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Il crowdfunding applicato all’editoria
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Il crowdfunding del libro

Dopo lauto-pubblicazione, la vera rivoluzione editoriale passa per i lettori

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Hai presente le care, vecchie raccolte fondi? Ecco, il crowdfunding è la stessa cosa, ma i soldi si raccolgono online e vengono scalati dalle carte di credito dei backers quando (e se) la campagna raggiunge l’obiettivo prefissato.

Questo finanziamento dal basso ha permesso a moltissimi progetti di vedere la luce del sole: smartwatch, game console, videogiochi, agende, zaini, auricolari del futuro e il nuovo film di Veronica Mars (sì, il mio role model da adolescente) con Kristen Bell e Jason Dohring.

C’è una sorpresa, però: il crowdfunding non funziona soltanto per prodotti tecnologici o legati all’intrattenimento video-ludico, ma anche per editoria e giornalismo (menzione doverosa alla meravigliosa campagna di McSweeney’s).

Kickstarter (piattaforma di crowdfunding tra le più conosciute), per esempio, è dal 2011 uno degli “editori” di graphic novel (indie) più grandi degli Stati Uniti, secondo quello che scrive il Guardian. Insomma, i sostenitori della bibliodiversità dovrebbero ringraziare l’azienda e prestare più attenzione a questo nuovo modo di fare, anche, libri.

Il funzionamento è semplice: ti iscrivi, crei un progetto, pensi a una strategia di comunicazione, lo lanci e speri (o preghi) di raggiungere la cifra richiesta per cominciare a lavorarci sul serio. Hanno scelto questa strada anche le creatrici di Timbuktu Labs, Elena Favilli e Francesca Cavallo, per Goodnight stories for rebel girls, un libro illustrato per bambine (e bambini coraggiosi) che racconta le storie di cento donne straordinarie del passato e del presente.

L’obiettivo iniziale era quarantamila euro, ma le “offerte” hanno raggiunto i due milioni di dollari (1.954.182, mentre scrivo), consacrando le “bambine ribelli” come progetto editoriale più finanziato nella storia di Kickstarter e Indiegogo

Dopo questo successo mondiale e la prima edizione in inglese, le autrici hanno firmato per una nuova pubblicazione cartacea, in libreria dal 28 febbraio scorso: con Penguin per il Regno Unito e con Mondadori per l’Italia. Chissà, però, se le stesse case editrici avrebbero preso in considerazione la proposta prima del riscontro unanimamente positivo del pubblico e del lauto guadagno.  
 

Fumetti e crowdfunding?

In Italia siamo pigri e lenti, ma non così tanto. Il crowdfunding, unito all’auto-produzione, infatti, è piuttosto diffuso nel fumetto, e rappresenta forse l’unica valida alternativa per fare prodotti innovativi (poco appetibili e commerciali per le case editrici) e massimizzare il guadagno dell’autore, a cui di solito vanno giusto le briciole.

Un bellissimo progetto è stato quello di Lumina – una graphic novel, stampata in esacromia, del duo Emanuele Tenderini e Linda Cavallini – che ha “conquistato” quasi sessantamila euro per il primo volume e cinquantamila per il secondo. Dopo aver vinto un paio di volte, allora, i creatori hanno deciso di aprire il Tatai Lab e diventare “editori”, pubblicando e dando visibilità alle storie di promettenti illustratori esordienti, come Anima di Chiara Zuliani.

Rathinger, invece, da poco nominato direttore editoriale della Coconino Press dopo le dimissioni di Igort, è la mente dietro Le ragazzine stanno perdendo il controllo, pubblicato nella forma Prima O Mai: o lo compri in prevendita, o non lo vedi più, perché non verrà ristampato. Per i ritardatari, comunque, c’è la versione digitale gratuita.

Alessandro Baronciani, qualche tempo dopo, ha scelto un metodo simile per finanziare la sua ultima storia a fumetti, Come svanire completamente. 1460 ore per acquistarla, e poi sayonara. Infine, Lorenzo Ceccotti ha usato Kickstarter per l’artbook Viewpoint, che raccoglie illustrazioni e design editi e inediti.

Nella narrativa non c’è tutto questo fermento creativo: il crowdfunding si limita alla piattaforma bookabook.it – che non ha ancora sfornato nulla di rilevante – e a poche altre iniziative, come quella (virtuosa) dell’editore Zona42, che è riuscito a pubblicare i primi romanzi con l’aiuto del “pubblico da casa”. 

Il mondo del fumetto, insomma, sembra essere più maturo dell’editoria “tradizionale”, che ancora arranca con il self-publishing digitale, figuriamoci se dovesse pensare all’incognita del crowdfunding per progetti di più ampio respiro.

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Diario di Pensieri Persi di Alessandra Zengo
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