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Newsletter Adesione #3.2

Carissimi,
anche quest’anno la parola adesione ci accompagnerà lungo tutto il nostro anno associativo e verrà declinata seguendo il percorso delle beatitudini.

Ci siamo fatti aiutare dai responsabili parrocchiali dell’ACR che abbiamo incontrato lo scorso settembre a San Giovanni in Loffa .

Lasciandoci guidare da una beatitudine al mese e scoprendo con essa percorsi nuovi da esplorare, vorremmo sperare che la parola adesione, che tanto ostica ci può apparire al momento del pagamento della tessera, possa aiutarci come lo strumento che esso è: un segno visibile di appartenenza ad un gruppo di amici che vogliono bene a  Dio e alla Chiesa.
 

Un piccolo segno che ci aiuti a vivere e a qualificare lo stile del vivere “insieme”
 

Ci lasciamo con quanto recita il sussidio degli adulti “SOTTOSOPRA”:

“Le beatitudini sono anche un progetto bellissimo che ci fa pensare alle persone di Ac come a persone davvero gioiose che, dentro le fatiche e le angosce della vita di ogni giorno sanno sempre cercare e annunciare prospettive differenti mostrando come la piccolezza, la povertà, la sofferenza, la malattia la crisi, non sono la fine ma l’inizio per una umanità nuova arricchita nel vangelo dall’incontro sconvolgente con una speranza, che continuamente ci mette “sottosopra”.


Lo scorso mese abbiamo riflettuto assieme sulla beatitudine: "Beati gli Afflitti, perché saranno consolati"

E questo mese?

"Beati i misericordiosi"

:: ADesione :: Beati i misericordiosi ::


"Sette opere di misericordia" di Caravaggio, 1606-1607, conservata presso il Pio Monte della Misericordia di Napoli 

Olio su tela, rappresenta il rapporto speculare tra le opere misericordiose che gli uomini compiono come avvicinamento a Dio e la misericordia della Grazia che Dio rende agli uomini.

Non possiamo iniziare se non gustando l’inno  della giornata mondiale gioventù in Polonia!

GMG 2016: INNO Beato il cuore che perdona

... e già che siamo in Polonia, ci facciamo aiutare da una Santa che viene proprio da questa terra.

Santa Faustina Kowalska
è  la santa della misericordia, perché soprattutto grazie a lei quello che sembrava quasi un aspetto secondario del volto di Dio è diventato oggetto di una festa liturgica nella seconda Domenica di Pasqua.

Preghiamo con lei:

«Aiutami, o Signore, a far sì che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto;

il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo; 

la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono ;

le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni; 

i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza;

il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo.» 


Ma anche Madre Teresa di Calcutta non scherza…

«Signore, quando avrò fame,
dammi qualcuno che ha bisogno di mangiare;
Signore, quando avrò sete,
dammi qualcuno che ha bisogno di acqua;
Signore, quando avrò freddo,
dammi qualcuno che ha bisogno di calore.
Signore, quando soffrirò,
dammi qualcuno che ha bisogno di consolazione;
Signore, quando la mia croce sembrerà pesante,
fammi condividere la croce di un altro;
Signore, quando mi sentirò povera,
mettimi al fianco di qualcuno più bisognoso.
Signore, quando vorrò che gli altri mi comprendano,
dammi qualcuno che ha bisogno della mia comprensione.
Signore, rendimi degna, di servire i fratelli,
dà loro, attraverso le queste mani,
non solo il pane di tutti i giorni,
ma anche il nostro amore misericordioso,
immagine del tuo.» 



Da un pensiero tratto dal libro “L'attesa di Dio” di Simone Weil:

«La compassione e la gratitudine provengono da Dio, e quando esse vengono donate attraverso uno sguardo, Dio è presente nel punto in cui i due sguardi si incontrano.
Lo sventurato e l'altro si amano partendo da Dio, attraverso Dio, ma non per amore di Dio; si amano per amore l'uno dell'altro. E poiché questo amore è qualcosa di impossibile, soltanto Dio può suscitarlo.
Colui che per amore di Dio dà del pane al povero affamato non sarà ringraziato da Cristo: la sua ricompensa gli è già stata data con questo solo pensiero. 
Cristo ringrazia coloro che non sapevano chi sfamavano.» 



Una canzone di Fabrizio De André ci interroga:

Fabrizio de André - Preghiera in gennaio

Lascia che sia fiorito Signore, il suo sentiero quando a te la sua anima e al mondo la sua pelle dovrà riconsegnare quando verrà al tuo cielo là dove in pieno giorno risplendono le stelle.

Quando attraverserà l'ultimo vecchio ponte ai suicidi dirà baciandoli alla fronte venite in Paradiso là dove vado anch'io perché non c'è l'inferno nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi con le sue ossa stanche seguito da migliaia di quelle facce bianche fate che a voi ritorni fra i morti per oltraggio che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi, Dio, fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all'odio e all'ignoranza preferirono la morte.

Dio di misericordia il tuo bel Paradiso lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso per quelli che han vissuto con la coscienza pura l'inferno esiste solo per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno mai ti potrà indicare gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare.
Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento Dio di misericordia vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia vedrai, sarai contento.

E per concludere ascoltiamo la storia di Don Luigi Verdi, 57 ANNI, responsabile della Fraternità di Romena.
Nato a San Giovanni Valdarno (Ar) nel 1958, ha cominciato subito il suo cammino di sacerdote in Casentino, a Pratovecchio.
Nel 1991, dopo una profonda crisi personale e spirituale, ha chiesto al vescovo di Fiesole di poter realizzare a Romena un’esperienza di fraternità.
E’ cominciato così il cammino di Romena.
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