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Clinical Pharmacy Journal
NEWSLETTER N. 154 - 15 DICEMBRE 2021
 
 
In questo numero
 
  • Editoriale
  • Farmacisti in pediatria
  • Farmacisti e malattie mentali
  • Inquinamento e microbiota
  • Melissa officinalis nei pazienti ipertesi
  • Anti-Covid 19 e terapie antitumorali
 
 
Editoriale
 

Questo numero del CPJ è l’ultimo del 2021, l’ottavo anno della nostra newsletter quindicinale nata per informare sugli studi che riguardano la farmacia clinica, l'uso dei farmaci "evidence based" e la farmacovigilanza.
Nel corso di questi anni abbiamo raggiunto puntualmente le vostre mail, migliorato la grafica, ampliato il numero dei collaboratori, proposto uno stile essenziale nella comunicazione scientifica che consente a chi ha poco tempo di ricevere delle informazioni principali e a chi ne ha di più di consultare le fonti. Uno stile che ben si adatta a una società diventata frenetica.
Tutto ciò è stato ed è possibile grazie all’impegno di tantissimi giovani colleghi e al sostegno continuo della dirigenza Sifac che ringrazio per la collaborazione.
Concludo ringraziando tutti voi, cari lettori, per l’attenzione che dedicate al nostro lavoro, augurando a voi e alle vostre famiglie un sereno Santo Natale e un felice 2022.

 
 

Valerio Cimino
Direttore responsabile

 
 
 
 
Farmacisti in pediatria
 

Uno studio svolto in Sudafrica evidenzia come il farmacista può svolgere un ruolo importante nell’ottimizzare le terapie pediatriche sia in ambito comunitario che ospedaliero.
Con una serie di regole ben definite, è possibile controllare l’aderenza terapeutica, verificare i casi di errori nel dosaggio e nella somministrazione del farmaco, verificare eventuali allergie, controllare gli effetti avversi.
Il farmacista nelle farmacie di comunità può fornire un supporto assistenziale ed educativo alle famiglie con consigli pratici, in ambito ospedaliero può ottimizzare la scelta delle forme di somministrazione e fornire un’adeguata formazione agli operatori sanitari impegnati nei reparti pediatrici.

Federica Cau

 
https://www.mdpi.com/2226-4787/9/
4/180/htm
 
 
FARMACIA E COUNSELING
Farmacisti e malattie mentali
 

Uno studio valuta il ruolo dei farmacisti nell’assistenza sanitaria a persone con problemi mentali e il loro inserimento in team multidisciplinari di cura. I farmacisti sono professionisti sanitari che rivestire un ruolo importante per pazienti con problemi mentali.
Secondo lo studio è necessaria una formazione accurata e obbligatoria sulla saluta mentale e sul pronto soccorso in caso di crisi, in modo da garantire un’assistenza adeguata dei farmacisti a questa classe di pazienti.
Tuttavia è necessario ulteriore lavoro per dimostrare i risultati clinici e valutare anche i costi di un’integrazione costante nei team multidisciplinari.

Giuseppe Fimiani

 
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/
articles/PMC8456342/
 
 
VARIE
Inquinamento e microbiota
 

L’esposizione a inquinanti ambientali potrebbe modificare la composizione e la funzionalità del microbiota umano a livello di diversi distretti corporei.
Sono stati effettuati 31 studi, di cui 19 incentrati sulla composizione del microbioma dell’apparato respiratorio, dell’intestino, della pelle, della vagina e della mammella.
Si è potuto osservare come, nel caso dello Streptococcus e delle Veillonellaceae, rispettivamente in 9 studi su 10 e in 3 studi su 4, un’esposizione agli inquinanti ambientali ne abbia determinato un aumento.
Una disbiosi del microbioma potrebbe portare alla colonizzazione e alla crescita di agenti patogeni con conseguente sviluppo di infezioni e disfunzioni metaboliche.

Eleonora Pes

 
https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.
2021.151654
 
 
PATOLOGIE E CURE
Melissa officinalis nei pazienti ipertesi
 

Uno studio clinico crossover in doppio cieco, controllato e randomizzato, su 49 pazienti ipertesi per valuta gli effetti di Melissa officinalis sulla pressione sanguigna. La coorte dei pazienti è stata suddivisa in due gruppi: il primo riceveva capsule di M. officinalis (400 mg/die), il secondo placebo, tre volte al giorno per 4 settimane.
Dopo un periodo di washout di 2 settimane, il gruppo M. officinalis ha ricevuto placebo e l'altro gruppo ha ricevuto M. officinalis, per altre 4 settimane. Le pressioni sistolica e diastolica sono state misurate una volta al basale e poi ogni 2 settimane per 10 settimane. I risultati mostrano che la M. officinalis è in grado ridurre la pressione sanguigna sistolica (da 152 a 129 mmHg) e diastolica (da 95 a 80 mmHg) nei pazienti con ipertensione essenziale.

Paolo Levantino

 
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/
10.1002/ptr.7251
 
 
ADR E INTERAZIONI
Anti-Covid 19 e terapie antitumorali
 

Uno studio brasiliano ha analizzato le potenziali interazioni tra farmaci utilizzati nella terapia anti Covid 19 e quelli impiegati nelle comuni terapie anticancro. Lo studio, di tipo descrittivo, si è avvalso dell’utilizzo dei database Lexicomp e Micromedex quali strumenti di indagine.
Baricitinib, lopinavir/ritonavir ed atazanavir sono i farmaci, fra quelli considerati, che hanno dimostrato maggiori interazioni di tipo farmacocinetico con le comuni terapie oncologiche con il risultato di aumentarne i livelli sierici (39.4% del totale delle interazioni osservate).
Interazioni di tipo farmacodinamico con variazioni dei parametri di funzionalità cardiaca (23.6%) si sono osservate tra azitromicina ed agenti antitumorali.
La classe di farmaci antineoplastici maggiormente soggetta ad interazioni era quella degli inibitori della tirosin kinasi (46.4% del totale delle interazioni).
Vista la prevalenza delle malattie oncologiche presso la popolazione generale risulta di cogente attualità per gli operatori sanitari prestare la massima attenzione nell’evitare queste interazioni a beneficio delle terapie.

Diego Zorzetto

 
https://journals.sagepub.com/doi/
10.1177/10781552211040494
 
www.sifac.it
 
 
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Registrato presso il Tribunale di Cagliari al n. 7 del 26.06.2015
 
Direttore responsabile:
Valerio Cimino
Hanno collaborato a questo numero: 
Federica Cau, Giuseppe Fimiani, Corrado Giua Marassi,
Paolo Levantino, Eleonora Pes e Diego Zorzetto