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"Nel trasformarsi e sorgere delle creature i germogli hanno una forma secondo la specie,
una gradualità di rigoglio e di decadenza, un flusso di cambiamenti e di trasformazioni."

Chuang-Tzu


Fitodepurazione: una soluzione responsabile
Da oltre un decennio, agli esperti di tutto il mondo risulta sempre più chiaro che il modello di gestione delle acque non è più sostenibile. Non è sostenibile il modello urbano, basato su “prelievo, distribuzione, utilizzo, fognatura, depuratore, scarico”, perché comporta un uso eccessivo di risorse idriche di altissima qualità, perché produce inquinamento che può essere solo parzialmente ridotto ricorrendo alla depurazione, perché non si cura di riutilizzare risorse preziose come l’azoto e il fosforo contenute nelle cosiddette acque di scarico. Non è sostenibile il modello domestico finora adottato, perché è basato su una serie di pratiche da considerarsi come minimo rozze, se non completamente illogiche: innanzitutto l’approvvigionamento idrico delle nostre case attraverso un’unica fonte (acqua fornita dall’acquedotto pubblico) anche quando sarebbe possibile, utile e conveniente raccogliere e sfruttare l’acqua piovana; in secondo luogo il consumo indiscriminato dell’acqua potabile, usata in grandi quantità per scaricare il WC o per l’irrigazione; in terza battuta l’eliminazione di tutti i nostri scarti attraverso un unico sistema di scarico, siano essi escrementi con carica batterica altissima, urine ricche di prezioso azoto, o acqua praticamente potabile usata per sciacquare la frutta, mescolando tutto e innescando in questo modo una lunga catena di inevitabili effetti negativi sull’ambiente con enormi costi di gestione. Questo sistema di impiego delle risorse idriche si basa prevalentemente sulla depurazione centralizzata, che prevede la realizzazione di grandi impianti fognari per garantire una gestione dei reflui più accurata ed economica, ma che presenta anche il problema della rigidità intrinseca della rete fognaria a fronte di aumenti nel lungo periodo della superficie urbana impermeabilizzata, con il conseguente aumento dei deflussi superficiali drenati delle reti fognarie miste.
Pertanto emerge spesso l’esigenza di ingrandire le sezioni delle fognature rimpiazzando le vecchi tubazioni con gravi costi di investimento, così importanti da renderne difficile la programmazione a livello politico. La strategia di trattamento depurativo centralizzato non è sostenibile tanto quanto potrebbe invece esserlo un sistema diffuso e decentralizzato, dove si tenda a separare alla sorgente i diversi flussi che compongono le acque reflue.
Le tecniche di fitodepurazione rientrano perfettamente in questo approccio strategico decentrato, che rappresenta per il futuro l’unico possibile per una gestione corretta e sostenibile del ciclo delle acque e di importanti risorse come i nutrienti contenuti negli escreti umani e animali. Tra le principali caratteristiche dei sitemi di fitodepurazione vi sono poi la capacità di adattamento a ogni particolare scenario, l’estrema semplicità concettuale, realizzativa e manutentiva, e l’estrema economicità gestionale, grazie a un ridotto, se non nullo, apporto di input energetici.

Ultimissimi posti per il corso di AUTOCOSTRUZIONE di un impianto di fitodepurazione, dal 9 al 13 luglio presso la CasaFattoria di Poli, RM
Informazioni sul sito oppure
permacultura@maninellaterra.org



"L'acqua, sempre pronta a cambiare, ad adattarsi, a creare e a trasformare, è la guida migliore che la natura ci offre per capire come riuscire a vivere con saggezza e serenità, come raggiungere una vita sana e realizzata."
Paolo Consigli


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Buona lettura!



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