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Clinical Pharmacy Journal
NEWSLETTER N. 140 - 7 APRILE 2021
 
 
In questo numero
 
  • Editoriale
  • Comunicazione farmacista – paziente
  • Farmacisti e corticofobia
  • Dieta e fattori di rischio cardiovascolare
  • Crespino nell’artrite reumatoide  
  • Eventi gastrointestinali degli inibitori del PARP
 
 
Editoriale
 

Il Decreto-legge 1 aprile 2021, n.44 “Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici” prevede uno “scudo” a tutela della responsabilità penale di chi somministra il vaccino escludendo però la “colpa grave” cioè i casi in cui si ha una evidente violazione dei principi basilari della professione o delle linee guida in materia.
Nell’eventualità di effetti avversi o letali su un vaccinato, il magistrato dovrà iscrivere nel registro degli indagati chi ha effettuato materialmente la vaccinazione: questa è una misura a tutela del sanitario e non una evidenza di colpevolezza. Occorrerà un’indagine penale nei confronti del somministratore che, salvo colpa grave, si concluderà con l’archiviazione o l’assoluzione dopo il processo. Il sanitario coinvolto dovrà nominare un difensore ed eventuali consulenti di parte.
Lo “scudo” appena varato dal Governo non copre, però, la responsabilità civile, cioè l’obbligo -sia del professionista che della struttura sanitaria in solido- di risarcire un danno provocato.
Per questo motivo la legge vigente prevede l’obbligo di dotarsi di una copertura assicurativa che copra queste evenienze anche per il periodo entro il quale il danneggiato può chiedere il risarcimento (5 o 10 anni a seconda dei casi).
Una polizza collettiva, contrattata a livello nazionale o locale, potrebbe contribuire a contenere i costi.

 
 

Valerio Cimino
Direttore responsabile

 
 
 
 
Comunicazione farmacista – paziente
 

Uno studio ha valutato gli interventi educativi messi in atto per migliorare la comunicazione fra farmacisti e pazienti. Sono stati messi in atto programmi educativi basati su laboratori didattici interattivi, video lezioni, esercitazioni pratiche con i pazienti. Gli interventi per migliorare la comunicazione dipendono molto dalle abilità del discente, per cui dallo studio emerge la necessità di stilare programmi ad personam, con la scelta dell’intervento in base alla capacità di apprendimento.

Giuseppe Fimiani

 
https://www.sciencedirect.com/science/
article/pii/S0738399121001804

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FARMACIA E COUNSELING
Farmacisti e corticofobia
 

Un recente studio ha valutato un programma messo in atto nei Paesi Bassi per ridurre la corticofobia nei pazienti con dermatite atopica: farmacisti opportunamente formati hanno offerto servizi di consulenza a questi pazienti.  
Il servizio di consulenza messo in atto dai farmacisti ha avuto una durata di circa tre mesi, e l’efficacia è stata valutata sottoponendo ai pazienti o ai loro genitori un questionario sulla corticofobia sia prima che dopo l’intervento.
I risultati mostrano che l’azione dei farmacisti di comunità riduce notevolmente tale problematica, favorendo anche una corretta assunzione e un uso più consapevole dei corticosteroidi, migliorando l’esito clinico dei pazienti con dermatite atopica.

Giuseppe Fimiani

 
https://link.springer.com/article/10.1007/s11096-021-01241-2
 
 
VARIE
Dieta e fattori di rischio cardiovascolare
 

Un’analisi retrospettiva sui cambiamenti dei fattori di rischio modificabili che influenzano la malattia cardiovascolare in soggetti che seguono un programma dietetico, guidato dal farmacista, ha evidenziato che nei soggetti che hanno seguito una dieta ipocalorica, ad alto contenuto proteico e basso contenuto di carboidrati e grassi, si osserva una riduzione dei valori della pressione sanguigna, dell’emoglobina glicata, del colesterolo totale e della circonferenza vita.
Inoltre, c’è stato anche un miglioramento dei punteggi del Life's Simple 7 dell'American Heart Association (AHA).

Paolo Levantino

 
https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/
pii/S1544-3191(21)00029-7
 
 
PATOLOGIE E CURE
Crespino nell’artrite reumatoide
 

Uno studio clinico su 70 pazienti con artrite reumatoide ha valutato l’impego di 1500 mg di estratto di crespino (Berberis integerrima) e 1500 mg di idrossipropilmetilcellulosa (HPMC) al giorno per tre mesi.
Il consumo di crespino ha determinato una significativa diminuzione della rigidità mattutina, del numero di articolazioni dolenti, dei livelli sierici della proteina C reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), del fattore di necrosi tumorale alfa (TNFα) e della velocità di eritrosedimentazione (ESR).
Inoltre c’è stato un minor ricorso nell’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei e glucocorticoidi.
Il crespino può migliorare così i segni clinici e ridurre i fattori infiammatori nei pazienti con artrite reumatoide, rappresentando un valido approccio fitoterapico.

Paolo Levantino

 
https://www.sciencedirect.com/science/article/
abs/pii/S2210803321000245?via%3Dihub
 
 
ADR E INTERAZIONI
Eventi gastrointestinali degli inibitori del PARP
 

Fino ad ora l’FDA ha approvato quattro inibitori del poli-ADP-ribosio polimerasi (PARP) per il trattamento del cancro ovarico o del cancro al seno: olaparib, rucaparib, niraparib e talazoparib.
Una metanalisi di studi clinici randomizzati sull'incidenza e sul rischio relativo di eventi gastrointestinali in pazienti oncologici ha mostrato che l’utilizzo di tali farmaci aumenta significativamente il rischio di nausea grave, vomito e riduce l'appetito. I pazienti trattati con veliparib mostrano un minor rischio di aver nausea e vomito.

Paolo Levantino

 
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jcpt.13300
 
www.sifac.it
 
 
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Registrato presso il Tribunale di Cagliari al n. 7 del 26.06.2015
 
Direttore responsabile:
Valerio Cimino
Hanno collaborato a questo numero: 
Giuseppe Fimiani, Corrado Giua Marassi e Paolo Levantino