Poetico Oltre l’oblio della voce. Nel 2017 è uscito Portella della ginestra. Sedici sopravvissuti raccontano la strage. In Kosovo e Albania nel 2018 esce Rrëmbyesi dhe Ara, un dramma e un monologo in lingua albanese. Dal 2012 porta in scena le sue opere teatrali in lingua arbëreshe. Ha lavorato presso la redazione romana di Rai Cultura. Per Besa nel 2020 ha pubblicato inoltre Le leggi razziali e l’ottobre del 1943 Nostalgjia.

CORPO PRESENTE
TRUP I PRANISHËM

di Gëzim Hajdari


Versi attuali e universali nella penna del massimo poeta albanese vivente


Edizione bilingue italiano/albanese
Postfazione di Armando Gnisci
PP. 144 – Prezzo 15,00 €
ISBN 9788836291656

Corpo presente è il primo libro translingue nel percorso poetico di Gëzim Hajdari e fu pubblicato per la prima volta nel 1999 a Tirana. Rileggerlo in questa nuova edizione consente di comprendere meglio il percorso annunciato allora e portato avanti fino a oggi dal poeta. Un poeta, Hajdari, finalmente del nostro tempo, che opera nel presente, in Europa e viaggiando nel mondo.

GËZIM HAJDARI è il massimo poeta albanese vivente e uno dei maggiori poeti contemporanei. È nato in una famiglia di ex proprietari terrieri i cui beni sono stati confiscati durante la dittatura comunista di Enver Hoxha. Nel corso della sua intensa attività di esponente politico e di giornalista d’opposizione in Albania, ha denunciato pubblicamente i crimini della vecchia nomenclatura comunista di Hoxha e dei regimi post-comunisti. Bilingue, scrive in albanese e in italiano. Per Besa ha pubblicato Evviva il canto del gallo nel villaggio comunistaMaldiluna / DhimbjeheneSpine nere / Gjemba te zinjStigmate / VragëI canti dei nizamMuzunguPeligòrga e tre raccolte di Poesie scelte (l’ultima nel 2021).

Per informazioni sull'acquisto dei libri
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Via Duca degli Abruzzi, 13
73048 Nardò (LE)
Tel. +39 366.9937211


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