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Clinical Pharmacy Journal
NEWSLETTER N. 104 - 22 MAGGIO 2019
 
 
In questo numero
 
  • Editoriale
  • Acido tranexaminico nell’epistassi acuta
  • Prospettive nella terapia dell’influenza
  • Farmacista e insufficienza cardiaca
  • Canaglifozin e insufficienza renale cronica
  • Iperglicemia in pazienti in terapia intensiva
 
 
Editoriale
 

L’aggiornamento e la formazione del farmacista di comunità è una delle priorità della Sifac che, oltre patrocinare il Master di 2° livello in Farmacia Clinica, è anche impegnata in una serie di eventi a livello territoriale e in diversi corsi Fad.
Tra questi ultimi, di recente,  se ne sono aggiunti due intitolati “Il ruolo del farmacista di comunità nel supporto al paziente con patologie croniche: l’esempio del diabete” (docenti Corrado Giua Marassi ed Enrico Keber) e “Eczemi e dermatiti: riconoscimento clinico e trattamento in farmacia (Corrado Giua Marassi e Ambra Pedrazzini).
Il farmacista è un professionista che svolge un ruolo importante nell’ambito della prevenzione di patologie piuttosto comuni come il diabete ma ha bisogno di un continuo aggiornamento per rimanere al passo con i progressi della farmacologia e della terapia medica.
Un altro ruolo importante è quello del consiglio nelle patologie curabili con farmaci Otc. In questo ambito occorre anche saper distinguere quelli che sono i segnali di pericolo, le cosiddette “red flag”, che impongono l’intervento del medico.
La Sifac contribuisce a fornire al farmacista gli strumenti adeguati per la prevenzione e il consiglio elementi che caratterizzeranno sempre di più in senso clinico la funzione del farmacista sul territorio. 

 
 

Valerio Cimino
Direttore Responsabile

 
 
 
 
Acido tranexaminico nell’epistassi acuta
 

Una metanalisi di studi randomizzati controllati sottolinea l’efficacia dell’utilizzo topico dell’acido tranexaminico nel trattamento dell’epistassi acuta, in aggiunta alle terapie convenzionali.
Permette, infatti, di ridurre i tempi di dimissione e gli episodi di ri-sanguinamento sia nelle prime 24 ore sia nel corso di una settimana, con un rischio minimo di complicanze e aumentando così la soddisfazione del paziente.

Paolo Levantino

 

 
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1060028018820625
 
 
PATOLOGIE E CURE
Prospettive nella terapia dell’influenza
 

Le formulazioni a rilascio ritardato di oseltamavir hanno dimostrato efficacia limitata nella cura dell’influenza, con l’aggravante della sempre più frequente comparsa di ceppi virali resistenti.
Recentemente è stato scoperto e testato l’NMS-873, un nuovo e promettente farmaco che agisce come inibitore allosterico specifico dell’enzima p97. NMS-873 ha dimostrato elevata attività antivirale (valori nanomolari di EC50) sui virus responsabili delle forme A e B di influenza umana, inclusi i ceppi resistenti ad amantina, oseltamavir o ad entrambi i farmaci.

Katia Vaiarelli

 
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S092809871930123X
 
 
FARMACIA E COUNSELING 
Farmacista e insufficienza cardiaca
 

Un’analisi retrospettiva ha valutato il ruolo del farmacista in un servizio di consulenza interdisciplinare, con pazienti affetti da insufficienza cardiaca, per favorire l’aderenza terapeutica. Dai risultati ottenuti, l’utilizzo delle linee guida da parte dei team di farmacisti, ha evidenziato una maggiore aderenza alla terapia, nonostante il tasso di ricovero ospedaliero sia invariato. Tali dati incoraggiano indagini future.

Alberto Lepore

 
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1060028019842656
 
 
PATOLOGIE E CURE
Canaglifozin e insufficienza renale cronica
 

La maggiore incidenza del diabete di tipo II è la causa dell’incremento della malattia renale cronica. Attualmente, tre milioni di pazienti sono trattati per la renoprotezione, con gli inibitori del sistema renina angiotensina aldosterone. Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio (SGLT2) possono migliorare gli esiti di tale patologia nei pazienti diabetici. Uno studio randomizzato in doppio cieco, condotto su 4401 pazienti trattati con canaglifozin (SGLT2), ha evidenziato nel follow-up previsto dopo circa tre anni dall’inizio della terapia, una riduzione dei rischi legati alla patologia renale del 30%, rispetto ai pazienti trattati con placebo, valori di creatinina inferiori al 34% e al 32% nei i pazienti allo stadio terminale della patologia, con una diminuzione del numero di ricoveri per patologie cardiovascolari acute.

Alberto Lepore

 
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1811744?query=featured_home
 
 
PATOLOGIE E CURE
Iperglicemia in pazienti in terapia intensiva
 

Uno studio di coorte retrospettivo mostra che un’infusione endovenosa di insulina (IIP) in pazienti adulti in terapia intensiva, è associata a un miglior controllo glicemico e a una minore incidenza di ipoglicemia, rispetto alla terapia insulinica sottocute (SC).
In particolare, la glicemia è compresa nell'intervallo di normoglicemia per il 63,0% delle misurazioni in pazienti trattati con un IIP rispetto al 45,7% di quelli trattati con i regimi insulinici SC.

Paolo Levantino

 
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1060028019841363
 
www.sifac.it
 
 
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Registrato presso il Tribunale di Cagliari al n. 7 del 26.06.2015
 
Direttore responsabile:
Valerio Cimino

Hanno collaborato a questo numero:
Corrado Giua Marassi, Alberto Lepore,
Paolo Levantino e Katia Vaiarelli