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Facciamo che... 
Cari amici, vi scrivo così mi distraggo un po'. Quest'oggi lo faccio dal giardino di casa, con un filo di vento alle spalle e i trattori che mi passano a fianco.  Ah che bella la provincia! È venerdì ed evidentemente dobbiamo ancora scoprire quali penitenze non abbiamo ancora scontato su questa Terra per arrivare al 31 di luglio (come ogni anno) sommersi di lavoro, scartoffie, mail da inviare e inventari da fare. La settimana scorsa mi ero detta "No,  quest'anno voglio chiudere serena, senza acqua alla gola". Le ultime parole famose: se tutto va bene e se riuscirò a vedere la luce in fondo al tunnel, magari potrò considerarmi "mezza in vacanza" da martedì. Ma chissà, non voglio essere così ottimista. Ad ogni modo, sono qui per congedarvi tutti e darvi il mio più sentito buone vacanze come se fosse l'ultimo giorno di scuola, senza tenerci incollati agli smartphone, che già fa caldo e le batterie si surriscaldano assieme ai nostri cervelli. E sono anche qui per intimarvi di continuare a usare le mascherine, perché "non ce n'è Coviddi", ma neanche tanto buon senso.

Luglio per me è stato un mese molto pesante e non ne ricordavo uno così dal 2016, quando dovevo consegnare la tesi e con 40 gradi all'ombra scrivevo di Mario Draghi e linguaggio politico (pacca sulla spalla per me perché io davvero non ho idea di come e dove abbia trovato la forza!). Quest'anno la storia si ripete, ma con un lockdown sulle spalle è il doppio della fatica. Comunque non voglio stare qui a tediarvi con le mie ansie da dottoranda, ma farò solo qualche riflessione al volo da leggere sotto l'ombrellone e con un bel Mojito gocciolante in mano. 

Dicevo che questo mese di luglio è stavo davvero molto pesante, ma il lato positivo è che in queste ultime settimane ho imparato (di nuovo) a dire NO. Eccetto gli anni da infante in cui i miei genitori provavano a rifilarmi i Fruttolo a tutti i costi (e io prontamente rifiutavo l'intruglio sputando tutto copiosamente in faccia), erano anni che non riuscivo più a dire no, grazie. Mi sono resa conto che fino all'anno scorso avrei detto di sì a qualsiasi cosa, proposta o richiesta, come se avessi avuto qualcosa da perdere o un planning da seguire nella mia testa. Quasi peggio dell'orologio biologico. Non sono mai stata una persona troppo accondiscendente o facilmente manipolabile: in generale, ho sempre avuto la mia indipendenza di pensiero - e, anzi, la ritengo un elemento prezioso da preservare sempre - ma non so come e quando questo sia successo che per un periodo, forse anche abbastanza consistente, ho rinunciato alla libertà del NO. E averla riacquisita è stato uno dei regali più belli che potessi farmi. Perciò, l'unica cosa che mi sento umilmente di consigliarvi è dire NO: vi farà sentire meglio e non escludo che possiate avere una visione più chiara delle situazioni. E delle persone (tossiche).

Ma comunque. Questa è una ZITA! versione Summer Edition e quindi vado dritta al sodo con le notizie più importanti, per lasciarvi liberi di fare il bagno con i vostri amici, congiunti e affetti stabili. Dopotutto, io faccio fatica anche solo a leggere il gossip che mia cugina mi manda via WhatsApp, quindi perché io dovrei tediarvi così aggratise.
Dunque, here we go. 

In principio Dio creò il cielo e la terra e dopo quattro giorni e quattro notti il Consiglio europeo è riuscito a trovare un accordo sul famoso
Recovery Fund, nonostante il braccio di ferro (quanto piace dire così) dei Paesi frugali (Austria, Svezia, Olanda e Danimarca, a cui si è aggiunta anche la Finlandia durante le riunioni). Il Recovery Fund è un accordo storico perché per la prima volta l'Unione Europea emetterà debito comune e i governi nazionali hanno finalmente capito (forse) che siamo interdipendenti e ci si deve volere bene: così è la solidarietà. Insomma, habemus il Next Generation EU, come lo aveva proposto a maggio  Ursula von der Leyen: 750 miliardi è il piano da 390 miliardi a fondo perduto e 360 miliardi a prestiti. All'Italia spettano 209 miliardi circa: 81,4 miliardi di sussidi e 127,4 miliardi in prestiti. Non è poi così cattiva questa Europa, no? Nel frattempo, il Parlamento Europeo (co-legislatore sulle materie di bilancio insieme al Consiglio) ha già fatto sapere che non approverà a prescindere il bilancio che è uscito fuori dalla riunione del Consiglio europeo. E se volete sapere come la penso è giusto così. Per ulteriori approfondimenti trovate un po' di stories qui e qualche commento dall'ultima Night Live prima delle vacanze qui
Comunque la buona notizia è che sull'orribile termine frugale è intervenuta la Treccani

Se, poi, vi steste chiedendo perché, ancora una volta, Alexandria-Ocasio Cortez, fosse in tendenza qualche giorno fa su Twitter, date un'occhiata al suo discorso in Congresso in risposta al deputato Yoho che l'ha definita "puttana del cazzo": un discorso-manifesto da appendere ovunque. E, per restare in tema di modelli femminili, da leggere anche Angela Merkel, a capo della presidenza del semestre europeo fino a dicembre: un modello da seguire in Giappone.   

E vengo al Bonus Track. 
Ho inaugurato sul blog La Stanza di ZITA!, un ciclo di interviste per parlare insieme a professionisti, esperti e colleghi di comunicazione. In questa prima puntata ho avuto il piacere di fare due chiacchiere nella mia stanza virtuale con Benedetto Gerbasio, Digital Strategist e ideatore e fondatore di StrateCo, l’evento sulle strategie e tecniche di comunicazione. Da leggere perché ne vale davvero la pena! 

Insomma, il dono della sintesi non è il mio forte, penso lo abbiate capito. E quindi, prima che io inizi un altro Decamerone, mi sembra opportuno lasciarvi qui e facciamo che ci sentiamo a settembre, sempre qui sui vostri schermi. Per tutto il resto ci sentiamo dillà su Instagram. 

Buone vacanze e mi raccomando usate la protezione 
(e che Dio ci salvi dalle conferenze stampa al Papeete)

A settembre.

Baci digitali,
Elania ❤️
 
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Zita, punto e a capo · Roma · Roma, Italia 00100 · Italy

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