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Rivoluzionaria pronuncia della corte di cassazione sul danno da morte immediata (c.d. danno tanatologico)


La generalità delle persone è portata a pensare, stante il valore supremo del bene vita, che l’improvvisa perdita di questa, a seguito di un incidente mortale, legittimi i propri congiunti ad ottenere un risarcimento, uguale nel quantum tanto nel caso in cui il decesso sia avvenuto immediatamente, quanto nell’eventualità che la morte sia intervenuta dopo un apprezzabile lasso di tempo. 

Purtroppo, nonostante la vita sia un diritto costituzionalmente garantito come inviolabile, la Giurisprudenza, per lungo tempo, in tema di risarcimento del danno, non ha equiparato la “morte immediata” alla “morte avvenuta dopo un apprezzabile lasso di tempo”.  Continua a leggere...

Il convivente ha lo stesso diritto al risarcimento del danno del coniuge per la perdita del proprio caro?


In tema di risarcimento del danno da fatto illecito, concretatosi in un evento mortale, le più recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione, in un’ottica di naturale parificazione tra la famiglia legale e quella di fatto, hanno riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, siano essi patrimoniali o non patrimoniali, anche al convivente more uxorio. 

Al risarcimento del convivente sono stati apposti alcuni limiti. Continua a leggere...
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