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Sono 17 le architetture di Le Corbusier, che si trovano in 7 paesi (Argentina, Belgio, Francia, Germania, India, Giappone, Svizzera), che l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura dichiara patrimonio mondiale. Le opere includono l’edificio Capitol a Chandigarh in India, il progetto della Cité Radieuse a Marsiglia, il monastero dominicano La Tourette vicino a Lione, Villa Savoye nei pressi di Parigi, Villa “Le Lac”, situata sulle rive del lago di Ginevra in Svizzera e il Cabanon in Costa Azzurra.
La motivazione dell’UNESCO è stata che le opere "testimoniano l’invenzione di un nuovo linguaggio architettonico che si è staccato dal passato" e che questi “capolavori di genio creativo attestano inoltre l’internazionalizzazione dell’architettura in tutto il mondo”. Il contributo significativo dell’architetto al Movimento Moderno ha facilitato la modernizzazione delle tecniche di costruzione per rispondere alle esigenze sociali del 20° Secolo.
La conservazione dell’opera di Le Corbusier è un lavoro a lungo termine, salvaguardato e promosso dalla Fondazione Le Corbusier con cui Cassina lavora a stretto contatto sin dalla sua costituzione nel 1968.

 

 
 
 
 
 
 

 

 
 

 
 
 
 

Lo scorso 26 maggio, una proiezione speciale del documentario Le Corbusier 50: Storie di incontri che hanno rivoluzionato il design è stata organizzata con grande successo presso l’IMG Cinemas di Mestre per più di 200 architetti iscritti alla Fondazione Architetti Venezia, in collaborazione con Crescente Interni. Il film è stato accompagnato da un dibattito sulla filosofia del design e sull’opera di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, con Silvia Bortolozzo, presidente della Fondazione Architetti Venezia, Barbara Lehmann, Responsabile dell’Archivio Storico di Cassina e lo storico del design Vanni Pasca.

 
 
 
 
 

Il 14 maggio, durante la fiera ICFF a New York, circa 400 persone provenienti dalla comunità del design (designer e aziende) si sono riuniti al MoMA, il Museo di Arte Moderna, per la prima edizione dei NYCxDESIGN Awards organizzati da Interior Design e ICFF.
La poltrona Gender, disegnata da Patricia Urquiola per la Collezione 2016 di Cassina, è stata premiata nella categoria delle sedute imbottite.

 
 
 
 
 
 
 
 


Cassina presenta l’installazione Origins of the Future: What’s Your Gender presso lo Showroom Cassina London. Il nome della poltrona Gender di Patricia Urquiola deriva dalla sua identità mutevole basata sulle combinazioni cromatiche e materiche. Attraversa liberamente le tradizionali barriere tra maschile/femminile ed è da intendere sobria o grintosa, potente o delicata. Lascia all'utente il gioco dell'identità da rapportare nel confronto con il proprio ambiente.
Scopri di più durante il London Design Festival.

 

 
 
 
 
 
 


Come sta cambiando lo spazio in cui viviamo per rispondere alle esigenze di oggi e di domani?
La nostra vita quotidiana è cambiata drasticamente negli ultimi anni. Non viviamo come vivevano i nostri nonni o neanche i nostri genitori. La vita è più veloce, più globale, meno compartimentalizzata. Viviamo in un’epoca in cui le differenze tra le varie stanze della casa moderna sono scomparse. E’ come vivere in un 'total loft' dove possiamo dormire, lavarci e mangiare ovunque.
Lo spazio abitativo deve essere adattato ai nostri nuovi modi di vivere, le nostre nuove abitudini. Non può più essere rigido; deve essere più aperto, nomade, in movimento.
Il posto giusto per un divano è la cucina, dove si può bere un bicchiere di vino, chiacchierare, cucinare, lavorare e amare.

 

Che cosa significa Cassina per te?
Cassina è il marchio della passione per la creatività e per la qualità. Le persone meravigliose di Cassina capiscono l’eleganza dell’intelligenza che ci permette di sognare, al di là del design, per concepirlo con amore per la nostra tribù.

 

Quanto è importante il fattore MedaMade?
La produzione locale su grande scala è in grado di risolvere il paradosso della produzione industriale democratica – la garanzia della qualità dell’ingegneria, del servizio, ecc. – con il proprio desiderio di unicità concessa dal know-how e dall’artigianalità locali.
L’importanza dei prodotti realizzati localmente è una garanzia della qualità di Cassina.

 

Che cosa prevedi per il futuro del design contemporaneo?
Il futuro gira intorno alla dematerializzazione e alla longevità, perché nella nostra società post-moderna esistono i parametri più importanti: la trasmissione, la longevità e il patrimonio.
Dobbiamo creare oggetti con una qualità controllata per avere una longevità controllata, per non essere di tendenza e per durare nel tempo. Il modo per far ciò è sradicare tutta la materia superflua per raggiungere l’eleganza senza tempo del minimo.
Il problema è quando acquisti un materiale e ogni sei mesi lo butti nella spazzatura, questo è il vero problema. Dobbiamo inventare quello che io chiamo “positive de-growth”, la “decrescita positiva”. Decresciterò, consumerò di meno, ma continuerò a creare. Abbiamo bisogno della decrescita, ma non in senso negativo, deve essere positivo.

 
 
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