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Wait and See 
Nella top ten delle cose che mi mandano ai pazzi, gli inizi stanno al secondo posto (al primo ci sono i titoli degli articoli, mia rogna dei primi mesi da stagista in agenzia stampa). In principio era il verbo - chiaro sì - ma prima di arrivare al verbo si dovrà pur pensare a come declinarlo. Di solito questo mio psicodramma lo riverso anche nei bigliettini di auguri e congratulazioni in cui impiego tutti i miei neuroni per non scrivere le cose banali e scontate che scrivono tutti tipo "Che questo giorno possa essere per voi l'inizio di un percorso di felicità condivisa". È una fatica tirare fuori le parole giuste, chiedetelo a Joseph Gordon-Levitt in 500 giorni insieme, lui vi dirà sicuramente di più di quanto possa fare io in questa newsletter. 
E dunque amiche e amici naviganti, dopo essermi arrovellata in questa intro che intro non è, vi do il benvenuto in questo nuovo appuntamento, qui dove non si vendono cartoline di auguri, ma solide realtà che con il Coronavirus abbiamo ribattezzato new normal.  
 

Psicodrammi a parte, questo mese di maggio ci ha regalato tante nuove e belle cose e direi che la prima fra tutte da festeggiare è la libertà (io ve l'avevo detto: forza e coraggio che dopo aprile arriva maggio!). In questi mesi di clausura mi sono sempre chiesta Chissà come sarà quando ritorneremo ad uscire?, Ma c'era benzina nel motorino?, Il freno anteriore è quello a destra o a sinistra?. L'ordine delle domande è stato più o meno questo, ma quello mentale è ancora in fase di rodaggio, mentre faccio la conta rapidamente tipo celo celo manca prima di uscire, quando apro la porta e vado giù per le scale. Un po' è come entrare nel loop metti la cera, togli la cera e in genere si risolve con sì ho preso tutto, poi però l'incubo ricorrente di queste settimane è quello in cui sogno di trovarmi fuori senza mascherina in mezzo ad una folla immensa e puntualmente mi sento spacciata. Ma insomma, tutto sommato io questo Liberi Tutti lo sto prendendo bene. 

Ad ogni modo, mi sto interfacciando con nuove sensazioni e impressioni a cui prima non avrei dato tutta questa importanza, come ad esempio quella di voler abbracciare gli amici. Ho rivisto uno dei miei più cari amici dopo mesi di videocall e audio infiniti su WhatsApp ed è stato davvero strano non poterci avvicinare: siamo rimasti a parlare per strada a distanza di sicurezza, come due adolescenti alle prime uscite, ancora timidi e innocenti, quando gli unici contatti sono solo lo sguardo e i sorrisi. Non so se questa descrizione valga per tutti. Per lo meno, io da adolescente alle prime armi ero molto timida e per me il massimo dell'approccio agli inizi era condividere il cornetto di mezzanotte d'estate in Vespa. E forse in realtà non so come vivano le relazioni gli adolescenti adesso, ma il fatto che non si chiamino tra loro ragazzo e ragazza, ma crush (l'ho scoperto da Tik Tok) mi ha destabilizzata. E poi perché comunicate con i balletti, invece di uscire a prendere una cosa insieme? 

Al di là delle mie considerazioni sulla Generazione Z e sull'adolescenza (a questo proposito, vorrei ringraziare Netflix che sta facendo un ottimo lavoro nel riportarci a quegli anni d'oro e farci dimenticare della privazione di affetti stabili che stiamo subendo in queste settimane), questo mese di maggio è stato per me inaspettatamente produttivo sul fronte delle idee. Il mio lato positivo della quarantena - a parte trovare il tempo e lo spazio per fare nuove attività - è stato anche quello di riuscire a tenere attiva la mia parte creativa. Non è stato molto facile in questo periodo, non avendo modo e luoghi dove rintanarmi a meditare e tirare fuori l'idea del mese. Lavorare con la creatività ha i suoi pro e i suoi contro: è molto bello quando vedi il tuo progetto realizzato e fatto circolare online, ma quando la mente va in burnout devi solo prendere consapevolezza della circostanza e spegnere e azzerare tutto. Il mare è il mio creative place per riflettere e mettere a schema nuove cose, al massimo posso sostituirlo con una nuotata in vasca. Ma è evidente che non ci fossero le condizioni per farlo. A un certo punto mi ero anche arresa, ma poi si è accesa la lampadina! Ci voleva - a mia insaputa, però - una bella sessione di binge watching di SKAM Italia (non praticate questo sport se non siete in grado di mantenere l'autocontrollo), lacrime a dirotto ed empatia con il mio personaggio preferito - Eleonora - e mi sono svegliata la mattina dopo con un sacchetto di idee. Sono un genio? Forse sì. O forse semplicemente staccare ed ascoltare la nostra mente che sta chiedendo un po' d'aiuto non è una cosa di poco conto. Questi mesi non sono stati facili per tutti. C'è chi è rimasto solo a casa, subendo la solitudine, e chi a casa sua non era al sicuro perché casa non è sinonimo di sicurezza. La quarantena e questo nuovo inizio possono aver tirato fuori delle fragilità e non c'è niente di male - o di stereotipizzante - nel chiedere un supporto psicologico a uno psicoterapeuta. O nel mangiarvi tutta la vaschetta di gelato se vi fa sentire meglio!

Comunque, sembrerebbe ufficiale: dal 3 giugno si avvia la Fase 2 della Fase 2, con l'apertura delle Regioni e la possibilità di andare a riabbracciare (si fa per dire) amici e pezzi di famiglia in giro per l'Italia, senza autocertificazione. Finalmente, insomma, io potrò forse rivedere mia nipote che vedo crescere solo in videocall da quando è nata a dicembre. Poi dovrebbero riaprire cinema e teatri (dal 15 giugno) e questa è un'ottima notizia per questo settore, tra i più colpiti dalla pandemia: si potrà andare a vedere un film nelle sale (max 200 persone al chiuso) e all'aperto (max 1000). Comunque scordatevi i flirt estivi sotto l'ombrellone: niente baci e abbracci, ma solo emoji e balletti di coppia su Tik Tok (il massimo del brio consentito). Forse potremo concederci un cocktail e - per non sentirci soli - mi sento si suggerire l'idea made in Japan di piazzare dei peluche giganti ai tavoli per garantire il distanziamento sociale: probabilmente più efficace degli assistenti civici di cui non abbiamo ancora compreso bene il ruolo. Un supporto per spiegare nomi, cose, libri, auto, viaggi, fogli di giornale potrebbe venire dal tubolario, un gioco degli anni '80 (non si esce vivi dagli anni 80) che genera frasi in politichese. Qui c'è la versione digitale e vale la pena provarla anche solo per capire quanto i discorsi politici di oggi siano poveri di contenuto.

Ma eccoci giunti anche in questo mese alle solide realtà che - grazie al cielo - ci fanno sperare che non tutto è da buttare e che le fake news hanno le gambe corte (come le bugie). La Fase 2 della Fase 346 è portatrice di buone novelle, prima fra tutte quella che ci permetterà di riprenderci e rimettere in moto non sono la nostra economia, ma quella di tutta l'Unione Europea: 
  1. #NextGenerationEU è il piano europeo per la ripresa: Ursula von der Leyen l'ha presentato mercoledì al Parlamento europeo e prevede 750 miliardi di euro per creare un futuro verde, digitale e resiliente, riprendendo così i pilastri della strategia della Commissione, Shaping Europe's Digital Future e Green Deal Europeo. All'Italia dovrebbero andare circa 172 miliardi, 81 di questi a fondo perduto e 90 in prestiti a tasso agevolato;
  2. Francia e Germania hanno presentato insieme una strategia per il Rilancio dell'Unione Europea: è una bella notizia perché contiene una proposta comune di Recovery Fund da 500 miliardi e, tra le altre cose, una Strategia Digitale per i dati sanitari;
  3. Per la prima volta Twitter segnala come «infondato» un tweet e ha inaugurato lo strumento di fact-checking con Donald Trump: non è bastato il primo richiamo, c'è voluto un altro tweet - sulle vicende di Minneapolis (che fanno molto male a vederle) - per farsi segnalare di nuovo, questa volta per istigazione alla violenza;
  4. Siamo stanchi delle videocall e c'è una spiegazione seria: in video si sprecano molte più energie e si impiegano molti più muscoli per compensare quella parte di comunicazione non verbale non percepibile in mancanza della presenza fisica; 
  5. Con la pandemia è cambiato anche il nostro linguaggio: un termine che prima usavamo con un significato oggi ne acquista un altro. Su Wired Vera Gheno spiega il rapporto tra lingua e società
Bonus Track: sulla mia IGTV ho caricato due video estratti dagli interventi che ho tenuto questo mese sull'Europa: nel primo parlo di Mario Draghi e Futuro dell'Europa dopo il Covid-19, nel secondo di Europa Digitale
Per questo mese è tutto, passo e chiudo.

Continuiamo a volerci bene a distanza
(che è un attimo che ritorniamo tutti a impastare pizze e torte)

Alla prossima puntata.

Baci digitali,
Elania ❤️
 
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Zita, punto e a capo · Roma · Roma, Italia 00100 · Italy

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